0 risultati
video suggerito
video suggerito
8 Maggio 2026
17:02

Il Giro d’Italia 2026 parte dalla Bulgaria per visibilità internazionale: 5 curiosità sulla Corsa Rosa

L'8 maggio scatta da Nessebar, in Bulgaria, la 109ª edizione del Giro d'Italia. Tre settimane di fatica, montagne, sprint e storie incredibili. Ecco 5 curiosità sulla Corsa Rosa, dal colore della maglia fino ai ciclisti squalificati per aver preso il treno.

Ti piace questo contenuto?
Il Giro d’Italia 2026 parte dalla Bulgaria per visibilità internazionale: 5 curiosità sulla Corsa Rosa
Immagine
Ciclisti impegnati in una tappa del Giro 2025. Credit: kallerna via Wikimedia Commons

Venerdì 8 maggio 2026 partirà da Nessebar, in Bulgaria, la 109ª edizione del Giro d'Italia: 21 tappe, 3.468 km e quasi 50.000 metri di dislivello da percorrere fino al 31 maggio, quando la carovana rosa sfilerà tra le strade di Roma. Il percorso prevede 7 arrivi in salita, un'unica cronometro individuale di 42 km e la "tappa regina" che potrà decidersi sulle rampe del Passo Giau, il punto più alto di questo Giro a 2.233 metri di quota. Il grande favorito è il danese Jonas Vingegaard, già vincitore di due Tour de France e della Vuelta 2025. Tra i pretendenti al podio anche l'italiano Giulio Pellizzari (6° l'anno scorso, recente vincitore del Tour of the Alps), Jai Hindley (vincitore del Giro 2022) ed Egan Bernal (vincitore nel 2021).

Perché il Giro d'Italia parte dalla Bulgaria?

Non è la prima volta che la Corsa Rosa varca i confini italiani: la partenza di quest’anno infatti è la 16ª all'estero in assoluto. Il motivo è più economico che geografico: il Giro d'Italia è un evento mediatico molto ambito e portare la "Grande Partenza" all’estero significa esportare visibilità turistica e prestigio internazionale. In cambio, la Bulgaria si mostra al mondo sullo sfondo di uno degli eventi sportivi più seguiti d’Europa.

Quante calorie bruciano i corridori?

Una corsa di tre settimane come il Giro d'Italia è una sfida fisiologica notevole. In una tappa di montagna, un corridore professionista può bruciare tra le 6.000 e le 7.000 kcal, quasi il triplo di quelle che consuma in un giorno un adulto medio. Moltiplicando il dato per 21 tappe, si arriva a superare le 100.000 chilocalorie bruciate, più o meno quelle che una persona media brucia in un mese e mezzo. Per questo i corridori si nutrono continuamente: colazione abbondante prima della partenza, durante la tappa barrette energetiche, gel, bevande isotoniche, integratori. Il tutto pianificato al grammo da nutrizionisti e medici di squadra, perché mangiare troppo poco può costare la corsa quanto una caduta.

La maglia rosa è rosa per “colpa” di un giornale

Il simbolo più iconico del Giro, la Maglia Rosa indossata dal leader della classifica generale, non è rosa per una scelta estetica o per qualche tradizione antica. È rosa perché il Giro d'Italia fu inventato nel 1909 dalla Gazzetta dello Sport, organizzato come strumento di promozione e diffusione del giornale stesso. Dal 1931 il leader della corsa veste una maglia colorata immediatamente riconoscibile: rosa, ovviamente, come le pagine del giornale sportivo.

Squalificati per aver preso il treno

Nella primissima edizione del Giro, quella del 1909, quattro ciclisti vennero squalificati per aver percorso in treno il tratto tra Bologna e Chieti. Un bel risparmio di fatica, se non fossero stati notati da nessuno. Quell’edizione fu vinta da Luigi Ganna, muratore di Varese, divenuto celebre anche per la sua prima dichiarazione ai giornalisti dopo la vittoria: «Me brüsa tanto el cü». D'altronde i sellini dell'epoca non erano esattamente ergonomici.

Un ciclista pagato per non partecipare

Nella seconda metà degli anni ’20 c’era un ciclista italiano che dominava la disciplina: Alfredo Binda vinse 3 titoli mondiali e 5 edizioni del Giro tra il 1925 e il 1933, il suo record di 41 vittorie di tappa nella Corsa Rosa fu battuto solo nel 2003 da Mario Cipollini. Dopo aver dominato tre edizioni consecutive del Giro, gli organizzatori lo pagarono 22.500 lire, circa 15 mila euro odierni, per non prendere parte all’edizione del 1930, per paura che la corsa diventasse troppo noiosa con un dominio così schiacciante del corridore varesino.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views