
Il 3 luglio è una data speciale per tutti i fan di Ritorno al Futuro: proprio in questo giorno, nel 1985, il film di Robert Zemeckis irrompe nelle sale statunitensi dando inizio a una delle trilogie cinematografiche più celebri e amate della storia della settima arte. C’è un capitolo di questa saga che, oggi più che mai, invita a fare i conti con il tempo, ed è proprio Ritorno al Futuro – Parte II, il film che nel 37 anni fa provò a immaginare come sarebbe stato il mondo del 21 ottobre 2015, il giorno in cui Marty McFly, Doc Brown e Jennifer atterrano nella Hill Valley del futuro.
Per realizzare questo film il regista Robert Zemeckis e lo sceneggiatore Bob Gale si trovarono davanti a una sfida non da poco, ovvero immaginare come sarebbe stato il mondo 26 anni dopo e realizzare di conseguenza un’opera che esercitasse un salto immaginifico importante, inserendo nella materia visiva del film tutta una serie di elementi, invenzioni, intuizioni che avrebbero potuto colpire per la verosimiglianza, o differentemente che sarebbero rimaste pura fantascienza. Lo stesso Gale ha ribadito in un’intervista, rilasciata proprio in occasione della data di arrivo nel futuro di Doc e Marty, che lui e Zemeckis si erano prefissati un obiettivo preciso: costruire un 2015 positivo, ottimista, un futuro che lo spettatore avrebbe voluto vivere.
Contando gli oggetti e le situazioni mostrate nel film si possono osservare videochiamate, dispositivi indossabili, droni, pagamenti elettronici, scarpe auto-allaccianti. Quindi quante previsioni tecnologiche hanno trovato riscontro poi nella realtà?
1. Le videochiamate
La scena in cui Marty da adulto viene licenziato dal suo capo durante una videochiamata sul maxischermo del proprio salotto di casa è forse una delle più profetiche del film. Nel 2015 piattaforme come Skype e FaceTime erano già presenti nella quotidianità, e ancora oggi le riunioni in video sono praticamente la normalità. Un elemento che si può notare sullo schermo della chiamata sono le informazioni personali dell’interlocutore, come la professione, gli hobby, l’età, l’indirizzo, la data di nascita, un dettaglio che sembra in un certo senso anticipare involontariamente l’uso dei profili social ancora prima che venissero anche solo pensati.
2. Schermi piatti e multivisione
Nel salotto di casa McFly campeggia un televisore piatto appeso alla parete su cui il figlio di Marty guarda sei canali in contemporanea, una scena che a fine anni ’80 sembrava quantomeno stravagante. Oggi l’idea di multivisione, del consumo simultaneo di più contenuti è diventato certamente più comprensibile, considerato che è qualcosa che conosciamo piuttosto bene, tra smartphone, PC, televisione, tablet, oltre al fatto che gli schermi piatti sono diventati una tecnologia accessibile solo all’inizio degli 2000.
3. I dispositivi indossabili
Oggi i wearable device, i dispositivi indossabili sono molto diffusi, dagli smartwatch, agli smartglass, ai visori, agli auricolari, agli smart ring. Tutti oggetti che era difficile immaginare nel 1989, eppure Robert Zemeckis e Bob Gale sono riusciti a intuire che nel futuro i figli di Marty avrebbero potuto usare degli occhiali tecnologici per guardare la televisione o rispondere al telefono. Sul piano tecnologico, la previsione si è avverata in modo letterale, considerato che i Google Glass sono arrivati nel 2013, seguiti da un'intera generazione di visori per realtà aumentata e virtuale.
4. Sistemi di riconoscimento biometrico
Una delle previsioni di cui lo sceneggiatore va più fiero è proprio la tecnologia biometrica, ovvero quando nella Hill Valley del futuro le porte di casa si aprono appoggiando il pollice su un sensore e i pagamenti si autorizzano allo stesso modo. Infatti in un’intervista nel 2015, ha raccontato di aver letto all'epoca articoli su tecnologie di identificazione tramite impronta in fase di sviluppo e di averci visto giusto. Solo nel 2013 questa tecnologia si sarebbe diffusa tramite gli smartphone che si sbloccano con l’impronta e in seguito con i pagamenti effettuati tramite Touch ID, a partire proprio da Apple, e oggi è praticamente la normalità autorizzare transazione con un tocco, aprire serrature o sbloccare gli schermi con riconoscimento facciale o impronte.
5. I droni
In Ritorno al futuro – Parte II si può ben vedere come i droni vengono adoperati per i lavori più disparati, a partire dal giornalismo fino ai servizi più comuni. Quando Griff e la sua banda vengono arrestati dopo lo schianto contro il tribunale di Hill Valley, a riprendere la scena c’è un drone volante che documenta il fatto in tempo reale. Poco più avanti, un altro drone compare nella veste di dog-sitter, impegnato a portare a spasso un cane. La realtà sembra aver seguito il copione solo in parte visto che i droni con telecamere oggi sono diffusi e usati sia nell’ambito militare, nel giornalismo, nelle riprese cinematografiche e nella sorveglianza, mentre il drone che porta a spasso il cane non è ancora una tecnologia di uso comune, ma forse è solo questione di tempo.
6. L'hoverboard
Uno degli oggetti più celebri della saga di Ritorno al futuro è proprio lo skateboard di Marty, diventato il simbolo del film, assieme alla DeLorean, alle mitiche Nike e al Flux Capacitor. Nel 2015 però anche questo oggetto iconico subisce una trasformazione diventando un oggetto volante, un volopattino a tutti gli effetti, hoverboard in originale, ovvero uno skateboard fluttuante e senza ruote. Proprio nel 2015 Lexus ha presentato Slide, un volopattino che funzionava a levitazione magnetica, e anche l’azienda californiana Arx Pax ha sviluppato nello stesso periodo un oggetto simile chiamato Hendo, che poteva volare solo su specifici tracciati.
7. Le scarpe auto-allaccianti
Impossibile non menzionare le iconiche Nike che indossa Marty in Ritorno al futuro – Parte II, scarpe autoallaccianti che in verità hanno trovato poi un riscontro nella realtà. Infatti, nel 2011 Nike ha realizzato un modello in edizione limitata proprio ispirandosi al film, collaborando The Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research per la ricerca sul Parkinson. In seguito, nel 2016, Nike ha lanciato una nuova versione con un sistema di allacciatura automatica, le HyperAdapt 1.0, che utilizzano la tecnologia digitale, sensori di pressione, per rilevare il movimento e adattarsi alla forma del piede.