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2 Gennaio 2022
18:30

Il curioso caso dei pantaloni esplosivi in Nuova Zelanda

Perché negli anni '30 i pantaloni neozalendesi prendevano fuoco?

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Il curioso caso dei pantaloni esplosivi in Nuova Zelanda
Pantaloni esplosivi

La Storia è piena di aneddoti divertenti ma, tra tutti, sicuramente uno tra i più curiosi è quello del misterioso caso dei pantaloni esplosivi in Nuova Zelanda negli anni '30. In realtà di "misterioso" c'è ben poco: come vedremo si tratta di semplici reazioni chimiche!

Ma andiamo con ordine. Perché esplodevano pantaloni??

Un diserbante portentoso

Nuova Zelanda, anni '30. In quel periodo molte aree rurali del Paese vennero infestate dal senecione di San Giacomo (Jacobaea vulgaris), una pianta che non solo avvelenava il bestiame ma distruggeva anche i raccolti, creando problemi non indifferenti per i contadini e gli allevatori dell'arcipelago neozelandese. Per risolvere il problema si iniziò ad utilizzare il clorato di sodio, un diserbante che permetteva di uccidere queste piante in modo estremamente selettivo ed efficace. Pensate che nel 1930 l'importazione di questa sostanza era trascurabile mentre nel 1937 arrivò addirittura alle mille tonnellate annue!

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Sencione di San Giacomo.

In quegli stessi anni iniziarono a diffondersi a macchia d'olio notizie riguardanti contadini e allevatori i cui pantaloni erano "misteriosamente" esplosi, oppure avevano spontaneamente preso fuoco. Un caso particolarmente rilevante fu quello di un uomo che accese un fiammifero per far luce in casa (non avendo la corrente elettrica) e improvvisamente i pantaloni esplosero, causando poi un incendio in tutta la casa e la morte del fattore. Storie simili riguardavano persone che andavano a cavallo, oppure persone che lasciavano asciugare i pantaloni davanti al camino. Presto si capì quale fosse il problema.

Perché i pantaloni esplodevano da soli?

Il clorato di sodio ha due grandi problemi. Il primo è la sua volatilità: quando veniva mescolato all'acqua e poi spruzzato sulle piante, andava a depositarsi sui vestiti degli agricoltori e, in particolare, sui pantaloni. Quando il liquido evaporava lasciava dietro di sé dei piccoli cristalli. Qui arriva il secondo problema: se sottoposti a calore (o frizione), questi cristalli potevano reagire chimicamente con le fibre organiche dei tessuti (es. cotone o lana) dando vita a violenti incendi o, nei peggiori dei casi, vere e proprie esplosioni! Questo spiegava il motivo per cui i pantaloni in presenza di fuoco si infiammavano così velocemente e perché, anche andando a cavallo, la frizione con la sella era sufficiente per innescare un'esplosione.

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Stefano Gandelli
Redattore
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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