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13 Maggio 2026
9:06

Perché la crisi di Hormuz potrebbe impedirci di riparare le buche stradali: senza petrolio non c’è asfalto

La crisi di Hormuz ha fatto impennare i prezzi dell’energia, con un aumento dei costi che ha già colpito industrie e consumatori, portando a rincari di trasporti, bollette, ma non solo. Comuni e province italiane prevedono di asfaltare meno, perché il prezzo del bitume è il più alto dal 2017.

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Perché la crisi di Hormuz potrebbe impedirci di riparare le buche stradali: senza petrolio non c’è asfalto
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Alcuni comuni italiani, come Asti o Rovereto, stanno rivedendo i propri piani di manutenzione delle strade per mancanza di risorse. A Castelfidardo, in provincia di Ancona, alcune strade sono state chiuse in mancanza di bitume per effettuare le regolari manutenzioni. Questa è una conseguenza della crisi di Hormuz nell'ambito del conflitto tra Iran e Stati Uniti, che sta facendo aumentare drasticamente il prezzo del bitume, un derivato del petrolio necessario per la riparazione delle buche stradali. Come calcolato da SITEB (associazione Strade ITaliane E Bitumi), il costo del bitume stradale è cresciuto quasi del 50% dalla chiusura dello Stretto, più di quanto fece nel 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina, rendendo incerta la possibilità per molti comuni italiani di riparare le buche sulle proprie strade quest'estate.

Quello del bitume è uno dei molti rincari dovuti alla chiusura dello Stretto di Hormuz, che stanno soprattutto l'energia: attualmente il petrolio costa 130$ al barile, il prezzo del jet fuel è quasi raddoppiato, il metano è passato da 32 a 48 €/MWh. Soprattutto se la crisi non si arresterà, in prospettiva potremmo assistere ad altri rincari nei prossimi mesi, come quelli alimentari a causa della mancanza di fertilizzanti.

Perché e quanto è  salito il costo del bitume, i dati SITEB

A marzo l'indice del prezzo medio del bitume stradale ha raggiunto il livello di 513,73, quasi 50% in più rispetto a febbraio, in cui era più basso rispetto ai mesi precedenti (345,46). Se escludiamo il picco di 532,35 raggiunto a gennaio 2022, a marzo di quest'anno si è raggiunto il livello più alto dal 1999, anno in cui SITEB (associazione Strade ITaliane E Bitumi) ha fissato l'indice del prezzo medio a 100 (a gennaio). L'indice viene calcolato da SITEB sulla base del prezzo di acquisto franco destino, segnalato da una serie di aziende campione. Come dichiarato da SITEB a RaiNews24, il prezzo del bitume stradale è passato da una media di 450-480 euro a tonnellata nel 2025 fino a valori compresi tra 650 e 800 euro a tonnellata nei primi mesi del 2026, con un impatto immediato sui costi di produzione.

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Indice SITEB del prezzo medio del bitume stradale in Italia

La domanda di asfalto in Italia è aumentata anche a seguito del piano di riforme e investimenti finanziato dai fondi europei (il PNRR). I lavori, tuttavia, sono slittati per ritardi accumulati dagli enti locali, in particolare dei comuni, e si stanno svolgendo tutti insieme negli ultimi mesi, con una concentrazione ulteriore della domanda che ha portato già prima della crisi di Hormuz a salire.

Come ci ha spiegato SITEB, l’asfalto è composto per il 95% da inerti (sabbia, ghiaia e pietrisco) e
dal 5% bitume (derivato del petrolio): in tempi normali, l’incidenza economica di quest’ultimo però è
altissima e prossima al 40-45% del valore della materiale in opera. «La crisi di Hormuz e l’attuale
costo del petrolio fanno schizzare questa incidenza economica alle stelle. A tutto ciò si aggiunga
anche l’incremento dei costi energetici (gas metano, GPL, BTZ) indispensabili per produrre
l’asfalto che è un materiale caldo che si produce e si stende a caldo e il quadro diventa
insostenibile per le imprese che devono eseguire l’appalto».

Perché è un problema: le conseguenze

Le buche rappresentano uno dei principali fattori di rischio nelle nostre strade, causando numerosi incidenti ogni anno, soprattutto per i veicoli a due ruote. Solitamente si asfalta d’estate, per diversi motivi: è più conveniente perché le strade sono meno trafficate, ci sono meno precipitazioni e quindi meno umidità, e inoltre le temperature più elevate rendono il bitume più facilmente lavorabile e stendibile. L’estate in arrivo, quindi, avrebbe dovuto essere il momento ideale per queste lavorazioni. Questi aumenti di prezzo ora pesano però soprattutto su quelle aziende che dovrebbero oggi realizzare i lavori, ma che hanno vinto gli appalti mesi fa, con offerte che ora non sono più aggiornate rispetto ai prezzi cresciuti.

Nel 2022, a seguito degli aumenti relativi alla guerra tra Russia e Ucraina, il governo aveva introdotto meccanismi di compensazione straordinari per le imprese: SITEB chiede oggi di destinare nuove misure e contributi per venire incontro alle imprese, riadattando i prezzari regionali e aggiornando le tariffe. Il rischio, infatti, è che i comuni non riescano a riasfaltare in tutti i casi in cui è necessario: è quello che sta succedendo per esempio nel comune di.

Cos’è davvero l’asfalto: l’importanza del bitume

Il bitume è un derivato del petrolio, che si ottiene dalla raffinazione del petrolio greggio come benzina, gasolio e jet fuel e composto da una miscela complessa di idrocarburi. Come si ottiene? Tramite distillazione del petrolio: questo passa in una colonna di distillazione e riscaldato: con l’innalzamento delle temperature si separano i prodotti più leggeri e raffinati, che salgono verso l’alto, da quelli più pesanti (benzina, gasolio e jet fuel), che rimangono negli strati inferiori. Sul fondo resta proprio il bitume, un composto scuro e viscoso che viene poi unito a materiale roccioso (pietrisco, ghiaia e sabbia) per formare l’asfalto, in virtù delle sue proprietà adesive.

L’asfalto è il primo strato dei cinque di cui ogni strada dovrebbe essere formato, e costituisce il cosiddetto “tappeto d’usura”, spesso dai 4 ai 6 cm. Gli strati successivi sono il binder (spesso 7 cm e a sua volta ottenuto dal bitume), la base (15-20 cm), la fondazione (30-35 cm) e il sottofondo. Tra le cause principali della formazione delle buche ci sono il traffico dei mezzi pesanti come autobus e camion, che spaccano il bitume, creando delle crepe, e la pioggia, che si infiltra in queste crepe. Al nuovo passaggio di un mezzo pesante, l’acqua, incomprimibile, allarga le crepe e passaggio dopo passaggio si formano le buche.

Per rattopparle di solito si “ripara” unicamente il primo strato, aggiungendo nuovo composto formato da bitume, ghiaia e sabbia, ma solitamente non è un risultato duraturo: per sistemare davvero una strada bisognerebbe rifarla completamente.

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