
La Pasqua è la festività mobile per eccellenza: la sua data, infatti, cambia tutti gli anni oscillando sempre tra marzo e aprile. Nel 2026, ad esempio, cade il 5 aprile: ma vi siete mai chiesti perché?
Tutto dipende dalla prima luna piena di primavera: la Pasqua, infatti, cade la domenica seguente al primo plenilunio che si verifica dopo il 21 marzo, la data convenzionale con cui si indaca l'equinozio di primavera (anche se, a differenza di quello che molti pensano, l'inizio della primavera può avvenire tra il 19 e il 21 marzo). Nella pratica, questo significa che il giorno di Pasqua può capitare in un arco temporale di 35 giorni, che vanno dal 22 marzo al 25 aprile.
Nella storia, però, non è sempre stato così: come riportato anche dalla Treccani, la regola oggi in vigore nella Chiesa cattolica è quella stabilita con la riforma gregoriana del calendario, voluta da Papa Gregorio XIII nel 1582. In precedenza, tuttavia, la Pasqua veniva calcolata seguendo delle complesse regole stabilite dal calendario giuliano, che utilizzavano come riferimento il ciclo lunare di 19 anni e il cosiddetto “numero d'oro”, che assegnava a ciascun anno il numero d'ordine nel corrispondente ciclo diciannovennale.
Il legame tra la Pasqua e il calendario lunare dipende dal fatto che la Pasqua cristiana deriva dalla Pasqua ebraica (o Pèsach), istituita per commemorare la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù e l'esodo dall'Egitto. In origine, infatti, la Pasqua cristiana si celebrava la domenica successiva al giorno 14 del mese di Nisan, esattamente come quella ebraica, ma nel corso degli anni la data divenne oggetto di controversie poiché non sempre cadeva di domenica. Nel 325 il Concilio di Nicea decise così di separare la data della Pasqua cristiana da quella ebraica, continuando però a calcolarla in base ai cicli lunari.
In ogni caso, va precisato che ancora oggi il plenilunio utilizzato per calcolare la data di Pasqua non corrisponde a quello astronomico reale, ma al cosiddetto “plenilunio ecclesiastico”, che si determina attraverso un sistema di calcolo basato sull'epatta – un numero che indica l'età della Luna al 1° gennaio di ogni anno – e sulla lettera domenicale, che identifica in quale giorno della settimana cadono le domeniche in un dato anno. Il meccanismo, quindi, è costruito per semplificare il calcolo e renderlo prevedibile già con largo anticipo, senza dover aspettare le osservazioni astronomiche.
Una volta calcolata la data di Pasqua, poi, si determinano tutte le altre feste mobili dell'anno liturgico, dal Carnevale fino al Mercoledì delle Ceneri, dall'Ascensione fino alla Pentecoste.