
Agatha Christie, indiscussa regina del romanzo giallo e delle trame poliziesche e degli intrighi, nella sua lunga vita ha scritto oltre sessanta romanzi, oltre centocinquanta racconti raccolti in quattordici opere, a cui vanno aggiunti almeno sei romanzi rosa sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, un diario di viaggio, un'autobiografia e diversi altri contributi. La giallista più famosa del mondo è stata tradotta in oltre quaranta lingue. Ha creato personaggi celebri, ormai parte della cultura di massa, come il commissario Hercule Poirot e l’allegra investigatrice improvvisata Miss Marple. La vita di Agatha, piena di avventure, viaggi e colpi di scena, è stata una grande fonte di ispirazione per l’autrice stessa.
La giovinezza di Agatha: grande fantasia e una madre con poteri paranormali
Agatha Mary Clarissa Miller, nome di battesimo di Agatha Christie, nacque in una famiglia benestante il 15 settembre 1890 nell’Inghilterra del sud a Wallingford. L’autrice, nei riferimenti alla sua infanzia, la ricorda come felice e soddisfacente: crebbe infatti a stretto contatto con i suoi fratelli maggiori, Marjorie e Louis, e con la madre che si occupava personalmente della loro educazione e, a detta dei suoi figli, aveva poteri paranormali. Ciò contribuì, probabilmente, a sviluppare nella giovane Agatha una notevole sensibilità verso il mistero e la fantasia: la bambina non aveva un carattere molto socievole e preferiva passare il tempo immersa nei suoi pensieri che a giocare con i coetanei.
Nel 1901, quando Agatha aveva undici anni, il padre morì pieno di debiti e lasciò moglie e figli in bancarotta. La delicata situazione economica costrinse la madre prima a iscriverla a un collegio femminile, poi a mandarla a studiare a Parigi per garantirle un’istruzione adeguata. Quando Agatha tornò dalla Francia, trovò la madre piuttosto debilitata, motivo per cui le due si spostarono in Egitto al Cairo per alcuni mesi. In questa occasione Agatha non mostrò particolare interesse per le piramidi, l’archeologia: la sua attenzione era rivolta soprattutto alle feste e alla ricerca di un possibile marito.
I primi romanzi: tra insuccessi e interesse per le storie d’amore
Tornata in Inghilterra con la madre, a cui era legatissima, Agatha tentò la strada della scrittura. Seppur con scarsa convinzione iniziale, scrisse i suoi primi racconti: si ricordino tra gli altri Il dio solitario (pubblicato su rivista nel 1926) e Il richiamo delle ali (pubblicato nella raccolta del 1933 Il segugio della morte).
In questa fase, Agatha Christie creò lo pseudonimo “Monosyllaba”, con il quale si propose a diversi editori con un romanzo rosa ambientato al Cairo, Snow upon the desert, che non è mai stato pubblicato.
Fu la madre a incoraggiare Agatha nel proseguire la strada della scrittura e così fece, anche grazie ai consigli ricevuti da un amico di famiglia, lo scrittore Eden Phillpotts, che la esortò a scrivere qualcosa di nuovo.
I primi libri polizieschi: il celebre Poirot
Nel 1912 Agatha conosce quello che nel 1914 diventerà suo marito, Archibald Christie, ufficiale dell’esercito britannico. Durante la Prima Guerra Mondiale, decise di diventare infermiera volontaria non retribuita nel Voluntary Aid Detachment, prestando servizio all’ospedale di Torquay.

Fu proprio qui che, nel 1916, Agatha iniziò a scrivere il romanzo che la lanciò: si tratta della prima vicenda del celebre Hercule Poirot, Poirot a Styles Court, che uscì negli Stati Uniti nel 1920 e in Inghilterra nel 1921. Nel frattempo la guerra era finita e Agatha e il marito erano rientrati a Londra, dove nel 1919 era nata la figlia Rosalind.
La carriera di Agatha Christie, la regina del giallo, era ufficialmente decollata. Ai primi di dicembre del 1926, dopo aver pubblicato uno dei suoi più grandi successi, L'assassinio di Roger Ackroyd, la Christie dovette affrontare un grandissimo dispiacere: il marito si era innamorato di una donna molto più giovane, Nancy Neele, e le chiese il divorzio.
La misteriosa scomparsa e il viaggio sull’Orient Express
Il giorno successivo al traumatico evento, Agatha lasciò un biglietto alla sua segretaria dicendo che sarebbe andata a fare un giro e sparì nel nulla. La sua auto fu ritrovata vicino a un lago ma di Agatha non c’era nessuna traccia. Furono giorni di grande apprensione: si mobilitarono migliaia di agenti di polizia e lo scrittore Arthur Conan Doyle, inventore di Sherlock Holmes, si rivolse addirittura a una medium, vista la sua passione per l'occulto.
Dopo undici giorni, Agatha Christie fu ritrovata in un hotel in cui si era registrata con il nome dell’amante del marito, dettaglio che permise agli investigatori di ritrovarla. L’autrice non era in sé: subì un trattamento psichiatrico, passò lungo tempo sola e dopo due anni – in cui non raccontò mai cosa avesse fatto in quegli undici giorni – divorziò ufficialmente dal marito.
Nel 1928 Agatha salì sull’Orient Express che collegava Istanbul a Baghdad: da questo viaggio prese ispirazione per scrivere uno dei suoi romanzi più celebri, Assassinio sull’Orient Express, uscito nel 1934.
La passione per l’archeologia, i viaggi e i veleni
Nel frattempo, nel 1930 – anno in cui debuttò Miss Marple, arzilla detective dilettante, in La morte nel villaggio – Agatha si recò in Iraq, dove conobbe Max Mallowan, archeologo di quattordici anni più giovane di lei. Si sposarono quello stesso anno: si dice che la Christie abbia detto «sposate un archeologo, più invecchierete e più vi troverà attraenti». Agatha decise di accompagnare il nuovo marito e il gruppo di studiosi per le missioni in giro per il mondo, nacque così in lei una grande passione per l’archeologia e l’Antico Egitto: questo influenzerà molto i suoi romanzi, tra cui ricordiamo ad esempio Poirot sul Nilo (1937).
In questi anni l’autrice scrisse anche un memoir, Viaggiare è il mio peccato, in cui racconta la sua passione per i viaggi e la storia. Nel 1939 uscì Dieci piccoli indiani, ora pubblicato come E poi non rimase nessuno, ad oggi il libro giallo più venduto al mondo.
Mai come in questa fase della sua vita Agatha prese spunto dalle sue passioni per scrivere i suoi libri: durante la Seconda Guerra Mondiale lavorò nella farmacia dell’University College, dove approfondì le sue conoscenze sui veleni, di cui era già appassionatissima, basti pensare alle vicende narrate in Tragedia in tre atti, I sette quadranti, Delitto in cielo, Un cavallo per la strega, e a diversi altri.
La nomina a Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico e gli ultimi anni di vita
Nel dopoguerra Agatha ricevette il titolo di Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico e il celebre premio Grand Master, consegnato dalla Mystery Writers' Association. Tra gli anni ‘50 e ‘60 continuò a scrivere quasi un libro all’anno: il suo ultimo romanzo, Addio, Miss Marple, uscì proprio nell’anno della sua morte nel 1976. Scrisse anche un romanzo autobiografico, La mia vita, uscito postumo nel 1977.

Agatha Christie fece in tempo a vedere, nel 1974, il primo adattamento cinematografico di Assassinio sull’Orient Express, dove recitarono, tra gli altri, Sean Connery, Lauren Bacall, Ingrid Bergman. Fu una delle ultime apparizioni pubbliche della regina del mistero che, come scrisse nella sua autobiografia, a sua detta ebbe proprio «una bella vita». Morì infine il 12 gennaio 1976, all'età di 85 anni.