NATO

In queste settimane drammatiche non passa giorno senza che sui media si senta parlare della NATO. Tuttavia non è così scontato conoscere cosa sia e quale sia il suo margine di azione nella guerra tra Russia e Ucraina. Così abbiamo pensato di scrivere un articolo di approfondimento, ma sintetico, per permettere a tutti di farsi un'idea più solida e di realizzare un video ad hoc.
Pochi anni dopo la fine della II Guerra Mondiale, precisamente il 4 aprile del 1949, venne firmato a Washington il Patto Atlantico, sulla base del quale si sarebbe in seguito strutturata l’Organizzazione del Trattato del Nord-Atlantico, nota nella sua celebre abbreviazione come NATO (North Atlantic Treaty Organization). In quegli anni il sistema internazionale era già diviso in due grandi blocchi, quello democratico occidentale a guida statunitense e quello sovietico capitanato dall’Unione Sovietica.

Ma che cos'è la NATO in concreto? L’Alleanza Atlantica è un’organizzazione internazionale di natura politica e a scopo difensivo fondata inizialmente da dodici Paesi, dieci europei (Belgio, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito) e due nordamericani (Canada e Stati Uniti). Nel 1952 entrarono anche Grecia e Turchia, mentre la Repubblica federale tedesca si aggiunse nel 1955 e la Spagna nel 1982.

I motivi della nascita della NATO

L'organizzazione fu fondata dopo la sconfitta della Germania nazista e in un periodo in cui la Russia sovietica cominciava a essere percepita in maniera crescente come un pericolo per il blocco occidentale. Gli Stati Uniti divennero ben presto il motore politico e militare di questa nuova necessità di sicurezza europea: erano la principale potenza occidentale uscita vittoriosa dalla II Guerra Mondiale e detenevano (e detengono tutt'ora) l'arsenale atomico e l'esercito più potente tra quelli dell'area euroatlantica. Un altro scopo della nascente alleanza fu di evitare possibili rinascite di forme di militarismo nazionalista in Europa, promuovendo contemporaneamente forme di integrazione europea.

Ma che cosa temevano esattamente i Paesi dell’Alleanza guardando al blocco sovietico sul finire degli anni '40 del ‘900? L’azione di Mosca, sempre più sviluppata su un doppio binario: il primo ideologico – con una penetrazione del comunismo nelle società e nei partiti politici europei – l'altro legato al timore di nuove potenziali acquisizioni territoriali. Uno degli eventi che più alimentò la coesione del futuro fronte militare occidentale fu sicuramente il blocco sovietico di Berlino del 1948, a cui seguì lo storico ponte aereo americano per fornire soccorso alla popolazione nella parte ovest della città.

Muro di Berlino

Qualche anno dopo, la Germania sarà di nuovo epicentro della storia della NATO e quindi della cosiddetta Guerra Fredda. Quando la Germania dell'ovest infatti fu integrata nell'Alleanza Atlantica nel 1955, fu creato dall’URSS un contro-blocco militare noto come di Patto di Varsavia. Durante i quarant'anni di confronto bipolare, i due blocchi non entrarono mai in conflitto diretto l'un l'altro, ma si scontrarono tramite varie proxy wars (guerre per procura, indirette), nei più disparati quadranti geopolitici dello scacchiere internazionale (ad esempio in Corea o in Vietnam).

La struttura della NATO

Il Consiglio atlantico è l’organo supremo della NATO: si trova a Bruxelles, comprende i rappresentanti dei Paesi membri ed è presieduto da un Segretario generale. Accanto al Consiglio Atlantico, figura il Comitato militare, formato dai Capi di Stato Maggiore delle forze armate di tutti gli Stati membri. In termini strategici, l’area geografica euroatlantica è divisa in quattro zone: il Comitato alleato in Europa; il Comando alleato dell’Atlantico; il Comando alleato della Manica; il Gruppo strategico regionale Canada-USA. Tutte le decisioni della Nato devono essere adottate all'unanimità.

Mappa NATO
in foto: Mappa degli Stati che fanno attualmente parte della NATO (fonte: Addicted04)

L’articolo 5 della NATO

Qual è l'articolo cardine dello statuto dell’Alleanza? Si tratta dell'articolo 5, quello che presuppone una difesa reciproca tra gli Stati della NATO nel caso di un attacco da parte di un nemico esterno all’organizzazione. Ecco cosa dice:

Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Intervento militare NATO

L’allargamento della NATO dopo la fine della Guerra Fredda

Dopo la caduta dell’URSS, la NATO cominciò un progressivo allargamento verso est. Ecco le principali tappe: nel 1999 entrarono Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria; nel 2004 Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia; nel 2009 Albania e Croazia; nel 2017 il Montenegro; nel 2020 la Macedonia del Nord.
Il processo di espansione dell’Alleanza in Europa centro-orientale andò a riempire quel “vuoto” di influenza e controllo geopolitico creatosi con la dissoluzione dell’URSS. L’allargamento fu accompagnato da una ricerca di dialogo diretto con la Federazione Russa, erede unica dell’Unione Sovietica. Un dialogo che ha visto anche momenti di cooperazione in forma istituzionalizzata, come dimostra ad esempio la Partnership for Peace del 1994, il Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security del 1997 o il NATO-Russian Council del 2002.

Parata NATO

Va ricordato che questo processo di espansione dell’organizzazione con gli Stati dell’Europa centro-orientale è stato un processo negoziato e consensuale, in sintonia con le aspirazioni dei nuovi Stati membri i quali, memori del lungo periodo sotto il sistema sovietico, decisero di entrare a far parte del mondo occidentale.

Il rapporto tra NATO e Russia perciò non è sempre stato caratterizzato da ostilità, ma anche da fasi di cooperazione. D’altra parte, non sono mancati periodi di forte tensione: dal 2008 (intervento russo in Georgia) in poi, in particolare, i momenti di crisi sono cresciuti fino alla prima crisi ucraina e all’annessione della Crimea da parte di Mosca (2014).

Vediamo ora più nel dettaglio questa escalation di tensione. Il conflitto in Serbia del 1999 provocò una prima fase di nervosismo tra NATO e Russia, ma si ricompose presto: Mosca rimase infatti parte della già citata iniziativa Partnership For Peace. Nonostante il primo allargamento dell’Alleanza nel 1999, nel nuovo spirito di cooperazione e di contrasto al terrorismo internazionale, la Russia insieme agli Stati Uniti di George Bush appoggiò le operazioni della coalizione occidentale in Afghanistan collaborando in vari modi sul piano logistico con Washington.

Guerra in Afghanistan

Nel 2004 un nuovo allargamento dell’Alleanza Atlantica – preceduto dalle rivoluzioni colorate, ossia quei moti rivoluzionari nel 2003 e 2004 rispettivamente in Georgia e Ucraina in cui emerse una volontà di avvicinamento all’Occidente – causarono nuove frizioni tra Stati Uniti e Russia. Prima della crisi attuale, scaturita dall’offensiva militare russa in Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022, i precedenti punti di massima crisi furono il conflitto russo-georgiano del 2008 e in seguito la prima crisi ucraina del 2014, che portò all’annessione della Crimea per mano russa e al conflitto nel Donbass.

Il dibattito odierno sull’espansione ad est della NATO: il caso di Ucraina e Georgia

In queste settimane di conflitto si è spesso discusso dell’eventuale adesione dell’Ucraina alla NATO, uno dei fattori di attrito tra Occidente e Russia. A tal proposito (e anche per quanto riguarda la Georgia) sono significativi il Summit di Bucarest della NATO del 2008 e il concetto della “politica della porta aperta” (open door policy): in sintesi, la NATO è pronta ad accogliere qualunque Stato europeo ne faccia richiesta e sia vicino ai valori dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. È un concetto al quale la NATO difficilmente potrà rinunciare, in quanto precluderebbe a un Paese di poter scegliere liberamente le proprie alleanze e quindi la propria collocazione nel sistema internazionale. A questo contrasto geopolitico ne sottostà un altro, di tipo ideologico: la contrapposizione tra sistemi democratici rappresentativi e forme di autocrazia.

Bandiere NATO, UE, Ucraina

Durante il summit di Bucarest del 2008, i Capi di Stato dell’Alleanza Atlantica, delinearono effettivamente una prospettiva di adesione futura per Kiev e Tbilisi. Tuttavia questa potenziale ammissione non è mai stata una realtà imminente, sia a causa della contrarietà manifestata da alcuni Paesi europei già a quei tempi (al fine di non danneggiare i rapporti con Mosca che non vuole Ucraina e Georgia all’interno della NATO sia per questioni strategiche sia per logiche di potenza), sia per le lunghe procedure di ottenimento dei requisiti necessari per aderire all’Alleanza.

Articolo a cura di
Giorgio Cella