
L'antica via militare di Horus, la rotta strategica che per millenni ha protetto il confine orientale dell'Egitto, torna a svelare i suoi enigmi: le ultime scoperte archeologiche condotte nel sito di Tel Abu Saify, nel governatorato di Ismailia, nei pressi del Canale di Suez, stanno ridefinendo la mappa di questo storico passaggio e rafforzando l'ipotesi della localizzazione della perduta città egizia di Msen (o Masna).
Gli scavi a Tel Abu Saify, ad Al Qantara Est, promossi dal Consiglio Supremo delle Antichità hanno ridefinito la pianta del sito. Una massiccia cinta muraria in mattoni crudi con porte e vani interni, ritenuta in passato il tempio stesso, si è rivelata essere il grande muro perimetrale esterno. Questa struttura, ritenuta a scopo religioso per molto tempo, sarebbe quindi una fortificazione militare. All'interno del complesso sono riemersi due percorsi lastricati d'accesso, tra cui una strada di epoca romana di ampie dimensioni, e depositi votivi legati all'area sacra del Sancta Sanctorum, la parte più sacra del complesso templare, purtroppo danneggiati nei primi secoli dell'epoca romana.

L'elemento chiave per l'identificazione della città di Mesn giunge però dall'epoca del faraone Ramses II (1279-1213/1212 a. C.): il ritrovamento di un'architrave, una imponente lastra di calcare spezzata in due parti. Il blocco reca i titoli del faraone su tre lati e un'iscrizione con riferimenti ai restauri della statua di Horus, Signore della Città di Mesn. Questo testo, unito al recupero di frammenti di statue di varie epoche, tra cui una figura di scriba militare della XXVI dinastia (VII-VI sec. a. C.) armato con punta di lancia, e rilievi di età tolemaica e romana, consolida l'identificazione di Tel Abu Saify con l'antica roccaforte di Mesn.

Il sito riflette una lunga stratificazione storica: da presidio militare fiorito sotto i Tolomei (IV-I sec. a. C.) a fortezza romana nel III secolo d.C., fino al riutilizzo tardo-romano delle pietre per le fornaci. In virtù della sua posizione strategica, nella parte nordorientale del paese, la roccaforte è sempre stata riutilizzata da tutte le potenze che hanno controllato l'Egitto. Le ricerche proseguiranno nelle prossime stagioni per confermare definitivamente l'identità di questo prezioso tassello della storia egizia.