0 risultati

Qual è il posto più sicuro dove sedersi in treno: meglio le carrozze centrali e i sedili contromarcia

Avatar autore
A cura di Paola Pozzolo
Consulente statistico
passeggeri treni
Analizzando la dinamica dell’incidente ferroviario avvenuto in Spagna a fine ottobre 2026, i posti più sicuri per sedersi su un treno sembrano essere i vagoni centrali, meno esposti all’impatto in caso di tamponamento o scontro frontale.

La recente collisione tra due treni in Spagna ha riportato alta l'attenzione sulla sicurezza dei trasporti ferroviari. Ma esiste un posto più sicuro in cui sedersi? La risposta non è così semplice: dipende soprattutto dal tipo di incidente e dalla dinamica dell'impatto. In generale, le carrozze centrali sembrano risultare meno esposte in caso di scontro frontale o di tamponamento, ma non in caso di deragliamento. Ci sono poi anche altre accortezze che si possono adottare, per esempio, la scelta del verso in cui viaggiare, la posizione lato corridoio o lato finestrino e la disposizione dei bagagli possono influire sulle conseguenze di un eventuale impatto. I dati più recenti dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie confermano comunque che il treno resta il mezzo di trasporto terrestre più sicuro in Europa, con un rischio di mortalità per passeggero estremamente basso e incidenti dalle conseguenze catastrofiche molto rari.

Quanto è sicuro viaggiare in treno rispetto agli altri mezzi di trasporto?

Secondo il Report on Railway Safety and Interoperability in the EU 2026 dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA), il treno rimane il mezzo di trasporto terrestre più sicuro, con un tasso di mortalità per passeggeri paragonabile a quello degli aerei commerciali. Considerando il confronto tra i diversi mezzi di trasporto, basato sui dati del decennio 2014-2023, il rischio di mortalità per chi viaggia in treno è circa un quarto di quello di chi viaggia in autobus e circa 40 volte inferiore rispetto a quello di chi si sposta in automobile, a parità di distanza percorsa. Nel periodo considerato, il tasso medio di mortalità ferroviaria è stato di 0,059 vittime per miliardo di passeggeri-km. Guardando invece al solo 2024, il valore è sceso a 0,034 vittime per miliardo di passeggeri-km: in altre parole, si è registrata statisticamente una vittima ogni 29 miliardi di chilometri complessivamente percorsi dai passeggeri ferroviari.

https://www.istockphoto.com/it/foto/stazione-ferroviaria-ora-di-punta-persone-e-pendolari-che-camminano-sulla-piattaforma-gm1496721824-519304812

Per comprendere meglio l'ordine di grandezza, possiamo prendere come esempio un pendolare che percorre 100 chilometri al giorno in treno, tra andata e ritorno, per 250 giorni all'anno (indicativamente come chi lavora 5 giorni a settimana) per 40 anni. Alla fine della sua vita lavorativa avrà viaggiato per un milione di chilometri: una distanza considerevole, ma circa 29.000 volte inferiore ai 29 miliardi di passeggeri-chilometro associati, secondo il tasso medio europeo del 2024, a una vittima tra i pendolari. Il sistema ferroviario europeo è inoltre tra i più sicuri al mondo: nel confronto internazionale effettuato dall'ERA su sei sistemi ferroviari, soltanto il Giappone e la Corea del Sud registrano un rischio di mortalità dei passeggeri inferiore a quello dell'Unione europea.

Perché sui treni non ci sono le cinture di sicurezza?

Rispetto agli incidenti che coinvolgono mezzi di trasporto individuali, come le automobili, quelli ferroviari e aerei possono avere un maggiore impatto mediatico, poiché un singolo sinistro può causare decine di vittime. Inoltre, la possibilità di scegliere tra diversi posti a sedere porta spesso a chiedersi se alcuni siano potenzialmente più sicuri di altri.

I sistemi di sicurezza passiva adottati su un treno sono infatti diversi da quelli utilizzati su altri mezzi di trasporto. Ad esempio, a differenza dell’auto e dell’aereo, non sono previste cinture di sicurezza per i passeggeri. Il motivo è legato a una diversa filosofia di protezione: nelle automobili si cerca soprattutto di trattenere il corpo mediante cinture e airbag, mentre nei treni si punta anche sulla cosiddetta compartimentazione, ovvero la limitazione degli spostamenti dei passeggeri all'interno della carrozza attraverso la disposizione e la progettazione dei sedili, degli schienali e degli altri elementi di arredo. L'obiettivo è ridurre il rischio di urti contro le superfici interne e limitarne le conseguenze. Alcune ricerche, tra cui quelle condotte dal Rail Safety and Standards Board britannico, hanno inoltre evidenziato che l'introduzione di semplici cinture addominali sui treni non comporterebbe necessariamente un miglioramento della sicurezza e potrebbe, in determinate condizioni, aumentare la gravità delle lesioni.

https://www.istockphoto.com/it/foto/treno-intercity-vuoto-con-interni-moderni-e-sedili-blu-gm1440979558-480801696

Non esiste, d'altronde, né a livello italiano né internazionale un database completo che raccolga per tutti gli incidenti ferroviari la posizione esatta dei passeggeri e le lesioni riportate. L'analisi degli incidenti già avvenuti e gli studi scientifici possono quindi aiutarci a capire quali parti di un treno possono risultare maggiormente danneggiate, ma non permettono di stabilire con certezza quale posto offra le probabilità di sopravvivenza più elevate.

Quali sono i posti potenzialmente più sicuri in treno?

Sulla base delle dinamiche degli incidenti e delle conoscenze disponibili sulla sicurezza ferroviaria, è possibile individuare alcune condizioni che potrebbero contribuire a ridurre il rischio di lesioni. Si tratta, tuttavia, di indicazioni che non garantiscono una maggiore sicurezza in ogni tipo di incidente.

  • Nelle carrozze centrali: in caso di collisione, le carrozze alle estremità del convoglio possono essere maggiormente esposte agli effetti dell'impatto. Quelle centrali, invece, possono beneficiare della presenza delle altre carrozze e risultare meno danneggiate in alcune dinamiche di collisione. Ad esempio, nel recente tamponamento avvenuto in Spagna, l'impatto ha coinvolto la testa del treno che sopraggiungeva e la coda di quello fermo, sebbene il successivo deragliamento abbia interessato anche altre carrozze. a essere maggiormente coinvolte sono state alcune carrozze alle estremità dei convogli. Il possibile vantaggio delle posizioni centrali non è quindi generalizzabile: in caso di deragliamento o ribaltamento, anche queste carrozze possono subire danni molto gravi.
  • Nei posti lato corridoio: sedersi vicino al corridoio significa trovarsi più lontani dai finestrini, che in alcuni incidenti potrebbero rompersi e causare ferite. Se però da un lato i posti vicino al finestrino possono comportare un maggiore rischio di essere sbalzati all'esterno del treno, dall'altro, in determinate dinamiche, è proprio il corridoio a risultare più esposto agli spostamenti improvvisi dei passeggeri e degli oggetti presenti nella carrozza.
  • Nei sedili rivolti in senso contrario alla marcia: in generale, quando un treno frena bruscamente, chi è seduto rivolto in avanti tende a essere proiettato verso il sedile o verso gli oggetti che si trovano davanti. Chi viaggia contromarcia, invece, viene semplicemente spinto contro il proprio schienale.
  • Lontano da tavoli e superfici rigide: anche gli oggetti e gli arredi presenti nella carrozza possono influire sulle conseguenze di un incidente. Se, ad esempio, il treno dispone di una carrozza ristorante o bar, un buon consiglio è quello di evitare di passarci troppo tempo, perché i tavoli, con la loro rigidità, possono diventare pericolosi se il treno frena improvvisamente o colpisce un ostacolo.
  • Lontano da bagagli e oggetti non fissati: valigie, borse, passeggini e altri oggetti possono spostarsi durante un urto o una frenata improvvisa, diventando potenziali fonti di lesioni. È quindi importante sistemarli correttamente negli spazi appositi, evitando che possano cadere o muoversi liberamente. Non lasciare oggetti nei corridoi o in prossimità delle porte consente inoltre di mantenere libere le vie di fuga.
https://www.istockphoto.com/it/foto/vista-laterale-di-un-turista-con-bagaglio-a-mano-che-entra-in-un-treno-in-attesa-alla-gm1391474292-448078163?phrase=viaggiatore%20treno&searchscope=image%2Cfilm

Quale posizione assumere in caso di collisione?

Un altro aspetto interessante riguarda la postura da assumere in caso di collisione. Uno studio Design and injury analysis of the seated occupant protection posture in train collision, pubblicato nel 2019 sulla rivista Safety Science, ha analizzato attraverso simulazioni numeriche e test sperimentali una possibile posizione di protezione per i passeggeri seduti. In particolare, la postura proposta dagli autori prevede, quando si avverte una situazione di pericolo imminente, di rannicchiarsi, piegando il busto in avanti e intrecciando le mani dietro la testa. Nello scenario simulato di una collisione a 48 km/h, l'adozione della postura ottimizzata ha determinato una riduzione dell'88% dell'indicatore di lesione alla testa rispetto alla configurazione di riferimento. Sono state inoltre osservate riduzioni delle sollecitazioni a carico del collo e degli arti inferiori.

Si tratta però di risultati ottenuti in condizioni sperimentali specifiche, che non equivalgono a una percentuale di protezione garantita in un incidente reale. La postura studiata non costituisce inoltre una procedura di sicurezza universalmente valida: le conseguenze dipendono dalla dinamica dell'incidente e, nella maggior parte delle collisioni improvvise, il passeggero potrebbe non avere il tempo necessario per reagire. In caso di emergenza è quindi fondamentale seguire le indicazioni del personale ferroviario e le procedure di sicurezza previste, evitando comportamenti improvvisati che potrebbero aumentare il rischio di lesioni.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views