31 Gennaio 2024
11:30

Il Televideo esiste ancora dopo 40 anni: ma come funziona?

Il televideo è ancora oggi disponibile all'interno dei nostri televisori. Scopriamo come funziona e ripercorriamo la sua storia.

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Il Televideo esiste ancora dopo 40 anni: ma come funziona?
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Il Televideo è il principale servizio di teletext italiano, offerto dalla televisione pubblica italiana. Permetteva, molto prima dell'avvento di Internet, di consultare gratuitamente le principali notizie in tempo reale direttamente dalla propria TV. Anzi, permette ancora: perché a 40 anni dal suo debutto in Italia, nel 1984, il servizio è ancora vivo e vegeto, con circa 800 pagine disponibili mediante l'apposito pulsante del proprio telecomando, contrassegnato solitamente con tre linee orizzontali all'interno di un rettangolo.

La tecnologia dietro il Televideo

Come dicevamo, il Televideo è un servizio di teletext. Questa tecnologie permette di visualizzare pagine di testo visualizzabili sul proprio televisore. Quando le TV erano a tubo catodico, questi dati venivano inseriti all'interno del segnale analogicico nei “tempi morti” tra un segnale video e l'altro. In un tubo catodico vengono emessi elettroni che vengono deflessi e proiettati sullo schermo. La sorgente di elettroni “costruiva” l'immagine man mano, 25 volte al secondo, da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso. Il ciclo ricominciava indirizzando nuovamente la sorgente di elettroni nella posizione iniziale. Il riposizionamento della sorgente richiedeva un minuscolo lasso di tempo in cui non c'era segnale televisivo, impercettibile all'occhio umano ma abbastanza per trasmettere il segnale del teletext.

Oggi non abbiamo più le limitazioni del tubo catodico: i nostri televisori ricevono contemporaneamente sia le informazioni di riproduzione dell'immagine sia quelle per le pagine teletext.

Breve storia del Televideo in Italia

Il Televideo nasce in Gran Bretagna nel 1974. La prima emittente TV a implementarlo fu l'inglese BBC utilizzando il servizio teletext, da cui deriva per l'appunto il nome italianizzato di Televideo.

In Italia la sperimentazione cominciò nel 1981, quando dai laboratori di ricerche Rai di Torino vennero inserite informazioni in teletext all'intero del segnale televisivo. L'anno successivo il monoscopio – quell'immagine fissa che tipicamente veniva trasmessa durante le ore in cui non vi erano programmi TV disponibili – fu sostituito da una sequenza di alcune pagine dimostrative del Televideo per abituare l'utenza al nuovo servizio.

Il lancio ufficiale del Televideo avvenne il 5 settembre 1984. Durante gli anni '80 poi vi fu anche l'introduzione della famosa pagina 777, “quella dei sottotitoli”. Il primo film trasmesso dalla Rai a poter usufruire di tale servizio fu La finestra sul cortile nel 1986.

Negli anni '90 anche Mediaset propose un servizio analogo al Televideo, chiamato Mediavideo, sempre basato sul teletext.

Il televideo ancora oggi è uno strumento di informazione che continua a essere integrato nei nostri televisori. Tuttavia, con l'avvento del web, gli accessi a tale piattaforma sono inevitabilmente crollati. I dati sui lettori poi non sono mai stati esaustivi in quanto non rilevati dall'Auditel (la società che si occupa di raccogliere e pubblicare dati sugli ascolti televisivi italiani) ma si stima, a oggi, qualche migliaio di visualizzazioni al mese in Italia.

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