cristoforo colombo

Il 12 ottobre 1492 è una delle date di riferimento della nostra storia, corrisponde al giorno in cui il primo viaggio di Cristoforo Colombo ebbe il suo esito inaspettato e anche al momento in cui si conclude il Medioevo e inizia l'Età Moderna. Ma chi era Cristoforo Colombo? Qual è la sua storia? Come scelse e come riuscì a compiere i viaggi che avrebbero segnato una svolta nella storia dell'Uomo? Ricostruiamolo in questo articolo.

Breve biografia di Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo fu un navigatore ed esploratore italiano originario della Repubblica di Genova, tra i personaggi più famosi della storia perché protagonista, tra il XV e il XVI secolo, di grandi scoperte geografiche.
Nacque in territorio genovese tra il 26 agosto e il 31 ottobre del 1451, data e luogo di nascita sono incerti, e – stando a quanto dichiarato da lui stesso in una lettera – iniziò a navigare a soli 14 anni prestando servizio per una nave mercantile.
Nel 1473 iniziò a lavorare come mercante per alcune famiglie genovesi e da quel momento viaggia in mare con costanza: parte prima per Chio in Grecia, poi alla volta del Portogallo, poi in Irlanda e in Islanda. Negli anni 80 del Quattrocento Colombo si trasferì a Lisbona dove fu in costante contatto col fratello cartografo Bartolomeo: pare che in questo periodo iniziò ad ideare il viaggio verso le Indie.

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La volontà di giungere alle Indie superando l'Atlantico cresceva enormemente e probabilmente dovuta a una serie di fattori: la visione delle carte geografiche prodotte dal fratello, i racconti che giungevano sulle coste portoghesi, i ritrovamenti di reperti al largo delle isole dell'oceano Atlantico (l'unico di cui davvero erano a conoscenza) e la lettura di alcuni testi come Il Milione di Marco Polo o l'Imago Mundi di Pierre D'Ailly. Colombo aveva bisogno però di qualcuno che finanziasse i suoi progetti.
Così iniziò la vera e propria "battaglia di Colombo" per riuscire a ottenere il supporto economico necessario per la partenza, inizialmente provò a convincere il Duca di Medina-Sindona e quello di Medinaceli, ma nessuno dei due ottenne l'approvazione dalla corona spagnola. Quando nel 1486 Colombo riuscì finalmente ad incontrare il Re Ferdinando D'Aragona e la Regina Isabella di Castiglia, propose loro il viaggio come una spedizione verso il Catai (la Cina) e il Cipango (il Giappone), ma nel 1490 gli esperti a cui si affidavano i regnanti bocciarono la proposta perché i suoi calcoli erano giudicati troppo semplicistici.

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in foto: Ferdinando D’Aragona e Isabella di Castiglia

Fu solo grazie all'intromissione del vescovo Alessandro Geraldini, confessore della regina e amico di Colombo, che il 17 aprile del 1492 i reali accettarono di finanziare metà del viaggio di Colombo. La restante metà fu supportata dal Banco di San Giorgio e dal mercante di Firenze Giannotto Berardi.
Cristoforo Colombo partì il 3 agosto del 1492 da Palos de la Frontera, insignito della carica di "governatore delle terre scoperte" e solcando i mari con le famosissime tre caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria.

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Seguirono al primo viaggio altre tre spedizioni che si conclusero ufficialmente il 7 novembre del 1504 – a breve le vedremo nel dettaglio.
Tornando a Colombo, l'esploratore morì a Valladolid il 20 maggio del 1506, probabilmente a causa di un attacco di cuore a sua volta dovuto alla Sindrome di Reiter della quale soffriva da qualche anno (secondo l'ipotesi del Professor Rodriguez Cuartero dell'Università di Granada).

I viaggi di Colombo verso le Americhe

Bisogna precisare che non è affatto vero che al tempo di Colombo la gente pensava che la Terra fosse piatta, era già chiaro che la forma fosse sferica. A frenare le spedizioni oltre le terre conosciute era la paura di solcare l'oceano: la distesa d'acqua appariva interminabile e leggende raccontavano di mostri marini che lo infestavano.
Il vero prezzo delle sue esplorazioni fu purtroppo a carico delle popolazioni locali: le numerose malattie infettive e la violenza dei conquistadores minarono la sopravvivenza delle popolazioni americane.

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in foto: Rotte dei quattro viaggi di Colombo.
Credits: Phirosiberia (talk)derivative work Rupertsciamenna, CC BY–SA 3.0

Il primo viaggio

Quando all'alba del 3 agosto 1492 Colombo salpò era convinto di dover compiere un viaggio di circa 4500 km che si estendevano dalle Canarie al Giappone, inutile sottolineare che in realtà la distanza è più di quattro volte quella da lui ipotizzata e che nel mezzo c'è un intero continente: l'America.
Il primo approdo è  il 12 ottobre dello stesso anno alle Bahamas, su un'isola in cui furono accolti dalla popolazione dei Taino. Colombo riconobbe l'estrema gentilezza di quel popolo che pensava fosse uno di quelli asiatici descritte da Marco Polo. Purtroppo i Taino furono una delle tante popolazioni sterminate dalle malattie infettive portate dai colonizzatori europei che seguirono le spedizioni di Colombo e dalla loro violenza conquistatrice.

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in foto: Cristoforo Colombo sbarca nel Nuovo Mondo. Credits: Dióscoro Puebla.

Oltre all'accoglienza cordiale del popolo autoctono, Colombo non trovò moltissimo e addirittura perse la Santa Maria. Col relitto di questa caravella allestì l'accampamento denominato "il Natale" nel quale lasciò 40 uomini, promettendo loro che sarebbe tornato in un viaggio successivo. Colombo tornò in Spagna il 15 marzo del 1493 portando con sé una ridotta quantità di oro, qualche animale esotico e 10 prigionieri Taino.

Il secondo viaggio

Con quanto riportato in patria dal primo viaggio, Cristoforo Colombo convinse Isabella di Castiglia dell'opportunità che apriva la sua spedizione e così riuscì a ripartire da Cadice il 25 settembre 1493 con una flotta di 17 navi e circa 1500 uomini. Tra questi moltissimi erano alla ricerca di fortuna (nessuna donna) e insieme a loro nella stiva fu caricato anche bestiame di vario tipo: cavalli, mucche, pecore e galline. Giunti all'accampamento "il Natale" lo trovarono distrutto, gli indigeni Taino si erano vendicati del rapimento di alcuni di loro.
Il primo approdo in questo caso fu Dominica, a novembre del 1493, nei Caraibi, isola che prese proprio questo nome perché fu raggiunta di domenica.
Il 2 gennaio 1494 nacque la prima colonia europea in America: La Isabela. Dopodiché iniziarono mesi di esplorazione: il 30 aprile del 1494 giunse a Cuba, ma era ancora convinto di trovarsi in Asia.

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in foto: Parco Nazionale Archeologico di La Isabela. Credits: Mariordo (Mario Roberto Durán Ortiz), CC BY–SA 4.0

A settembre Colombo si ammalò e decise di delegare il potere sulle terre scoperte a suo fratello Bartolomeo, giunto con tre caravelle. Questa scelta fu motivo di scontro con gli altri uomini della spedizione: iniziarono così ammutinamenti che portarono via alcune navi. Colombo fece costruire un'ulteriore nave, pronta solo nel 1496, a cui diedero il nome di India e che salpò per tornare in patria con a bordo 200 uomini e 30 schiavi.

Il terzo viaggio

Il 30 marzo del 1498 Cristoforo Colombo riuscì a partire nuovamente con sei navi. Di queste tre proseguirono verso le rotte già esplorate, e altre tre, con Colombo a bordo, giunsero fino alle coste del Venezuela e all'interno del fiume Orinoco. Nel 1499 nella città di Santo Domingo, fondata dal fratello Bartolomeo, scoppiò una rivolta capeggiata dal funzionario spagnolo Francisco Roldàn. La risposta della corona fu quella di inviare un loro militare di fiducia che, dopo aver indagato sull'accaduto, arrestò Colombo e i suoi fratelli per riportarli in patria.

Il quarto viaggio

Colombo ripartì un'ultima volta, ma era ormai troppo anziano per guidare la spedizione che fu affidata al fratello Bartolomeo. Questa volta si diresse in primis verso Martinica, isola delle Antille. Tra numerose peripezie dovute alle intemperie costeggiarono l'Honduras, il Nicaragua e la Costarica negli ultimi mesi del 1502.

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Bartolomeo morì durante uno scontro con una popolazione delle zone intorno a Panama e a quel punto Colombo decise di abbandonare i suoi progetti.
L'ultimo episodio particolare riguarda il momento in cui stava per far attraccare delle sue navi sulle attuali sponde della Jamaica. Per riuscire a convincere il capo della tribù autoctona Arawak, Colombo gli disse che il suo Dio si sarebbe arrabbiato e avrebbe fatto sparire la Luna se la popolazione dell'isola non avesse fornito cibo. La convinzione del capo Arawak avvenne quando Colombo riuscì a prevedere l'eclissi lunare totale del 29 febbraio 1504. 

Articolo a cura di
Camilla Ferrario