
Cento anni fa, nel 1925, l'allora presidente del Milan Piero Pirelli, sollecitò la costruzione di uno stadio calcistico di ispirazione inglese. Sebbene il suo nome ufficiale sia Stadio Giuseppe Meazza – in onore del fuoriclasse due volte campione del mondo che vestì le maglie di entrambe le squadre milanesi – per tutto il mondo è semplicemente San Siro, dal nome del quartiere che lo ospita. Noto anche come la ‘Scala del calcio‘ per la sua maestosità e il prestigio che evoca, pari a quello del celebre teatro cittadino. Per la sua realizzazione ci vollero 13 mesi e un investimento di 5 milioni di lire. La prima partita a inaugurare l'impianto fu proprio il derby di Milano del 19 settembre 1926, vinto dall'Inter con un risultato di 6-3. Tra Champions League, Mondiale, Europa League e Serie A, San Siro ha ospitato alcune delle partite più emozionanti della storia del calcio, ma anche altri eventi grandiosi come i concerti di Bob Marley, Bruce Springsteen o Michael Jackson.
La storia dello Stadio Giuseppe Meazza
All'inaugurazione del 1926 i posti totali sulle quattro tribune rettilinee erano 35.000 e il primo gol segnato nelle porte dello stadio conosciuto col nome del quartiere che lo ospita, fu quello del milanista Giuseppe Santagostino. In questo primo periodo San Siro era strettamente dipendente dalle attività dell'Ippodormo che, infatti, ne aveva in qualche senso limitato la capienza e si era riservato, nei locali sottostanti, alcuni spazi adibiti a scuderie, fienili o magazzini di foraggio. Quasi dieci anni più tardi, nel 1935, il Comune di Milano acquistò l'impianto e decise di mettere in atto un primo piano di ampliamento. Questo prevedeva, nello specifico, la costruzione di quattro curve per collegare tra loro le tribune esistenti e, al tempo stesso, una modifica di quella centrale, con un amento della capienza fino a 55000 spettatori. Casa esclusiva del Milan fino alla stagione 1947/48, San Siro fu nuovamente oggetto di restauro nel 1955. In questa sessione di lavori, venne realizzata una nuova struttura portante con l'idea di introdurre un secondo anello di tribune sopra quelle già presenti. A questo punto i paganti potevano essere 80.000 totali, di cui circa 60.000 a sedere, e per favorire l'accesso al secondo anello vengono inserite delle rampe elicoidali. Due anni più tardi vengono ultimati i lavori di illuminazione notturna e nel 1965 viene installato il tabellone elettronico.

Un'altra importante data da tenere a mente parlando della storia di questo stadio è il 1980, anno in cui viene intitolato a Giuseppe Meazza, deceduto pochi mesi prima, in onore del suo legame indissolubile con la città di Milano e l'eredità, non solo calcistica, che vi ha lasciato. Del resto, il suo contributo al calcio italiano è stato certamente incredibile: due volte campione del Mondo con la Nazionale e attaccante di entrambe le squadre milanesi, riconosciuto da tutti per il suo profondo talento e la sua forte personalità.
Con l'avvento dell'organizzazione della Coppa del Mondo del 1990 da parte dell'Italia, San Siro raggiunge la sua ultima forma, quella che tutti oggi conosciamo e che, sicuramente, sarà impossibile dimenticare. Quello stesso anno, furono molte le città italiane che iniziarono ambiziose opere di rifacimento dei propri impianti per innalzare il livello generale e renderli il più possibile adatti a ospitare l'imminente grande evento. Grazie al contributo degli architetti Giancarlo Ragazzi ed Enrico Hoffer e dell'ingegnere Leo Finzi, viene realizzato un terzo anello che copre (in parte) lo stadio, con 11 torri che lo sorreggono e fungono da scalinate per accedervi. Il risultato finale è di 85.700 posti a sedere, seggiolini colorati sulla base del settore di appartenenza e lastre in policarbonato che garantiscono un'illuminazione naturale al campo di gioco. Viene, inoltre, installato un nuovo sistema di riscaldamento del manto erboso allo scopo di regolare la temperatura del terreno ed evitare eventuali formazioni di ghiaccio.
Perchè è chiamato anche "Scala del calcio"
Il prato di San Siro (o del Giuseppe Meazza di Milano, che dir si voglia) ha vissuto anni gloriosi e ospitato alcuni degli eventi mondiali più incredibili, non solo dal punto di vista calcistico. Per questa sua incredibile notorietà e il suo possente aspetto, si è guadagnato il titolo di "Scala del calcio" con esplicito riferimento allo storico teatro milanese che, allo stesso modo, è ritenuto da tutti uno dei teatri più prestigiosi al mondo nonchè tempio dello spettacolo e dell'arte, casa di artisti del calibro di Verdi, Puccini o Nureyev.
Il futuro dello stadio San Siro
Negli ultimi tempi si è parlato molto del futuro di questo impianto, da molti non ritenuto abbastanza all'avanguardia. Probabilmente la mancata assegnazione della finale di Champions League del 2027 e il no alla candidatura per Euro 2032 da parte della UEFA sono stati visti come forti segnali circa il destino di San Siro.
Poche settimane fa, infatti, c'è stata una svolta significativa rappresentata dal passaggio dell'impianto e delle aree limitrofee dal Comune di Milano alle società Milan e Inter. L'acquisto, per una cifra totale di circca 197 milioni di euro, è stato ultimato dopo mesi di dibattiti interni sul da farsi. L'obiettivo dei due club milanesi è quello di utilizzare l'area per la costruzione di un nuovissimo impianto che, dal report presentato, dovrebbe avere una capienza di circa 71500 posti, museo, store, hotel, ristoranti, uffici e aree verdi. L'investimento complessivo si aggira, a oggi, sui 1,29 miliardi di euro con i lavori che dovrebbero partire nel 2027 per essere completati, secondo le stime, nel 2031. Il prodotto finale sarà, seguendo le dichiarazioni dei vertici dirigenziali, una struttura all'avanguardia e sostenibile, che si adatti perfettamente alle esigenze della società e del territorio e che possa ospitare eventi di vario genere.
Nonostante la demolizione quasi totale della "Scala del calcio", ci sarebbe comunque la volontà di conservarne una piccola parte, ristrutturarla e utilizzarla a scopi commerciali, ricreativi o museali.