
Accarezzando la testa dei neonati, potreste aver notato delle zone morbide, che talvolta sembrano pulsare. Sono le fontanelle, una delle soluzioni più eleganti che l’evoluzione abbia mai escogitato per affrontare il parto e permettere al cervello di continuare a crescere una volta fuori dall’utero. I neonati infatti nascono con le ossa del cranio ancora non del tutto fuse, ma tenute insieme da tessuto fibroso: in questo modo, il cranio può leggermente deformarsi quando passa attraverso il canale uterino al momento del parto. Tranquilli, torna normale in pochi giorni. Le fontanelle, come riportato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, sono anche un ottimo punto di monitoraggio della salute del neonato, riflettendo velocemente stati di disidratazione, pressione eccessiva nel cranio o problematiche di salute. Entro massimo i due anni, si “chiudono”, ma le ossa del cranio si fondono del tutto intorno ai vent'anni.
Disclaimer: questo è un articolo unicamente divulgativo. Per qualsiasi indicazione e informazione medica, rivolgersi al proprio medico curante.
Cosa sono e a cosa servono le fontanelle
Il cranio dei neonati è un work in progress: le ossa che lo formano, infatti, non sono ancora fuse tra loro come negli adulti, ma sono collegate da tessuto fibroso, una sorta di giuntura flessibile fatta di collagene che collega le 6 ossa del cranio (due frontali, due parietali e un occipitale). Queste giunture (suture in gergo tecnico) sono fondamentali per permettere alla testa dei neonati, più grande del canale uterino, di attraversarlo facendo leggermente scivolare le ossa le une sulle altre e deformando il cranio quel tanto che basta per uscire.
Tranquilli, non immaginate bambini con teste oblunghe come quella di Stewie Griffin, ma lievi asimmetrie che tornano normali in un paio di giorni. Nel punto in cui si incontrano due o più suture, si formano dei buchetti più grandi e morbidi: le fontanelle appunto. Si tratta di una caratteristica fisiologica del neonato ben nota e descritta da decenni nei manuali di anatomia, pediatria e neonatologia. Perché si chiamino così, secondo il dizionario francese Allo Dico sembra essere legato alla lieve pulsazione visibile sotto la membrana craniale, che ricorda quella di una piccola sorgente: fontanelle è infatti un termine francese a sua volta derivato dal latino fons (sorgente), apparso per la prima volta nel XVI secolo per indicare queste zone.
Grazie a questi “punti morbidi” (in inglese sono chiamati anche proprio soft spots), il cervello dei neonati può svilupparsi adeguatamente nei primi due anni di vita, con il cranio che si “allarga” di conseguenza. In pratica, le suture sono delle cuciture e le fontanelle sono come delle piazzette su cui convergono più strade.
Sono più di quante pensi e si chiudono in momenti diversi
La maggior parte delle persone conosce solo quella in cima alla testa, ma nei neonati se ne contano sei in totale: anteriore, posteriore, due mastoidee e due sfenoidali. Le più grandi e “importanti” sono l’anteriore e la posteriore. La fontanella anteriore, come riportato sia dalla Cleveland Clinic che dalla National Library of Medicine ha una forma romboidale, che ricorda un diamante, e dimensioni che vanno da 0.6 a 3.6 cm, con una media di 2.1 cm. Una meta-analisi del 2021 pubblicata su Public Health Reviews, basata su 26 studi e oltre 8.600 neonati, ha calcolato però una media globale leggermente superiore, 2,58 cm, con differenze tra popolazioni: i neonati africani tendono ad averla più grande (3,15 cm) rispetto a quelli europei (2,01 cm). In genere, si chiude tra i 13 e i 24 mesi dopo la nascita, quindi a circa 1-2 anni.
La fontanella posteriore, invece, è più piccola e triangolare, e ha una misura che varia da 0.5 e 0.7 cm. A differenza dell’anteriore, la chiusura richiede solo 6-8 settimane, cioè entro il secondo mese di vita.

In queste settimane o mesi, il tessuto fibroso viene sostituito da tessuto osseo che va piano piano a chiudere le fontanelle. Le suture invece, restano “malleabili” fino a molto più tardi, alcune fino ai 60 anni, secondo quanto riportato dalla Cleveland Clinic! In generale, però la chiusura delle suture avviene intorno ai 20 anni, per permettere che il cervello e la testa raggiungono la loro forma finale! In effetti, se ci pensate, la testa dei bambini è più piccola di quella degli adulti ed è grazie alle suture che continua a crescere.
Sono un sensore di salute dei neonati: cosa significa se è infossata
Durante la visita pediatrica, le fontanelle, in particolare quella anteriore, possono fornire numerose informazioni ed è infatti sempre ispezionata, come spiega la dott.ssa Pittari per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze. Se la fontanella è infossata, può indicare uno stato di disidratazione del bambino: non ha bevuto abbastanza o ha perso troppi liquidi. Oltre all’affossamento, si notano bocca secca e pannolini meno bagnati del solito.
Se invece è ingrossata, sporgente e tesa, è un segnale più grave perché può indicare un aumento della pressione all’interno del cranio e va immediatamente attenzionata dal medico.
E se non si chiudono o si chiudono troppo presto?
Se fontanelle e suture si chiudono troppo presto, possono impedire la corretta crescita del cervello. Il termine tecnico è craniostenosi, o craniosinostosi, e, come riportato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), può causare deformazioni del cranio e spesso richiede un intervento chirurgico. Al contrario, se rimangono aperte troppo a lungo possono essere indicative di condizioni più complesse come l’ipotiroidismo congenito, il rachitismo o la sindrome di Down, ma ovviamente in questi casi saranno accompagnate anche da tutti gli altri sintomi che le caratterizzano.