
A partire dal suo secondo insediamento, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha provato a mantenere una delle promesse della sua campagna elettorale: eliminare lo ius soli(il diritto di cittadinanza per nascita sul "suolo" dello Stato), da lui ritenuto “un male per il Paese”. Lo ius soli stabilisce che chi nasce nel territorio di un determinato Stato ne diventa automaticamente cittadino, a prescindere dalla cittadinanza dei propri genitori o dalla discendenza. Attualmente, lo ius soli, in forme diverse, è in vigore in diversi Paesi europei (per es. Francia, Germania, Regno Unito e Irlanda) e nella maggior parte dei Paesi del continente americano.
Cos’è accaduto negli Stati Uniti: la legge sulla cittadinanza resta in vigore
Fin dalla campagna elettorale che l’ha portato al secondo mandato presidenziale, Trump ha fatto dell’abolizione dello ius soli uno dei suoi cavalli di battaglia. È stato infatti uno dei primi provvedimenti che ha firmato, il 20 gennaio 2025, dopo il suo insediamento, con l’ordine esecutivo titolato "Proteggere il significato e il valore della cittadinanza americana", in cui dichiarava che, 30 giorni dopo l'entrata in vigore del testo, i bambini nati da immigrati irregolari avrebbero perso il diritto alla cittadinanza. L’ordine è stato bloccato pochi giorni dopo in quanto “incostituzionale” e ha affrontato diversi passaggi nei mesi successivi, fino al 30 giugno 2026.
La Corte Suprema degli Stati Uniti, ieri, per quanto spaccata sul tema, ha respinto in maggioranza l’ordine esecutivo di Trump, mantenendo lo ius soli e riaffermando il principio consolidato secondo cui, dal 1868, la Costituzione garantisce la cittadinanza a quasi tutti (esclusi figli di diplomatici stranieri e di alcune persone appartenenti a forze di occupazione) i bambini nati su suolo statunitense: diventano quindi ancora cittadini fin dalla nascita tutti i bambini nati da genitori senza documenti o da genitori presenti temporaneamente nel Paese.
Come ha spiegato John G. Roberts Jr., presidente della Corte Suprema, il decreto emesso da Trump viola il XIV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti ratificato dopo la Guerra Civile – e la legge federale. "La cittadinanza, allora come oggi, rappresentava il diritto di avere diritti: quello di partecipare liberamente alla nostra comunità politica. Il 14mo emendamento estese tale promessa a ogni persona nata libera in questa terra. Noi oggi manteniamo quella promessa", ha scritto Roberts.
Il vicepresidente JD Vance ha definito la sentenza un “errore gravissimo” e ha assicurato che la battaglia allo ius soli "è tutt'altro che conclusa".
La mappa dei Paesi in cui esiste lo ius soli
Oltre che in quasi tutti i Paesi del continente americano, lo ius soli è in vigore in diversi Paesi europei come Francia, Germania, Regno Unito e Irlanda, in forme diverse.
In Canada, fatte poche eccezioni (ad es. i figli di diplomatici stranieri) chi nasce sul territorio canadese diventa automaticamente cittadino, indipendentemente dalla cittadinanza o dallo status migratorio dei genitori. Si tratta di ius soli applicato in forma pura.
Nel Regno Unito, i bambini nati in territorio britannico ottengono la cittadinanza alla nascita solo se almeno uno dei genitori è cittadino britannico o è in possesso di un permesso di soggiorno permanente. Se nessuno dei genitori risponde ai requisiti, i bambini possono ottenere la cittadinanza in un secondo momento (ad es. se vivono nel Regno Unito ininterrottamente fino ai 10 anni di età). Questa modalità è stata stabilita con il British Nationality Act del 1981, in vigore dal 1983.
In Germania dal 2000 è in vigore uno ius soli limitato. I bambini nati sul territorio tedesco da genitori stranieri ottengono la cittadinanza se almeno uno dei due risiede legalmente nel Paese da almeno 5 anni (fino al 2024 erano 8!) e abbia un diritto di soggiorno permanente o stabile.
In Francia esiste lo ius soli condizionato: chi nasce da genitori stranieri non diventa francese in automatico, a meno che uno dei genitori non sia a sua volta nato in Francia. La cittadinanza, negli altri casi, viene ottenuta a 18 anni se, a partire dagli 11 anni, sono stati trascorsi almeno 5 anni di residenza abituale nel Paese; se il bambino risiede in Francia dall’età di 8 anni, la richiesta può inoltre essere anticipata a 16 anni dal minore, o a 13 dai genitori.

Gli stati che continuano ad applicare lo ius soli in forma sostanzialmente illimitata, oltre ai già menzionati, comprendono: Antigua e Barbuda, Argentina, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Costa Rica, Cuba, Dominica, Ecuador, El Salvador, Grenada, Guatemala, Guyana, Honduras, Giamaica, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uruguay e Venezuela. Ciad, Pakistan, Lesotho e Tanzania presentano regimi particolari o condizionati.
L’Australia ha abolito nel 1986 lo ius soli puro. Oggi, chi nasce in Australia da genitori stranieri ottiene la cittadinanza solo se almeno uno dei genitori è cittadino o residente permanente, oppure se il bambino vive in Australia ininterrottamente per i primi 10 anni di vita. L’Irlanda è stato l'ultimo Paese europeo ad avere lo ius soli puro: è stato abolito tramite un referendum del 2004 (il 27° Emendamento alla Costituzione) approvato a larghissima maggioranza ed entrato in vigore nel 2005. Ora richiede la cittadinanza o una residenza legale pregressa dei genitori.
Le Isole Figi hanno abolito lo ius soli illimitato nel 2009 con il Citizenship of Fiji Decree, passando a un sistema condizionato (almeno un genitore deve essere cittadino per garantire la cittadinanza automatica al neonato). Anche la Repubblica Dominicana ha eliminato lo ius soli puro, modificando la costituzione nel 2010: nel 2013 una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito retroattivamente che i figli di stranieri "in transito" (inclusi i migranti irregolari, per colpire la comunità haitiana) non hanno diritto alla cittadinanza per nascita.
Lo ius soli esisteva in India, dove è stato applicato dal 1950 al 1987, ma poi rimosso a causa dei flussi di immigrazione clandestina in arrivo dal Bangladesh. Anche Malta, nel 1989, ha emendato la propria legislazione passando allo ius sanguinis (o ius soli altamente condizionato) per evitare l'aumento di acquisizioni automatiche di cittadinanza.
In Italia non esiste lo ius soli: come si ottiene la cittadinanza
In Italia non esiste lo ius soli, ma lo ius sanguinis, per cui, seguendo l’attuale legge n. 91 del 1992, la cittadinanza italiana si acquisisce a seguito della nascita da almeno un genitore che possiede la cittadinanza del nostro Paese. L’ordinamento italiano, infatti, a oggi non prevede lo ius soli (se non in casi eccezionali).
Lo status di cittadino italiano può essere richiesto dalle persone maggiorenni che risiedono ininterrottamente in Italia da almeno 10 anni (per naturalizzazione) ma nel rispetto di determinati requisiti, tra cui la conoscenza della lingua italiana, regolarità fiscale, la capacità di produrre un reddito sufficiente e l'assenza di motivi ostativi. Il limite temporale dei 10 anni è ridotto a 4 per i già cittadini dell'Unione Europea.
Nel caso degli stranieri nati in Italia, la richiesta può essere presentata a partire dal compimento dei 18 anni ed entro il compimento del diciannovesimo anno di età, con il richiedente che è tenuto a dimostrare di essere nato in Italia e di averci vissuto stabilmente e ininterrottamente per tutta la sua vita. In caso di minori figli di genitori stranieri, il minore può diventare automaticamente cittadino italiano se uno dei due genitori ottiene a sua volta la cittadinanza: si tratta quindi sempre di naturalizzazione. La cittadinanza italiana, infine, può come nella maggioranza dei Paesi, essere acquisita anche per matrimonio.
Anche in Spagna la cittadinanza è basata sullo ius sanguinis (fino a due generazioni precedenti): chi nasce da genitori stranieri, salvo alcune eccezioni (uno dei genitori nato in Spagna, per evitare rischio di apolidia, per figli di genitori ignoti e alcune categorie previste dal Código Civil), non diventa cittadino, ma può presentare domanda dopo un anno di residenza legale. Per gli adulti la richiesta può arrivare dopo 10 anni.