L'echidna (Tachyglossus aculeatus), conosciuto anche come formichiere spinoso, è uno dei mammiferi più paradossali del pianeta. Appartiene all'ordine dei monotremi (un gruppo molto antico che si separò dai mammiferi circa 200 milioni di anni fa) insieme all'ornitorinco e conserva tratti anatomici unici che ricordano rettili e uccelli: ha un temperatura corporea di 31-32 °C, possiede un'unica apertura per le funzioni escretrici e riproduttive (la cloaca), produce latte ma non ha i capezzoli e depone le uova (oviparo). Esistono 4 specie di echidna che si distribuiscono tra Australia e Papa Nuova Guinea. Ha il dorso ricoperto di aculei, ma non ha alcuna parentela con ricci e istrici con cui viene essere scambiato spesso.
I Tachiglossidi: mammiferi ovipari che cacciano tramite campi elettrici
L'echidna dal becco corto (Tachyglossus aculeatus), la specie più comune e studiata, misura in genere tra i 30 e i 45 cm di lunghezza per un peso che varia dai 2 ai 6 kg. Le tre specie dal becco lungo sono molto più massicce (1 m di lunghezza e fino a 15 kg). Il corpo è compatto e dotato di zampe possenti adatte per scavare nel terreno.
L'echidna non ha i denti ma il suo muso tubolare (7-8 cm) gli permette di scovare formiche e termiti nella terra e di catturarle con una lingua lunga e appiccicosa. Per questo motivo è anche conosciuto come il formichiere spinoso.
La parte sorprendente è come trova le sue prende: come riporta una studio del 1989 pubblicato su Journal of Physiology, il muso è dotato di elettrorecettori, dei sensori che percepiscono i deboli campi elettrici generati dai movimenti degli insetti. Il numero di recettori è molto inferiore rispetto a quelli dell'ornitorinco o di altri animali che li possiedono, come anguille elettriche e squali. Si tratta probabilmente dell'unico animale terrestre a usare questa strategia per trovare nutrimento.
La riproduzione dell’echidna: uova, allattamento e organi riproduttivi
La biologia riproduttiva dell'echidna mette in discussione le normali classificazioni: come è possibile che un mammifero deponga le uova? Circa tre settimane dopo l'accoppiamento la femmina depone un singolo uovo direttamente in una tasca cutanea che si forma sul ventre. Dopo appena 10 giorni l'uovo si schiude, dando alla luce un cucciolo molto piccolo (puggle). In modo analogo ai marsupiali, il piccolo resta nella tasca per circa tre mesi, poi viene spostato in una tana quando inizia a sviluppare gli aculei, qui la madre lo allatta fino ai 12 mesi. Dato che l'echidna non ha i capezzoli, l'allattamento avviene in modo del tutto particolare: il latte viene secreto da specifiche zone porose della pelle della madre (milk patches) e il cucciolo lo lecca direttamente dai pori.

Sviluppandosi all'esterno del grembo materno, il puggle è estremamente vulnerabile alle malattie e infezioni. Una ricerca pubblicata su PLOS One nel 2013, ha dimostrato la presenza nel latte materno di una proteina antibatterica molto efficace (EchAMP), esclusiva dei monotremi. I ricercatori ipotizzano che questo "disinfettante naturale" si sia evoluto proprio per difendere i cuccioli in un'epoca antica in cui i mammiferi non possedevano ancora i capezzoli, per poi essere abbandonato dalle linee evolutive successive.
Tra giugno e settembre (periodo dell'accoppiamento) i maschi mettono in scena "il treno dell'amore", più individui seguono una singola femmina in fila indiana per intere settimane. Altrettanto unico è il momento dell'accoppiamento, studiato da Jane C. Fenelon e colleghi su Sexual Developement: il maschio possiede un pene a 4 teste ma ne usa soltanto due per volta, alternandole per massimizzare l'efficienza.
Habitat e stato di conservazione
Il Tachyglossus aculeatus vive in gran parte dell'Australia e in alcune zone della Nuova Guinea occupando habitat molto diversi: dal livello del mare fino a 1600 metri di altitudine in foreste umide e deserti aridi. Per via della sua popolazione numerosa e stabile, la Lista Rossa IUCN classifica questa specie come "Rischio Minimo" (LC – Least Concern) pur essendo soggetta a minacce locali come gli investimenti stradali.
Le altre specie dal becco largo (genere Zaglossus) sono endemiche delle foreste della Nuova Guinea e sono classificate tra "Vulnerabile" e "In pericolo critico" a causa del degrado degli habitat e della caccia. Il caso più emblematico è quello dell'echidna di Attenborough (Zaglossus attenboroughi): considerata del tutto scomparsa dal 1961, è stata riscoperta e immortalata solo nel 2023 da una spedizione dell'Università di Oxford sui Monti Ciclopi.
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