
Mercoledì 23 settembre alle ore 02:05 italiane l'estate lascia ufficialmente il posto all'autunno: come sempre, il cambio di stagione non avviene nell'arco di una giornata, ma in un'ora specifica. Da un punto di vista astronomico, infatti, l'equinozio d'autunno (meglio definito equinozio di settembre) rappresenta il momento in cui il Sole attraversa l'equatore celeste (una linea immaginaria nel cielo sopra l'equatore terrestre) da nord verso sud.
Durante questa giornata, in quasi tutto il pianeta, le ore di luce e di buio saranno pressoché uguali e vicine alle 12: proprio da qui deriva il termine equinozio, dal latino aequinoctium che significa “notte uguale” (al dì).
Più nello specifico, l'equinozio d'autunno è il momento in cui il Sole si trova esattamente sull'equatore celeste per sconfinare nell'emisfero meridionale della volta celeste. Sulla Terra questo si traduce nel fatto che all'equatore, a mezzogiorno del giorno di equinozio, il Sole è perfettamente allo zenit: in quel momento gli oggetti non proiettano ombre.
Questo comporta il fatto che la linea che divide il dì dalla notte (in gergo tecnico circolo di illuminazione) passa per i poli terrestri: geometricamente significa che ogni punto sulla superficie terrestre, nel corso delle 24 ore, compie metà percorso nella parte illuminata dal Sole e metà percorso nella parte buia della Terra. Va però precisato che questa è la divisione geometrica ideale: la durata della luce che percepiamo è un po' maggiore, con uno scarto di pochi minuti che dipende dalla definizione di alba e tramonto e dalla rifrazione della luce solare nell'atmosfera.
Ecco perché, durante l'equinozio di settembre, ovunque nel nostro pianeta il giorno è diviso quasi a metà tra dì e notte. Negli altri giorni dell'anno, invece, questo è vero soltanto all'equatore.
In ogni caso, a differenza di quello che ci hanno insegnato a scuola, l'equinozio d'autunno non cade sempre il 21 settembre, anzi, generalmente la data oscilla tra il 22 e il 23 settembre. Pensate che per tornare ad avere un equinozio d'autunno il 21 settembre dovremo aspettare fino al 2092, quando avverrà alle 23:43 UTC: questo significa che in Italia saranno già le 01:43 del giorno successivo, il 22 settembre.
Questo deriva dal fatto che il moto della Terra attorno al Sole non dura esattamente 365 giorni ma circa 365,25 giorni: ogni equinozio di settembre, quindi, si verifica circa 6 ore più tardi rispetto a quello dell'anno precedente. Questo, alla fine, sposta la data di un giorno, ritardo che poi viene annullato con l'anno bisestile, che aggiunge un giorno in più al calendario.
Di conseguenza, se nel 2026, in Italia, l'equinozio di autunno è il 23 settembre alle 02:05, nel 2027 sarà sempre il 23 settembre, ma intorno alle 08:00 (per via del ritardo di circa 6 ore accumulato). Il 2028, però, è un anno bisestile, con febbraio che avrà 29 giorni: questo porterà la data dell'equinozio di un giorno indietro, passando al 22 settembre, intorno alle 14:00 (il ritardo di circa 6 ore, infatti, si accumulerà comunque e l'equinozio avverrà circa 18 ore prima rispetto all'anno precedente).
Per chi come noi abita nell'emisfero boreale, l'equinozio di settembre avviene mentre le ore di luce stanno diminuendo (un processo che inizia il giorno del solstizio d'estate, a giugno) e che raggiungeranno la loro durata minima a dicembre, per il solstizio d'inverno. Nell'emisfero australe, invece, avviene il contrario: dopo il solstizio di giugno le ore di luce aumentano progressivamente e l'equinozio di settembre rappresenta il momento in cui la durata del dì supera quella della notte, dando inizio alla primavera.