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31 Gennaio 2022
12:08

Il caso della nebbia killer che in Belgio causò 67 vittime nel 1930

Nel 1930 una fitta nebbia avvolse la città di Engis, in Belgio, causando sessantasette vittime. La spiegazione di questa tragedia è strettamente legata all'inquinamento.

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Il caso della nebbia killer che in Belgio causò 67 vittime nel 1930
Nebbia-killer

Nel corso della storia sono stati riportati diversi casi di nebbie "killer", la cui presenza ha causato un alto numero di vittime. Un esempio tipico è quello del Grande Smog di Londra nel 1952 che causò in pochi giorni migliaia di morti. Uno tra i primi casi di questo tipo si è verificato però in Belgio, negli anni '30. Engis è un piccolo paese belga situato lungo il corso del fiume Meuse, nell'omonima vallata. Qui, il primo dicembre 1930, una fitta nebbia iniziò ad avvolgere il villaggio e, in quegli stessi giorni, un numero crescente di persone iniziò ad ammalarsi: in meno di una settimana furono registrate sessantasette vittime. Nonostante per diverso tempo le cause restarono incerte, alla fine si capì che, in qualche modo, la nebbia, i morti e l'inquinamento erano tre tasselli di un unico puzzle. Ma andiamo con ordine e vediamo esattamente cosa successe e come si arrivò a capire le cause di questa silenziosa tragedia.

Una nebbia molto fitta

Quel primo dicembre, quando sul villaggio di Engis iniziò a scendere una nebbia estremamente fitta, nessuno ci fece particolarmente caso… Almeno fino a quando ci si accorse che la gente appena usciva di casa iniziava a tossire, ad avere nausea, cecità e attacchi d'asma. Presto scoppiò il panico: c'era chi attribuiva l'evento ad una punizione divina e chi invece, memore della Prima Guerra Mondiale, pensò subito ad un qualche tipo di attacco chimico. Quello che è certo è che, in poco tempo, la gente smise di uscire di casa, mise stracci su porte e finestre e – chi le aveva – iniziò ad indossare maschere antigas.

maschera antigas
Esempio di maschera antigas.

Questa, però, non fu la prima volta che nella valle si veniva a creare una situazione di questo tipo. Già nel 1897, nel 1902 e nel 1911 si verificarono nebbie intense con conseguenti problemi di asma da parte della popolazione, causando vittime non solo umane ma anche nel bestiame. Se nei primi due casi le cause non furono mai chiarite, nel terzo si intuì che il problema era "all'interno" di quella nebbia. Fortunatamente dopo il quarto caso, il mistero iniziò a dipanarsi.

Un problema di inquinamento

Spiegare l'origine di questa improvvisa epidemia non fu di certo facile: nel giro di poche ore la gente iniziò a tossire senza sosta e, con il passare delle ore, il conteggio delle vittime non faceva che aumentare. In un primo momento si pensò che la nebbia non fosse altro che il fumo prodotto da una fabbrica di zinco a poca distanza, ma si dimostrò presto che così non poteva essere perché l'azienda era chiusa ormai da mesi.

Il 7 dicembre, quando ormai la nebbia era del tutto scomparsa, si diede il via alle analisi ufficiali per cercare di comprendere quanto accaduto nelle giornate precedenti. Le autopsie su 15 cadaveri permisero di escludere la presenza di gas tossici legati a qualche tipo di attacco chimico. Vennero poi analizzati i suoli – anche se non si riuscì a ricollegare direttamente la loro composizione a quella della nebbia – e le emissioni delle case degli abitanti: queste, invece, diedero ottimi risultati.

Le abitazioni locali erano alimentate a carbone e le emissioni misurate mostrarono la presenza di gas come monossido di carbonio, CO2, NOx, SO2 e acido fluoridrico (Firket, 1936). Tra questi, si ipotizzò che proprio il diossido di zolfo SO2 si fosse parzialmente trasformato in acido solforico in seguito al contatto con la nebbia. Stando alle misurazioni dell'epoca questo era l'unico gas presente in quantità tale da poter diventare tossico sia per gli umani che per il bestiame (si stimò in seguito una concentrazione pari a 25-100 mg/m3, Mudakavi, 2010). Inoltre l'SO2 era l'unico a poter creare acido solforico, a sua volta riconducibile alle crisi asmatiche e di tosse della popolazione locale.

Quindi si concluse che il problema non fu causato tanto dalle emissioni di diossido di zolfo, quanto alla letale combinazione tra queste e la forte nebbia presente in valle!

statua engis belgio
Statua commemorativa delle vittime di Engis (credit: Jean Housen).

Bibliografia
Firket, J. "Fog along the Meuse valley." Transactions of the Faraday Society 32 (1936): 1192-1196.
Mudakavi, J. R. Principles and Practices of Air Pollution Control and Analysis. New Delhi: I. K. International Publishing House Pvt. Ltd., 2010. Print.


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Stefano Gandelli
Redattore
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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