
Il Mauna Loa, alle Hawaii, è il vulcano attivo più grande del Pianeta Terra con circa 70.000-80.000 km3 di volume: se, però, dovessimo guardare a tutto il Sistema Solare, questo primato spetterebbe a un altro gigante vulcanico, con dimensioni nettamente superiori. Si tratta dell'Olympus Mons (“Monte Olimpo” in latino), un vulcano a scudo situato su Marte che, in quanto tale, ha la tipica forma “schiacciata”, dove l'altezza (in rapporto) è molto più piccola rispetto alla larghezza della base.
Questo colosso marziano è alto circa 24 km – quasi 3 volte il Monte Everest, che spicca sulla Terra con i suoi 8.849 m di altezza –, ha un diametro di oltre 550 km (contro i 120 km del Mauna Loa) e occupa un'area di circa 300.000 km². Per intenderci, l'Italia ha una superficie complessiva di 302.073 km²: come estensione, quindi, l'Olympus Mons potrebbe essere paragonato al nostro Paese!

Entrando più nello specifico, l'Olympus Mons – che può essere considerato anche il più grande rilievo dell'intero Sistema Solare – si trova nella regione di Tharsis, vicino all'equatore marziano, caratterizzata dalla presenza di altri vulcani di enormi dimensioni, ben visibili nella foto qui sotto: si tratta dell'Arsia Mons (il primo a essersi formato), il Pavonis Mons e l'Ascraeus Mons.

Ma com'è possibile che, su Marte, esistano dei vulcani così grandi? Come evidenziato dall'USGS (United States Geological Survey, il Servizio Geologico degli Stati Uniti), ci sono due spiegazioni di questo fenomeno.
La prima riguarda il fatto che Marte, a differenza della Terra, non mostra evidenze di tettonica a placche attiva: questo significa che la superficie del pianeta rosso è piuttosto statica e, di conseguenza, i punti caldi di lava sotto la crosta rimangono nella stessa posizione per lunghi periodi di tempo, permettendo al vulcano di ingrandirsi sempre di più.
La seconda ragione ha a che fare con la gravità, che su Marte è circa un terzo di quella terrestre (circa 0,38 volte rispetto a quella della Terra): questo significa che i vulcani marziani possono raggiungere dimensioni maggiori rispetto a quelli terrestri che, con dimensioni di questo tipo, rischierebbero invece di collassare sotto il proprio peso.