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17 Gennaio 2026
18:30

Perché gli aerei di linea non volano mai sopra all’Antartide?

Le rotte aeree evitano spesso l'Antartide a causa del clima estremo, della mancanza di infrastrutture, delle rotte ortodromiche e, in misura minore, di problemi con il campo magnetico.

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Perché gli aerei di linea non volano mai sopra all’Antartide?
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Immagine generata con AI.

Una delle prime argomentazioni che viene portata da chi sostiene la teoria antiscientifica del terrapiattismo ha a che fare con il sorvolo dell'Antartide. L'idea è questa: se la Terra fosse sferica allora molte rotte aeree dovrebbero attraversare il Polo Sud; se ciò non viene fatto è perché la Terra non è sferica ma piatta, e l'Antartide non è altro che il suo confine.
Chiaramente l'argomentazione non ha senso scientifico: conosciamo molto bene la forma della Terra e, di certo, non è quella di un disco. Ma è interessante capire il motivo dietro alla scelta di non sorvolare l'Antartide, dal momento che ci sono fondamentalmente 4 ragioni: il clima, la mancanza di infrastrutture, le rotte l'ortodromiche e il campo magnetico.

Il clima estremo antartico

Da un punto di vista tecnico, volare al di sopra del Polo Sud non è una passeggiata: si tratta di uno dei luoghi più ostili del pianeta, con temperature che possono scendere anche di parecchie decine di gradi sotto allo zero – con valori record registrati di –89.2°C in superficie (quindi figuriamoci in quota). A questo vanno aggiunti anche venti incredibilmente forti e frequenti tempeste di neve: insomma, un contesto tutt'altro che facile da gestire.

Attenzione però, questo non vuol dire che sia impossibile volare qui: il primo volo fu completato con successo nel 1929 da Richard Byrd e, da quel momento, sempre più velivoli iniziarono a sorvolare il Polo Sud. Le cose però presero una brusca piega qualche anno più tardi, nel 1979, quando il volo turistico Air New Zealand 901 si schiantò, causando ben 257 vittime. Le cause del tragico incidente sono tutt'ora oggetto di dibattito: da una parte c'è la versione dell'errore umano, dall'altra quella dell'errore di navigazione (più probabile). In ogni caso, il risultato non cambia, visto che il mezzo colpì in pieno il monte Erebus, finendo sulle prime pagine di tutti i giornali e spingendo molte altre compagnie aeree (soprattutto turistiche) a modificare le proprie rotte per evitare il sorvolo antartico.

Mancanza di infrastrutture

Un'altra grande motivazione dietro alla scelta di non volare in Antartide è la situazione a terra: atterrare sul ghiaccio (soprattutto in caso di emergenze) è complesso e, come è facile immaginare, la rete infrastrutturale è pressoché assente. Questo è legato ad una bassa domanda, visto che si tratta di una zona perlopiù disabitata. E questo è un problema.

Esistono infatti delle normative – come le ETOPS – che indicano quanto un mezzo bimotore (come molti aerei di linea per intenderci) possa allontanarsi da un aeroporto. Si tratta di un parametro essenziale per riuscire a gestire un'eventuale emergenza e in Antartide non sempre è semplice da rispettare, visto che l'aeroporto più vicino idoneo a questo tipo di situazione si trova in Cile, a oltre 3800 km di distanza, e non tutti i velivoli hanno certificazioni tali da poter soddisfare questi criteri.

Le rotte ortodromiche

Il terzo punto, forse quello più "scontato", è che se gli aerei non passano dal Polo Sud è perché la strada più breve è un'altra. Su una sfera infatti la rotta più breve tra due punti – o in questo caso, tra due città – è detta ortodromia. Ecco, per la maggior parte delle rotte che interessano l'emisfero meridionale questo valore è sempre più piccolo scegliendo rotte che evitano il sorvolo diretto del Polo Sud.

Tanto per fare un esempio il Qantas QF63 tra Sydney e Johannesburg, che è una tra le rotte più trafficate, è vero che si avvicina a regioni sub-antartiche e antartiche, ma non attraversa mai il Polo da parte a parte semplicemente perché, così facendo, allungherebbe la strada. Ovviamente questo può essere fatto solo con mezzi idonei che rispettino le normative ETOPS, come il Boeing 787-9 che, con la sua certificazione ETOPS-330, può viaggiare a 330 minuti di distanza di volo dall'aeroporto più vicino.

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Rotta del volo Qantas QF63. Credit: Flightradar24.

Discorso leggermente diverso per tutti i mezzi che si occupano di portare sul continente i ricercatori scientifici: in questo caso i velivoli devono fisicamente atterrare qui e, per questo motivo, vengono utilizzati mezzi progettati ad hoc, come l'U.S. LC-130.

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U.S. LC–130. Credit: Senior Airman Ben German.

Il campo magnetico al Polo Sud

L'ultimo aspetto, anche se meno impattante, è quello relativo al campo magnetico che, al Polo Sud, è pressoché verticale. Questo è legato a un discorso fisico legato alle linee del campo magnetico, come ben visibile anche dall'immagine sottostante.

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Rappresentazione schematica del campo magnetico terrestre.

Il risultato è che qui le bussole magnetiche non riescono a funzionare a dovere e questo, a sua volta, può potenzialmente interferire con alcuni sistemi di navigazione magnetica. Certo, a oggi si utilizzano perlopiù altri sistemi (come il GPS o i Sistemi di Riferimento Inerziale), ma si tratta comunque di un possibile ulteriore elemento di difficoltà da considerare.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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