te VS caffè

Tutti conosciamo la tradizione inglese di bere il tè alle 5 di pomeriggio. Quello che forse molti non sanno è che questo antico rito è collegato, almeno in parte, ad un fungo patogeno. Gran parte della storia umana e delle nostre usanze infatti sono strettamente collegato al mondo biologico che ci circonda, dalle piante che mangiamo e dalle malattie che, come noi, anch'esse possono contrarre. In questo articolo vedremo quindi cosa lega un fungo chiamato Hemilevia vastrix alla tradizione del tè inglese.

Ceylon, Sri Lanka: l’origine dell’impero coloniale inglese e del caffè

L’attuale isola dello Sri Lanka nel 1800 era chiamata Ceylon. Questo nome al giorno d’oggi è associato ad una tipologia ben precisa di , ma all’epoca del nostro racconto Ceylon richiamava alla mente i chicchi di caffè prodotti in quell’isola. I primi europei a colonizzare Ceylon furono gli olandesi, che non riuscirono mai ad addentrarsi nell’entroterra per accaparrarsi i migliori terreni per coltivare. Solamente con la conquista inglese del 1796 l’entroterra venne esplorato dai coloni e convertito alla produzione di caffè. Da allora, in poco meno di trent’anni quest’isola si trasformò completamente in una delle maggiori aree di produzione di caffè al mondo (Wenzlhuemer 2008). Oltre ai motivi strategici che riguardavano il controllo dell’Oceano Indiano, grazie a quest’isola l’impero inglese poteva contare su un solido sito di approvvigionamento di caffè, che divenne ben presto una bevanda molto diffusa in tutto l’impero coloniale.

Anche il fungo Hemileia vastatrixcolonizzò” l’isola di Ceylon

Sfortunatamente per gli inglesi, anche un fungo originario dell’Africa chiamato Hemileia vastatrix aveva mire espansionistiche e coloniali. Dovete sapere che questo fungo causa la ruggine del caffè, una malattia che colpisce le piante del genere Coffea, cioè le diverse varietà di pianta del caffè.

ruggine del caffè

Questo fungo arrivò nell’isola di Ceylon tramite delle piante di caffè infette che provenivano dall’Africa, e, trovando le condizioni adatte per espandersi, invase ed infettò tutte le piantagioni dell’isola. La sua introduzione fu ovviamente una casualità, nessuno volle espandere l’infezione intenzionalmente: fu l’immissione di piante africane intere selezionate per la creazione di nuove colture a permettere a questo fungo di arrivare fin nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, dove devastò irrimediabilmente tutte le piantagioni di caffè dell’isola. L’impossibilità di ripristinare le coltivazioni di caffè di Ceylon costrinse gli inglesi a trovare un’altra bevanda energizzante per sostenersi: il. Ciò portò nel giro di pochi anni ad una conversione colturale e culturale dell’isola, che in breve divenne una delle maggiori produttrici di tè, influenzando almeno in parte le tradizioni inglesi fino ai giorni nostri.

te VS caffè 2

Questo che vi abbiamo raccontato è solo uno degli esempi che ci fa capire che la nostra storia non è fatta solo da noi, ma anche da ciò che succede all’ambiente e al mondo che ci circonda e ci sostiene. Questa storia, così come quella dei cloni di patata irlandesi o delle banane, dovrebbe farci riflettere su quanto sia importante sfruttare ma allo stesso tempo tutelare le risorse genetiche che la natura ci fornisce.

Bibliografia
From Coffee to Tea Cultivation in Ceylon, 1880-1900: An Economic and Social History Roland Wenzlhuemer BRILL, 28 feb 2008

Articolo a cura di
Lorenzo Bonardo