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1 Novembre 2022
13:30

“Com’è piccolo il mondo”: cos’è la teoria dei 6 gradi di separazione? Ed è vera?

Avete mai sentito dire che ognuno di noi è separato da chiunque altro da una catena di conoscenze composta al massimo da sei persone? E che indirettamente potremmo conoscere Bill Gates o il Papa?

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“Com’è piccolo il mondo”: cos’è la teoria dei 6 gradi di separazione? Ed è vera?
6 gradi di separazione

Nei film e nelle canzoni a volte capita di sentire l'espressione “sei gradi di separazione”: si tratta di una teoria sociologica in cui si ipotizza che ciascuno di noi, tramite una catena di 6 contatti consecutivi (noi compresi), potrebbe potenzialmente essere collegato a chiunque altro nel mondo: il Primo Ministro del Giappone, un contadino dell’Uzbekistan, una surfista australiana. In questo articolo vediamo come è nata e come si è evoluta una delle teorie sociologiche più curiose dell’ultimo secolo.

I sei gradi di separazione: un esempio

Per comprendere l’idea alla base dei sei gradi di separazione, pensiamo alla nostra cerchia sociale più stretta, ovvero a quella dei parenti e degli amici. Attraverso di loro, in teoria, potremmo entrare in relazione con le loro conoscenze. Mettendoci in contatto con queste ultime potremmo andare oltre e così via, proseguendo di contatto in contatto. Insomma, si potrebbe creare una catena di conoscenze in grado di farci entrare in contatto con persone dall’altra parte del mondo e assolutamente sconosciute in partenza.

Se, per esempio, un nostro amico ha svolto un anno di studio negli Stati Uniti, potremmo contattare senza grosse difficoltà la famiglia che lo ha ospitato. Attraverso un membro di questa famiglia magari potremmo entrare in contatto con un politico locale che, a sua volta, potrebbe rimandarci a un membro del Congresso americano. Insomma, con un altro passaggio in potenza potremmo addirittura arrivare al Presidente degli Stati Uniti.

Ecco, secondo la teoria dei 6 gradi di separazione, dove il primo estremo della catena di contatti saremmo noi stessi, saremmo separati da qualsiasi altra persona del globo al massimo da 5 passaggi (per un totale di 6 persone coinvolte). Al giorno d'oggi, peraltro, questa tesi è anche rafforzata dalle potenzialità che offrono i social network.

connessione social network

Da dove è nata la teoria? E' vera?

Più che di una vera e propria teoria, in realtà, sarebbe più corretto parlare di una serie di ipotesi, a proposito dei gradi di separazione. Nel corso degli anni sociologi e matematici hanno contribuito a elaborare un modello, definito modello mondo piccolo, che illustra non tanto il numero di passaggi specifico necessario per connettere tra loro diversi elementi di una stessa rete – in questo caso 6 – quanto l’esistenza di un generico numero ridotto di passaggi.

L'idea che i collegamenti siano 6 nasce da un racconto di fantasia a opera dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy: qui i protagonisti dimostrano di poter entrare in contatto con diverse figure del loro tempo mediante una catena di conoscenze personali, con non più di cinque passaggi intermedi. Ovviamente parliamo di una storia inventata e, sebbene nel racconto non si usi mai l’espressione “gradi di separazione”, possiamo dire che l’interesse per la teoria sia partito da qui.

Catena di contatti

I primi veri studi a carattere scientifico sono stati condotti prima dallo psicologo sociale S. Milgram negli anni '60 del ‘900 e successivamente dai matematici P. Erdos, D. Watts e S. Strogatz. I ricercatori non erano interessati a trovare l'esatto numero di passaggi in sé, quanto a trovare delle regole di funzionamento generali.
Semplificando, hanno provato a rispondere alle seguenti domande: prese due persone qualsiasi da una popolazione numerosa, qual è la probabilità che si conoscano? E quindi scherzosamente, ma nemmeno troppo, qual è la probabilità che mio cugino conosca Michelle Obama? La risposta è, tutt'ora, un generico numero ridotto (sebbene non sia specificato), quanto basta per farci esclamare ogni tanto "com'è piccolo il mondo!"

relazioni sociali

Legami forti e deboli: un paradosso

Grazie al contributo del sociologo M. Granovetter, abbiamo scoperto un importante paradosso: anche se i legami forti (che ci legano ai nostri familiari e amici più intimi) sono alla base delle nostre relazioni quotidiane, non sono così rilevanti per l’ipotesi dei sei gradi di separazione. Se venisse meno uno dei nostri legami forti, infatti, resteremmo comunque uniti alla catena di amici o familiari che ci unisce e che tendenzialmente è abbastanza condivisa (e quindi chiusa). Qualora invece venisse meno un legame debole (di conoscenza generica e quindi con potenzialità molto più ampie), perderemmo i reciproci contatti e difficilmente le nostre strade s’incrocerebbero ancora.

Per la teoria dei gradi di separazione, perciò, i legami più importanti sono quelli deboli, definiti dal sociologo ponti sociali: questi non sono solo ponti verso un’altra persona, ma anche ponti verso reti sociali che altrimenti non raggiungeremmo mai.

ponti tra le persone

In generale, il modello matematico del mondo piccolo ci permette di effettuare analisi e simulazioni in tanti ambiti differenti. Negli ultimi anni sociologi, fisici, biologi hanno trovato moltissime correlazioni tra realtà apparentemente distanti tra loro.

Infatti, data una qualsiasi rete complessa presente in natura – gli abitanti della terra, i neuroni del cervello, la rete di distribuzione elettrica, la popolazione di uccelli in una foresta – si può dire che due elementi presi a caso all’interno della rete (persone, molecole, ecc.) sono più o meno strettamente interconnessi a prescindere dalla distanza che li separa. Il modello così formulato non solo ci aiuta a descrivere le reti, ma ci può aiutare e predirne gli sviluppi.

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