1 Febbraio 2024
7:00

Le “proteste dei trattori” in Italia e in Europa, agricoltori contro la PAC: cosa succede e perché

Le proteste degli agricoltori stanno bloccando le piazze di numerose città europee, tra cui anche l'Italia. Le critiche sono contro la Politica Agricola Comune europea (PAC) e i risvolti sul settore rurale.

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A cura di Rachele Renno
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Le “proteste dei trattori” in Italia e in Europa, agricoltori contro la PAC: cosa succede e perché
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Da numerosi giorni, prima in Germania e poi in Francia, Italia e altri Paesi europei gli agricoltori scendono in piazza per protestare contro le misure della PAC, la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea. La protesta riguarda vari punti, tra cui aumento dei costi di produzione determinato dall’eliminazione delle agevolazioni per l’acquisto del gasolio, obblighi derivanti dalla necessità di destinare alcune aree agricole alla conservazione della natura e taglio di alcuni sussidi per il settore agricolo. Ma cos’è la PAC, quali sono i suoi obiettivi e cosa sta accadendo?

Le proteste degli agricoltori europei

Già dallo scorso dicembre in Germania sono iniziate le proteste da parte dei lavoratori del settore agricolo: nonostante il governo di Olaf Scholz avesse promesso dei finanziamenti per la transizione energetica verso le energie rinnovabili e sostegno economico al settore, in realtà è stato costretto a ridurre la spesa pubblica con un conseguente aumento generale delle tasse e un taglio ai sussidi agricoli. Oltre a questo, la possibilità dell’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea ha fatto nascere dei timori sull’impatto dal punto di vista agricolo della ripartizione dei sussidi da parte dell’Unione Europea e sui costi di produzione, essendo questo Paese una grande potenza agricola a livello globale. Oltre alla Germania, la protesta si è estesa anche a Francia, Polonia, Romania, Italia, Belgio, Olanda allargandosi a sempre più Paesi dell'UE.

Le ragioni sono in particolare contro gli effetti scaturiti dalle riforme ambientali della PAC (Politica Agricola Comune dell'Unione Europea) e dall’aumento dei costi. Alcune di queste scelte della nuova PAC derivano dall’ adesione alle scelte del Green Deal europeo, ossia l’insieme delle politiche che la Commissione Europea ha messo in atto per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il Green Deal mette al centro agricoltura e zone rurali, con l’obiettivo “Emissioni Net zero”, che prevede una riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. Le richieste degli agricoltori riguardano principalmente sussidi più equi, un ritardo dell’immissione sul mercato europeo della carne sintetica (per cui alcuni Paesi tra cui l’Italia hanno chiesto una dilazione di 12 mesi), e anche misure che regolino l’uso di impianti fotovoltaici su terreni produttivi e la diminuzione del costo dei carburanti.

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I motivi delle “proteste dei trattori”

Nel 2020 la Commissione Europea aveva proposto un regolamento che avrebbe dovuto dimezzare l’uso dei pesticidi in agricoltura entro il 2030. Tale proposta è stata notevolmente ridimensionata dal Parlamento europeo nel novembre scorso, dilatando notevolmente i tempi di riduzione e modificando molti criteri per la riduzione progressiva dei pesticidi. Ciò nonostante, molti agricoltori criticano queste misure perché, per quanto improntate a obiettivi di sostenibilità, prevedono delle procedure burocratiche troppo complesse e mancanza di adeguati sussidi e finanziamenti per queste transizioni.

Un ulteriore elemento di preoccupazione, oltre alle misure previste dalla PAC, è quello della concorrenza sleale di Paesi extraeuropei che non hanno l’obbligo di rispettare standard come quelli in vigore dentro l'UE, andando a ledere gli interessi degli agricoltori che protestano contro una mancanza di regolamentazione in quest’ambito.

Queste proteste che si stanno allargando sempre a più Paesi europei potrebbero rappresentare inoltre un punto importante per le prossime elezioni al Parlamento Europeo che si terranno a giugno 2024: quello che si chiede è un maggiore dialogo e coinvolgimento del comparto agricolo nelle politiche agricole messe a punto dall'UE. Intanto poi, in Germania così come in Francia e Italia, le proteste sono cavalcate da partiti di estrema destra per le proprie battaglie contro le politiche europee, generando un clima di incertezza e tensione che al momento non sembra attenuarsi.

Cos’è la PAC e a cosa serve

La PAC, acronimo di Politica Agricola Comune, si riferisce alle misure politiche messe in atto dall’Unione Europea in merito all’agricoltura e al settore rurale. Fu creata nel 1962 e ogni 7 anni, in base ai cambiamenti economici, sociali, ambientali che avvengono in Europa e nel mondo, viene riprogrammata e modificata con nuove regole e nuovi obiettivi. Il settennato PAC 2023-2027 appena iniziato, caratterizzato dalla necessità di contribuire agli obiettivi globali di tutela ambientale e climatica, si compone di dieci obiettivi chiave, tra cui i principali sono: aumentare la competitività, garantire un reddito equo agli agricoltori e sostenere il ricambio generazionale, agire per contrastare i cambiamenti climatici,  proteggere la qualità degli alimenti e la salute, promuovere l’occupazione nel settore agricolo, salvaguardare le zone rurali dell’UE, favorire la gestione sostenibile delle risorse.

La PAC è finanziata tramite due fondi: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) di circa 291 miliardi di euro per i prossimi sette anni ,che si occupa di fornire sostegno diretto agli agricoltori e a finanziare misure di sostegno e regolamentazione dei mercati. Il secondo è il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) di 95 miliardi di euro dal 2023 al 2027, che finanzia lo sviluppo rurale attraverso misure che favoriscano la gestione sostenibile delle risorse naturali, la competitività del settore agricolo, la sostenibilità delle comunità rurali rispetto al territorio. La nuova PAC per il quadriennio 2023-2027 deve anche contribuire a rispettare i contenuti del Green Deal europeo, per quanto riguarda agricoltura e zone rurali, tutelando la biodiversità e gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione. Gli agricoltori che intendono beneficiare del sostegno economico di specifiche misure della PAC devono applicare di volta in volta dei sistemi di allevamento o di coltivazione improntati a determinate regole di buona condotta agronomica e ambientale.

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Direzione generale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale dell’UE, Bruxelles. Credits: Hanna Penzer via Wikimedia commons.
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