
Venelin Molnar, via X
Le acque eccezionalmente basse del Danubio hanno fatto riemergere quelli che gli esperti ritengono essere i resti di un mammut nei pressi del villaggio di Ryahovo, nel nord della Bulgaria. La scoperta è avvenuta durante un periodo di prolungata siccità e ondate di calore che hanno fatto raggiungere al fiume livelli tra i più bassi mai registrati.
Le ossa sono state notate da un abitante del luogo sul fondale emerso del Danubio. Dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti gli specialisti del Museo Regionale di Storia di Ruse, che hanno identificato preliminarmente una mandibola, due zanne e quella che potrebbe essere una costola appartenente a un mammut. I reperti saranno trasferiti al museo per essere sottoposti a trattamenti di conservazione e a studi più approfonditi, necessari per determinarne con precisione l'età, la specie e l'origine. Gli esperti sottolineano infatti che l'identificazione è ancora preliminare e dovrà essere confermata dalle analisi.

Venelin Molnar, via X
Secondo il direttore del museo, Nikolay Nenov, che mantiene una certa prudenza a proposito dell'identificazione della specie, il ritrovamento non deve essere considerato una sensazionale scoperta isolata, ma rappresenta un'importante opportunità scientifica.
Da tempo gli studiosi ritengono che l'area in cui sono emerse le ossa fosse, durante l'ultima era glaciale, una vasta zona paludosa, un ambiente nel quale grandi mammiferi come i mammut avrebbero potuto vivere migliaia di anni fa. L'episodio mostra come le variazioni del livello dei grandi fiumi possano riportare alla luce testimonianze del passato rimaste sepolte per millenni. Di pochissimi giorni fa è infatti la notizia del ritrovamento di un relitto sul Danubio più a monte, in Croazia. Allo stesso tempo, evidenzia gli effetti della persistente siccità che sta interessando gran parte dell'Europa, con ripercussioni sulla navigazione, sugli ecosistemi fluviali e, in questo caso, anche sul patrimonio paleontologico.