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3 Luglio 2026
14:00

L’energia mareomotrice trasforma le maree in elettricità: dai kite sottomarini ai progetti ibridi

L'energia mareomotrice esce dalla sua fase di nicchia. Tecnologie come turbine e kite sottomarini si dimostrano sempre più affidabili in test reali. Con 115 GW di potenziale e il Regno Unito in testa, diventerà una risorsa rinnovabile preziosa e del tutto prevedibile.

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L’energia mareomotrice trasforma le maree in elettricità: dai kite sottomarini ai progetti ibridi
kite sottomarini
Kite sottomarin. Generata con AI a scopo illutrativo.

L’energia mareomotrice è una delle forme più affascinanti di energia rinnovabile: sfrutta la forza delle maree, un fenomeno naturale prevedibile e regolato dalla gravità della Luna e del Sole, per produrre elettricità. Per anni è rimasta una tecnologia di nicchia, frenata da costi elevati e complessità ingegneristiche. Ma tra il 2025 e il 2026 nuovi report internazionali mostrano che turbine sottomarine, sistemi a “kite” e piattaforme galleggianti stanno accumulando ore di funzionamento reali, migliorando l’affidabilità e attirando investimenti pubblici e privati.

Il potenziale globale e i progetti promettenti

Una review pubblicata nel 2025 dalla Royal Society ha identificato 426 siti potenzialmente adatti allo sviluppo dell’energia mareomotrice in 19 Paesi. Il potenziale teorico complessivo stimato è di 1000 TWh/anno, pari a circa 115 GW di potenza continua. La review indica che Regno Unito, Francia, Canada, USA, Cina e Nuova Zelanda dispongono delle risorse più significative e tecnicamente sfruttabili. Questi numeri mostrano che l’energia delle maree non è più un esperimento accademico: è una risorsa concreta, soprattutto per Paesi con coste frastagliate e correnti intense.

Secondo il report IEA OES 2025, il settore sta vivendo miglioramenti e sviluppi: i dispositivi sono più robusti, i test più lunghi e ci sono le prime installazioni pre-commerciali. Tra le tecnologie più promettenti:

  1. Turbine a flusso di marea: le turbine a flusso di marea, anche chiamate tidal stream turbines, funzionano come turbine eoliche, ma sott’acqua, e sono oggi la tecnologia più matura. Le fonti IEA OES confermano che il Regno Unito rimane il leader mondiale, seguito da Francia, Canada e Paesi Bassi.
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  2. Sistemi “kite” sottomarini: i sistemi kite sottomarini sono veicoli ancorati al fondale che “volano” sott’acqua seguendo traiettorie controllate, aumentando la velocità del flusso che investe la loro piccola turbina. A differenza delle turbine a flusso di marea, che restano fisse nella corrente come pale eoliche subacquee, i kite sfruttano il loro movimento dinamico per generare potenza anche dove le correnti sono più deboli. Minesto, un’azienda svedese specializzata in tecnologie mareomotrice innovative, ha aggiornato nel 2025 il suo dispositivo di punta da 1,2 MW, Dragon 12, nelle Isole Faroe, dimostrandone il funzionamento stabile in condizioni reali.
  3. Unità mareomotrici cinesi: la Cina ha superato 40 mesi di connessione continua alla rete con la sua unità Endeavour, un risultato notevole per affidabilità e durata.
  4. Progetti ibridi e piattaforme galleggianti: nuovi dispositivi combinano maree, onde e solare offshore, con test in corso negli USA e in Europa.

Quali sono i Paesi più attivi

Il Regno Unito è il leader mondiale: oltre ai progetti già operativi, ha nuove installazioni contrattualizzate che secondo IEA OES potrebbero aumentare significativamente la capacità globale nei prossimi anni. La Francia sta ampliando i test e sostiene nuove aste dedicate all’energia mareomotrice; la Cina, oltre ai test di lunga durata, sta mappando nuovi siti costieri ad alto potenziale; infine Canada, USA, Giappone proseguono con progetti pilota e test in mare aperto, soprattutto in zone con correnti intense come Alaska e Columbia Britannica.

L’Italia invece è attualmente impegnata nello sviluppo della tecnologia PeWEC (Pendulum Wave Energy Converter), un sistema per il moto ondoso progettato da ENEA e Politecnico di Torino, che nel triennio 2025–2027 verrà testato in scala reale al largo di Pantelleria.

Il futuro dell’energia mareomotrice

Il quadro che emerge dai report è chiaro: l’energia delle maree sta entrando in una fase di maturità tecnica, con dispositivi più affidabili e un crescente interesse politico. Non sostituirà eolico e solare, ma può diventare una componente preziosa del mix energetico grazie alla sua prevedibilità.

Se i costi continueranno a scendere e i progetti pre-commerciali daranno i risultati attesi, entro la fine del decennio potremmo vedere le prime installazioni su scala significativa.

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