
Vagamente simili a prima vista, geco e lucertola vengono spesso scambiati per lo stesso animale: entrambi sono piccoli rettili squamati, entrambi hanno una lunga coda che può staccarsi in caso di pericolo, entrambi si vedono spuntare tra un muretto e un cespuglio nelle giornate calde. In realtà, pur rientrando entrambi nel grande gruppo dei Sauri, appartengono a due rami evolutivi molto distanti (l'infraordine Gekkota da un lato e la famiglia dei Lacertidi dall'altro) e hanno sviluppato, nel corso dell'evoluzione, soluzioni quasi opposte per sopravvivere: il geco è un "funambolo" notturno capace di correre a testa in giù su un soffitto, la lucertola è una velocista diurna che vive a terra, tra rocce e sole. In senso stretto, quando parliamo di "lucertola" ci riferiamo ai Lacertidi, mentre il geco resta un sauro a sé. Bastano pochi dettagli su occhi, zampe e corporatura per non confonderli.
Le differenze principali e caratteristiche
I due rettili sono distinguibili per alcuni tratti principali:
- Occhi e palpebre: è probabilmente il carattere più affidabile. Le lucertole hanno occhi piccoli, dotati di palpebre mobili che si chiudono normalmente, proprio come i nostri. I gechi, essendo quasi tutti notturni, hanno invece occhi grandi e sporgenti e, nella maggior parte delle specie, sono privi di palpebre mobili: al loro posto c'è una membrana trasparente fissa che l'animale pulisce passandoci sopra la lingua a intervalli regolari. Fanno eccezione poche specie "primitive", come i gechi leopardo del genere Eublepharis, che hanno mantenuto palpebre mobili.

- Zampe e capacità di arrampicarsi: è la caratteristica più famosa dei gechi. Le dita delle loro zampe sono ricoperte da lamelle, a loro volta rivestite da milioni di microscopiche setole. Sono queste ultime a sfruttare le forze di attrazione intermolecolare (forze di van der Waals) per aderire a qualunque superficie, anche liscia come il vetro, permettendo all'animale di camminare a testa in giù sui soffitti. Le lucertole non possiedono nulla del genere: le loro zampe sono adatte a correre veloci a terra, non ad arrampicarsi su pareti verticali lisce.

- Corporatura e testa: i gechi, lunghi circa dai 3 ai 15 cm, hanno in genere un corpo più tozzo e robusto, la testa piatta e più grande in proporzione al corpo, con tubercoli (piccole sporgenze) sulla pelle. Le lucertole, in genere tra 20 e 25 cm di lunghezza, hanno un corpo più snello e slanciato, la testa piccola e appuntita, e zampe lunghe e sottili adatte alla corsa.

- Colore e abitudini: le lucertole italiane sono spesso vivacemente colorate (per esempio verde smeraldo con striature blu); i gechi delle nostre zone sono quasi sempre di tonalità smorte, dal grigio al bruno, perché sono attivi principalmente di notte e non hanno bisogno di colori sgargianti. I gechi sono anche tra i pochi rettili delle zone temperate in grado di emettere un verso, utilizzato durante il corteggiamento o come segnale d'allarme, mentre le lucertole restano mute.

Le specie presenti in Italia e gli areali
La distanza evolutiva tra geco e lucertola è più ampia di quanto sembri: pur appartenendo entrambi al sottordine dei Sauri, all'interno dell'ordine Squamata, si separano già a livello di infraordine. I gechi nei Gekkota, le lucertole nei Lacertidi. In Italia il geco più diffuso è il geco comune o tarantola muraiola (Tarentola mauritanica), appartenente alla famiglia dei fillodattilidi (Phyllodactylidae); accanto a esso vivono altre specie autoctone o introdotte che ricadono in famiglie diverse dello stesso infraordine: Hemidactylus turcicus, Mediodactylus kotschyi ed Euleptes europaea. Nel mondo, invece, sono state descritte oltre 1000 specie di geco, con decine di nuove specie aggiunte ogni anno.

Tra le lucertole, la specie più comune nelle nostre città è la lucertola muraiola (Podarcis muralis, famiglia Lacertidae), affiancata dalla lucertola campestre (Podarcis siculus) e dal ramarro occidentale (Lacerta bilineata).

Un funambolo che entra in casa: il geco comune
Il geco comune è la specie che con buone probabilità molti italiani hanno visto da vicino, attaccato al muro di casa o alla luce del balcone in una sera d'estate. È un animale completamente innocuo per l'uomo: non morde per difendersi e non produce alcun veleno. Oggi la sua distribuzione è strettamente associata ad abitazioni, muretti a secco, rovine e centri urbani, che gli offrono rifugio e abbondanza di insetti attirati dalle luci artificiali. È un predatore opportunista, utile per il controllo biologico di insetti come zanzare, falene e scarafaggi.
In molte culture (dalle Filippine alla Polinesia) è un simbolo di buon auspicio legato anche alla sua capacità di rigenerare la coda perduta per autotomia, lo stesso meccanismo di difesa che condivide con le lucertole. Secondo la Lista Rossa IUCN, il geco comune è classificato come specie a "Minor Preoccupazione" (LC), grazie alla sua ampia distribuzione nel bacino del Mediterraneo e all'elevata capacità di adattarsi agli ambienti urbani; lo stesso status di conservazione, LC, è attribuito anche alla lucertola muraiola.