
Scegliere il colore dei capelli, l'altezza o il quoziente intellettivo del proprio futuro figlio come se si stesse creando un avatar in un videogioco: una scena che fino a ieri apparteneva solo ai film di fantascienza, oggi sta entrando nel mercato reale. Nell'autunno del 2025, i passeggeri della metropolitana di New York si sono trovati di fronte a una campagna pubblicitaria dal sapore distopico. Sui cartelloni campeggiava lo slogan: "Have your best baby" (abbi il tuo miglior bambino), accompagnato da affermazioni forti come "L'altezza è all'80% genetica" e "Il quoziente intellettivo è al 50% genetica". Non si parlava di prevenire malattie gravi, ma di ottimizzare le performance umane.
Il business dietro gli slogan
La mente dietro questa campagna è Kian Sadeghi, un venticinquenne fondatore della startup Nucleus Genomics. Sadeghi ha costruito la missione dell'azienda (e la sua strategia di vendita) partendo da un dramma personale come la perdita del cugino quindicenne a causa di una malattia genetica. Il sito web associato, pickyourbaby.com, presenta un'interfaccia che ricorda gli editor digitali per la creazione dei personaggi. Ma i costi ci riportano alla realtà. Il pacchetto base parte da 9.999 dollari, l'esperienza completa (che include il ciclo di fecondazione in vitro, lo screening fino a 20 embrioni e assistenza personalizzata) costa 9.999 dollari al mese per quattro mesi.
La promessa è quella di individuare oltre 2.000 possibili malattie, unendo a queste le caratteristiche "performative" promosse dalla campagna. Nonostante l'eco mediatico, gran parte del mondo scientifico ha preso le distanze da questa pratica. I ricercatori avvertono che i punteggi genetici legati a intelligenza o altezza sono spesso "scommesse statistiche" e, ad oggi, non vi è alcuna prova scientifica che questo metodo di selezione delle performance funzioni realmente.
Come funziona oggi la fecondazione in vitro
Per capire quanto ci sia di reale e quanto di marketing, bisogna fare un passo indietro e guardare alla fecondazione in vitro, una tecnica che esiste da quasi cinquant'anni. Solo in Italia, nel 2023, quasi 90mila coppie vi si sono sottoposte, portando alla nascita di oltre 17mila bambini. Il processo prevede la stimolazione dell'ovulazione, il prelievo degli ovociti e la loro fecondazione in laboratorio. Da qui si ottengono solitamente tra i cinque e i dieci embrioni. È proprio in questa finestra, prima dell'impianto nell'utero, che è possibile effettuare la selezione genetica.soci
Attualmente esistono tre "livelli" di intervento sul DNA embrionale:
- La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT): si prelevano poche cellule dall'embrione senza danneggiarlo per analizzarne il DNA. Permette di identificare malattie genetiche gravi (come fibrosi cistica, emofilia o anemia falciforme) offrendo alle coppie portatrici la possibilità concreta di avere figli sani. Siamo nel campo della cura.
- Il Test Poligenico (PGT-P): è il servizio offerto da aziende come Nucleus Genomics. Invece di cercare un singolo gene alterato, somma l'effetto statistico di migliaia di varianti genetiche per calcolare una probabilità, non una diagnosi. Questo test stima, ad esempio, il rischio di Alzheimer, l'altezza o il QI potenziale. Il limite enorme di questo test è che ignora l'impatto dell'ambiente, dell'istruzione, dell'alimentazione e delle esperienze vissute, fattori che pesano quanto o più della genetica stessa.
- L'editing genetico con CRISPR: in questo scenario non si sceglie tra embrioni esistenti, ma si riscrive direttamente il DNA. Le modifiche diventano ereditabili per le generazioni future. Questa pratica è vietata in gran parte del mondo, compresa l'Italia, ma documenti recenti del Wall Street Journal rivelano che un'azienda americana, Preventive, starebbe valutando esperimenti negli Emirati Arabi Uniti, dove le leggi sono più flessibili.
La situazione in Italia e i dilemmi etici
In Italia, la legge 40 regola la fecondazione medicalmente assistita in modo restrittivo. L'accesso è consentito solo a coppie eterosessuali con problemi di infertilità/sterilità o a coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche ereditarie. La diagnosi preimpianto è ammessa solo per patologie gravi, mentre l'editing genetico è severamente vietato. Negli Stati Uniti, invece, la regolamentazione permette persino di selezionare il sesso del nascituro per pura preferenza personale.
La selezione genetica a scopo di prevenzione solleva già dibattiti complessi. Un caso emblematico è quello dell'Islanda: qui quasi tutte le donne incinte scelgono lo screening prenatale per la trisomia 21 (Sindrome di Down) e la quasi totalità decide di interrompere la gravidanza in caso di positività. Di conseguenza, su una popolazione di 400mila abitanti, i bambini nati con la sindrome di Down sono quasi inesistenti. Un dato che divide chi ci vede un trionfo della prevenzione da chi teme una deriva eugenetica (insieme di teorie e pratiche per migliorare la qualità genetica di una certa popolazione).
Ma il vero cortocircuito etico avviene quando si passa dalla cura all'ottimizzazione a pagamento. Quando uno slogan afferma che l’altezza è per l’80% genetica, il sottotesto è che essere bassi sia un difetto. Quando si parla di QI al 50% genetico, si suggerisce che si possa intervenire su una graduatoria implicita. Se servizi da decine di migliaia di dollari diventassero la norma per le classi più agiate, il rischio sarebbe quello di trasformare le attuali disuguaglianze sociali in disuguaglianze incorporate direttamente nel DNA. Inoltre, quale peso psicologico graverebbe su un figlio nato dopo essere stato progettato per essere "il migliore", specialmente se la vita reale non dovesse coincidere con le aspettative del suo corredo genetico?
La tecnologia avanza rapida, parlando il linguaggio della scalabilità e dell'ottimizzazione tipico dei software. Ma la scienza predica cautela, ricordandoci la complessità biologica, l'interazione tra geni e ambiente e i limiti statistici. Nel mezzo ci siamo noi, divisi tra il desiderio umano di evitare il dolore e il rischio inquietante di trasformare la nascita in un progetto di design.