
A due giorni e mezzo dal lancio di Artemis II, la capsula Orion con a bordo i quattro astronauti della missione ha superato la metà strada tra la Terra e la Luna: 244mila km da noi, 200mila km dal nostro satellite naturale. Tra circa due giorni Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen saranno i primi a effettuare un sorvolo della Luna dal 1972, anno dell'ultima missione Apollo, che fu anche l'ultima volta in cui degli esseri umani andarono oltre l'orbita bassa terrestre.
In questi due giorni gli astronauti della missione e le camere montate a bordo della navicella Orion ci stanno regalando immagini straordinarie del nostro pianeta visto da una distanza a cui l'umanità non arrivava da oltre mezzo secolo. Come questa foto della Terra vista nella sua interezza: si tratta della faccia notturna della Terra (per questo i dettagli sono un po' scarsi e confusi), illuminata dalla luce cinerea della Luna, cioè la luce solare debolmente riflessa dal nostro satellite. In questa immagine scorgiamo la porzione orientale del deserto del Sahara e la penisola iberica, circondate dall'Oceano Atlantico. Si nota in basso a destra anche una minuscola “falce di Terra” illuminata dal Sole e, ancora più in basso e ancora più a destra, un piccolo puntino luminoso: è il pianeta Venere.

Abbiamo già visto immagini della Terra scattate dalla missione Artemis I alla fine del 2022, ma queste emozionano molto di più perché questa volta, a bordo di Orion, ci sono esseri umani. Guardate per esempio questa foto in cui la Terra fa capolino da un oblò della navicella Orion: è una vista straordinaria che è stata preclusa all'umanità per oltre mezzo secolo, e che ora è tornata possibile proprio grazie ad Artemis II!

Nella copertina di questo articolo abbiamo inserito un confronto tra una delle ultime immagini della Terra vista nella sua interezza da esseri umani (con la missione Apollo 17 del 1972) e la prima scattata nel nuovo millennio con Artemis II. Il nostro pianeta non sembra cambiato per niente: azzurro a perdita d'occhio, nubi bianche con le loro geometrie ipnotiche e le terre emerse, dove viviamo noi umani.
È impressionante pensare a quanto poco è cambiato il nostro pianeta e a quanto invece siamo cambiati noi: nel 1972 eravamo in 3 miliardi e mezzo, oggi siamo oltre 8 miliardi. La tecnologia ha fatto passi da gigante: abbiamo Internet, l'intelligenza artificiale, gli smartphone. Ma il nostro fascino e la meraviglia alla vista del nostro pianeta da lontano rimangono immutati. E oggi con il programma Artemis vogliamo tornare sulla Luna con un obiettivo più ambizioso di allora: costruire una base lunare e stabilire una permanenza umana continua sul nostro satellite.

Artemis II non vedrà una discesa di astronauti sulla Luna (per quello bisognerà aspettare il 2028 con Artemis IV) ma sarà un passo fondamentale per testare con esseri umani a bordo le manovre e i sistemi che permetteranno i futuri allunaggi. Ma non c'è dubbio che l'emozione rimane altissima anche per il valore “umano” di questa impresa: tra due giorni, per la prima volta dal 1972, quattro esseri umani potranno vedere con i loro occhi la Luna da vicino, sorvolando il nostro satellite naturale a pochi migliaia di chilometri di quota e osservare ciò che a noi comuni mortali è da sempre impossibile vedere: la faccia nascosta della Luna.
