
Il Ponte tra i Due Parchi di Castelsaraceno misura 586 metri di lunghezza complessiva, sospesi a 80 metri di altezza sul torrente Racanello, e si è aggiudicato il record come ponte tibetano più lungo d'Italia. La struttura è stata realizzata con 24.000 kg d'acciaio, 1.160 traversine antiscivolo e 5.500 metri totali di cavi. Ancorata a 2 parchi nazionali (Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri Lagonegrese), garantisce il transito in sicurezza a 1 persona alla volta per linea guida. Il cantiere ha richiesto 4 cavi portanti da 35 mm e funi spiroidali da 20 mm di diametro.
Un capolavoro di ingegneria in Basilicata: descrizione del progetto
Il ponte tibetano più alto d'Italia si trova in Basilicata, nel comune di Castelsaraceno, il Ponte tra i Due Parchi rappresenta un capolavoro di ingegneria civile declinata in maniera magistrale nei confronti dell'ambiente in cui l'opera si trova. Si tratta infatti una passerella pedonale a campata unica con una lunghezza complessiva di 586 metri posta a 80 metri di altezza sopra il canyon del torrente Racanello.
L'intera struttura, il cui peso complessivo supera le 24 tonnellate di acciaio, connette idealmente e fisicamente il Parco Nazionale del Pollino con il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese. L'infrastruttura è sorretta da 4 cavi portanti in acciaio ad altissima resistenza, integrati , inoltre, da cavi di stabilizzazione inferiori e laterali pensati per smorzare l'oscillazione dovuta alle sollecitazioni dovute sopratutto dal vento. Il piano di calpestio si sviluppa ungo 1.160 traversine in grigliato metallico antiscivolo, distanziate per garantire la massima percezione del vuoto sotto i piedi, mantenendo una larghezza utile della corsia volutamente stretta per imporre un transito a fila indiana e limitare le eccitazioni strutturali composte.

Com’è stato realizzato e le soluzioni
La realizzazione di questo progetto ha portato con sé una serie di sfide davvero avvincenti che i progettisti si sono trovati a dover affrontare. Certamente, sfida primaria risiede nella gestione delle deformazioni, di varia natura, a cui il ponte è sottoposto a causa dei carichi statici e dinamici.
Per contrastare l'effetto "pendenza" generato dall'incurvatura naturale dei cavi sottoposti a carico distribuito (la catenaria), la pretensione iniziale delle funi è stata calcolata al millimetro, abbinata a blocchi di ancoraggio in calcestruzzo armato affondati nella roccia madre su entrambe le sponde. La fase di posa ha richiesto tecniche di edilizia acrobatica e l'impiego di elicotteri pesanti per lo stendimento delle prime sagole guida e il sollevamento dei moduli presagomati. Dal lato della sicurezza passiva e attiva, il ponte integra una linea di vita continua su cavo d'acciaio dedicato: gli utenti infatti possono procedere vincolati tramite un imbrago con moschettoni a scorrimento ininterrotto, impedendo lo sgancio volontario durante la percorrenza. Questa combinazione di calcolo strutturale sui cavi principali e ancoraggi ambientali ad alta tenuta rende l'opera estremamente stabile anche di fronte a raffiche di vento di elevata intensità, trasformando un'infrastruttura sottile in un corridoio ad alta rigidità dinamica.
