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5 Febbraio 2026
10:30

Perché il mese di febbraio in genere dura solo 28 giorni

Sappiamo tutti che il mese di febbraio è più corto e conta solo 28 giorni o, al massimo, 29 negli anni bisestili. Le ragioni vanno ricercate nella storia romana, più precisamente all’epoca di Romolo e Numa Pompilio.

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Perché il mese di febbraio in genere dura solo 28 giorni
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Il mese di febbraio ha 28 giorni perché, quando fu introdotto il primo calendario romano, era l’ultimo mese dell’anno, che iniziava in marzo. Di conseguenza, apparve logico regolare la sua durata, piuttosto che quella di un altro mese, in modo da far coincidere il calendario con l’anno solare. Il calendario romano fu elaborato al tempo di Romolo (VIII secolo a. C.) e il mese di febbraio fu aggiunto, insieme a quello di gennaio, dal suo successore e secondo re di Roma, Numa Pompilio. La durata di febbraio non cambiò quando il calendario romano fu sostituito da quello giuliano (I secolo a. C.), che introdusse, però, il principio dell’anno bisestile, stabilendo che febbraio può durare 28 o 29 giorni. Il principio è stato accolto, con alcune modifiche dal calendario gregoriano oggi in vigore.

La durata del mese di febbraio: le origini romane

Come tutti sappiamo, febbraio è il secondo mese dell’anno e, a differenza degli altri mesi, conta solo 28 giorni (29 negli anni bisestili). Le ragioni di questa peculiarità vanno rintracciate nella storia di Roma antica. Secondo la tradizione, il primo calendario, noto come calendario romano, fu elaborato al tempo di Romolo nell’VIII secolo a. C. e suddivideva l’anno in dieci mesi, da marzo a dicembre. I mesi invernali non erano contati, nel senso che non avevano un nome: erano quasi un tempo fuori dal tempo.

Dopo Romolo, divenne re di Roma Numa Pompilio, che ordinò di riordinare il calendario e di aggiungere due mesi invernali: gennaio e febbraio, il primo dedicato al dio Giano, il secondo alla purificazione. Poiché in latino purificare si dice februare, il mese fu chiamato febbraio. I rituali di purificazione si tenevano in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris.

La dea Febris (romanoimpero.com)
La dea Febris (credit: romanoimpero.com).

L’anno iniziava a marzo e febbraio era, di conseguenza, l’ultimo mese. Per tale ragione, fu logico adattare la sua durata in maniera da far coincidere il calendario con l’anno solare (cioè con una rivoluzione completa della Terra attorno al Sole). In altre parole, poiché era necessario tagliare dei giorni a un mese, fu logico scegliere l’ultimo.

Secondo un’altra teoria, febbraio era più corto perché considerato un mese sfortunato. Si tratta, però, di una ipotesi senza dati a supporto.

È invece certo che il calcolo effettuato al tempo di Numa era impreciso e, per far coincidere l’anno del calendario con l’anno solare, si aggiungeva periodicamente un mese intercalare (cioè un mese aggiuntivo, che non c’era tutti gli anni) chiamato Mercedonio. Nel II secolo a. C. l’inizio dell’anno fu spostato a gennaio (fu stabilito che i consoli e gli altri magistrati entrassero in carica a gennaio e non più a marzo), ma la durata dei mesi non fu cambiata.

Febbraio e il calendario giuliano

Nel I secolo a. C. Giulio Cesare fece riordinare il calendario da un astronomo di Alessandria, Sosigene. Il nuovo calendario, detto giuliano in onore di Cesare, eliminò il mese intercalare e, per adattare la durata dell’anno rivoluzione terrestre, introdusse l’anno bisestile, stabilendo cioè di aggiungere un giorno ogni quattro anni. Si scelse di aggiungerlo al mese più corto, cioè febbraio. Il sistema dell’anno bisestile è stato accolto, con alcune modifiche, dal calendario gregoriano, elaborato nel XVI secolo sulla base di quello giuliano e oggi adottato in gran parte del mondo.

La bolla per l'adozione del calendario gregoriano
La bolla per l’adozione del calendario gregoriano del 1582.

Augusto e la durata dei mesi

Secondo alcuni studiosi, in origine febbraio aveva 29 giorni e 30 negli anni bisestili. La durata sarebbe stata abbreviata da Augusto per aggiungere un giorno al mese di agosto, a lui dedicato, che in precedenza contava 30 giorni ed era perciò più corto di luglio. Augusto, secondo questa teoria, avrebbe voluto evitare che il «suo» mese sfigurasse rispetto a luglio, dedicato a Giulio Cesare, e perciò avrebbe ordinato la modifica. Si tratta, però, di una ipotesi non dimostrata: secondo molti studiosi, già nelle prime versioni del calendario giuliano febbraio aveva solo 28 giorni e 29 negli anni bisestili.

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