
Quando saliamo su un aereo la prima cosa che facciamo dopo esserci seduti è quella di allacciare la cintura di sicurezza, quella addominale con la caratteristica fibbia piatta che fa un sonoro "clack" quando si chiude. Ma per quale motivo non si utilizza lo stesso modello a tre punti che è presente, ad esempio, sulle automobili?
Tutto ha a che fare con la sicurezza e si applica principalmente alla classe economy: in business spesso si trovano simili a quelle delle auto mentre i piloti hanno addirittura cinture a quattro o cinque punti.
Coma mai la cintura di sicurezza degli aerei è diversa e a cosa serve
Sui voli di linea, i passeggeri di classe economy indossiamo una cintura “a due punti”: due segmenti di tessuto agganciati ai lati del sedile che si uniscono al centro del bacino. La chiusura è una fibbia a leva, o lift lever buckle, una tecnologia rimasta pressoché identica da decenni: per sganciarsi basta sollevare la linguetta metallica superiore.

Per quale motivo però non si utilizza la stessa cintura delle automobili? La ragione principale riguarda l'architettura dei sedili e la dinamica dei corpi in caso di impatto. In Economy la cintura addominale permette al busto di piegarsi liberamente in avanti durante una forte decelerazione (la classica posizione di sicurezza definita brace), evitando pericolose sollecitazioni alla colonna e lasciando che la testa impatti contro lo schienale imbottito davanti, progettato per deformarsi e assorbire l'energia.
A questo si aggiungono motivi strutturali e di evacuazione: la fibbia a leva si apre con un solo gesto istintivo anche nel panico, e le cinture a tre punti richiederebbero sedili rinforzati e molto più pesanti, con un impatto enorme sui consumi di carburante.
La differenza tra economy e business class: le seat belts a 3 punti
In questo specifico caso dobbiamo considerare un'ultima variabile, cioè la distanza tra il sedile e l'ostacolo di fronte ad esso. In economy quello spazio è minimo, il sedile di fronte è a pochi centimetri dal viso: in caso di frenata brusca la testa non fa in tempo ad accelerare abbastanza da farsi male seriamente contro lo schienale imbottito davanti. In Business, invece, lo spazio è molto maggiore: senza un sistema che blocchi anche il busto, la testa potrebbe raggiungere una velocità pericolosa prima di colpire una superficie rigida, superando i limiti di sicurezza imposti dalle autorità aeronautiche. Ecco perché lì servono cinture a tre punti o airbag integrati: per frenare la parte superiore del corpo prima dell'impatto.

Le cinture di sicurezza dei piloti a 4 o 5 punti
Se avete modo di sbirciare al interno di una cabina di pilotaggio noterete come piloti e copiloti indossano cinture a quattro o cinque punti. Oltre alla fascia subaddominale ci sono due bretelle che scendono dalle spalle e, in molti velivoli, anche una fascia inguinale che impedisce al corpo di scivolare verso il basso durante un urto. Il motivo è di carattere operativo. Immaginate una turbolenza violenta o un atterraggio particolarmente duro: se i piloti avessero solo la cintura addominale, il busto sobbalzerebbe verso l'alto o di lato, facendo loro perdere la presa sui comandi o, peggio, causando input involontari sulla cloche. Le bretelle diagonali li tengono letteralmente incollati al sedile.