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12 Aprile 2026
11:00

Le flatulenze sono causate dalla digestione: cosa dice l’ISS sui gas intestinali

Le flatulenze sono un processo fisiologico legato alla digestione e all'ingestione di aria. Il 99% del gas è inodore e l'1% con cattivo odore dipende dall'1% di solfuro di idrogeno prodotto dai batteri fermentando cibi ricchi di zolfo e fibre.

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Le flatulenze sono causate dalla digestione: cosa dice l’ISS sui gas intestinali
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Generata con AI

Tutti le fanno, nessuno le rivendica. Ma le flatulenze, il termine scientifico per riferirsi alle più comuni scoregge, puzzette o peti, sono molto più di un momento imbarazzante: sono il risultato di un processo biologico studiato e misurato. Secondo il Cleveland Clinic, una persona media può emettere gas intestinale circa 25 volte al giorno, spesso senza nemmeno accorgersene. Nonostante l'imbarazzo sociale che le circonda, le flatulenze sono un normale processo fisiologico, indicano che l'intestino sta lavorando e che il microbiota – l'insieme dei batteri che vivono nell'organismo – è attivo e produce gas come anidride carbonica, metano e solfuro di idrogeno.

Le cause dei gas intestinali

La flatulenza è semplicemente la fuoriuscita di gas accumulato nel tratto digestivo attraverso il retto. Il gas si forma in due modi principali. Il primo è la digestione del cibo: mentre l'intestino scompone ciò che mangiamo, i batteri presenti nel colon fermentano le sostanze non ancora digerite – in particolare le fibre – producendo idrogeno, anidride carbonica, metano e altri gas. Il secondo modo è molto più banale, ingoiamo aria continuamente. Ogni volta che parliamo, mastichiamo o beviamo, ingeriamo piccole quantità d'aria. La maggior parte risale come eruttazione, ma una parte scende nell'intestino e trova un'altra via d'uscita.

apparato digerente
Anatomia dell’apparato digerente.

Come spiega l'NHS (Servizio Sanitario Nazionale britannico), la quantità di gas prodotta varia moltissimo da persona a persona e dipende soprattutto dall'alimentazione. Alcuni cibi sono noti "produttori" di gas come i legumi, cavoli, broccoli, cipolle, frutta secca, bevande gassate e alimenti contenenti dolcificanti come il sorbitolo, una sostanza che l'intestino non riesce ad assorbire completamente e che diventa substrato ideale per la fermentazione batterica.

Essendo un processo fisiologico non deve spaventare e preoccuparsi è sensato solo quando la frequenza aumenta in modo anomalo (meteorismo) o quando è associata a dolori o gonfiore addominale o diarrea. In questi casi, come raccomanda l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), è opportuno consultare un medico.

Perché le flatulenze puzzano (non tutte) secondo il Cleveland Clinic

Quanti momenti imbarazzanti vi ha creato questo fenomeno? La risposta sta nella composizione chimica del gas. La stragrande maggioranza dei gas intestinali è praticamente inodore (99%). Il problema arriva con una frazione minuscola, circa l'1%, ma letale: i composti solforati, in particolare il solfuro di idrogeno (HS) o acido solfidrico, lo stesso gas che dà l'odore caratteristico delle uova marce.

solfuro di idrogeno
Struttura del solfuro di idrogeno.

Come riporta la gastroenterologa Christine Lee della Cleveland Clinic, i cibi ricchi di zolfo sono i principali responsabili delle scoregge maleodoranti. Tra questi troviamo le verdure crocifere, come i cavolini di Bruxelles e il cavolo, ma anche uova, aglio, cipolla, carne e alcol.

Il microbiota intestinale gioca poi un ruolo altrettanto importante dato che la composizione batterica varia da persona a persona, e alcuni batteri producono naturalmente più composti odorosi di altri. Questo spiega perché, a parità di dieta, le flatulenze di alcune persone risultino più pungenti di altre.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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