
Il trasporto merci globale sta raggiungendo un pericoloso punto di saturazione stradale e ferroviaria. In questo scenario, la Svizzera ha risposto con una soluzione ingegneristica radicale, supportata da un investimento privato di 30-35 miliardi di franchi: il Cargo Sous Terrain (CST). Si tratta di una colossale rete logistica lunga quasi 500 km, posta tra i 20 e i 40 metri di profondità, destinata a operare 24 ore su 24 grazie a veicoli automatizzati e intelligenza artificiale. L'obiettivo? Ridurre fino al 40% il traffico pesante sulle autostrade ed eliminare l'impatto acustico in superficie.
Rete di tunnel con diametro di 6m: la descrizione del progetto
Il CST è stato concepito come una rete di tunnel digitalizzati posti a una profondità media di 20-40 metri sotto la superficie. Il diametro interno di ciascun tunnel è di circa 6 metri. All'interno di queste gallerie non circoleranno treni convenzionali, bensì veicoli automatizzati guidati (AGV) a levitazione magnetica o su ruote, alimentati a induzione elettrica.
Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, possiamo dire che i veicoli viaggeranno a una velocità costante di circa 30 km/h su tre corsie parallele (due per i sensi di marcia opposti, una centrale di servizio/sorpasso). Il collegamento con la superficie avverrà tramite Hub logistici verticali. I carichi (fissati su pallet o container modificati) verranno inseriti nel flusso sotterraneo tramite ascensori automatizzati ad alta velocità, capaci di ottimizzare i tempi di ciclo.
L'intero progetto/sistema integra sul tetto delle gallerie un binario secondario per il trasporto di merci di dimensioni minori e pacchi che, invece, viaggeranno ad una velocità aumentata (60 km/h).
L'intera rete è gestita da un software centrale basato su intelligenza artificiale, che coordina la traiettoria di ogni singolo AGV, riducendo a zero i tempi morti e i rischi di collisione.
L'impatto economico del progetto
La realizzazione di un progetto di tale portata richiede per la realizzazione dell'intera rete (lunga circa 500 km tra Costanza e Ginevra) un investimento che si aggira attorno ai 30-35 miliardi di franchi svizzeri, finanziati interamente da privati (tra cui colossi della grande distribuzione e operatori logistici). Uno dei maggiori vantaggi rispetto ai trasporti che avvengono su gomma, soggetti a restrizioni notturne e domenicali in Svizzera, CST opererà 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
La prima parte del tracciato andrà da Härkingen/Niederbipp a Zurigo e sarà lunga circa 70 km. Sarà operativa entro il 2031 e andrà a ridurre drasticamente il costo operativo e la dipendenza dai fluttuanti prezzi del carburante. Eliminando i ritardi causati dal traffico e dagli incidenti stradali, le aziende possono ottimizzare i loro centri di distribuzione, riducendo la necessità di enormi magazzini di stoccaggio intermedi in aree urbane costose.
Sostenibilità e ambiente: l'impatto del CST su traffico ed emissioni
La realizzazione del progetto CST è in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione della Svizzera e del'Unione Europea. L'intera rete sotterranea e quindi i veicolo andranno ad essere totalmente alimentati grazie a fonti energetiche rinnovabili, come idroelettrico ed eolico locale.
La stima è che l'introduzione di CST sarà in grado di ridurre il traffico di veicoli pesanti sulle autostrade svizzere fino al 40% e fino al 25% del traffico commerciale nei centri urbani. Grazie allo spostamento del trasporto merci nel sottosuolo, l'impatto acustico nelle aree densamente popolate viene rimosso. Inoltre, l'occupazione del suolo in superficie è limitata esclusivamente agli Hub di carico/scarico, preservando il paesaggio e la biodiversità.
Lo scavo dei tunnel produrrà milioni di tonnellate di materiale inerte: il progetto prevede il riutilizzo di questi materiali, in linea con i dettami tecnici dell'UE, al fine di procedere al ripristino di cave dismesse o per la produzione di calcestruzzo strutturale per i tunnel stessi, applicando le regole ed il buon senso dell'economia circolare.