
Abbiamo realizzato una ricostruzione 3D inedita degli interni del Titanic, in modo da poter fare un "tour virtuale" delle varie parti che componevano il transatlantico britannico della White Star Line naufragato il 15 aprile del 1912 dopo la collisione con un iceberg. Vedremo il Ponte delle Lance, la struttura interna, la sala macchine, le paratie, e spiegheremo le fasi della costruzione del transatlantico, il suo primo e unico viaggio inaugurale e il tragico affondamento.
Costruzione, caratteristiche e naufragio: la storia in breve del Titanic
Il Titanic viene costruito a Belfast, in Irlanda, a partire dal 1909. Non era una nave unica ma faceva parte di una famiglia di tre “navi sorelle”, che oltre al Titanic contavano la Britannic (affondata durante la Prima Guerra Mondiale dopo aver urtato una mina) e la Olympic, che invece ebbe una carriera di circa 24 anni.
Le tre navi erano praticamente gemelle, con solo piccole differenze interne. Quando il Titanic viene completato, diventò la nave più grande del mondo dell'epoca, leggermente più grande perfino dell'Olympic, con 269 metri di lunghezza.
Dopo 3 anni di lavori la nave è pronta per il suo viaggio inaugurale: la prima traversata dell'Atlantico. La maggior parte dei passeggeri sale a bordo a Southampton, in Inghilterra; poi la nave fa scalo in Francia e in Irlanda, e infine punta verso New York.
Quel primo viaggio sarà anche l'ultimo. Quattro giorni dopo la partenza, nel mezzo dell'oceano, il Titanic urta un iceberg. Da quel momento servono poco più di due ore e mezza perché la nave affondi completamente. Le scialuppe di salvataggio si rivelano del tutto insufficienti: ce ne sono solo per circa metà delle persone a bordo, e per di più non vengono nemmeno riempite completamente. Alla fine, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, sopravvivono circa 700 persone su oltre 2.200.
L'esterno della nave: i fumaioli, gli alberi e le eliche
Il Titanic aveva 4 fumaioli, uno dei tratti estetici più iconici della nave. In realtà solo 3 erano realmente collegati alle caldaie e funzionavano per espellere il fumo. Il quarto fu aggiunto principalmente per ragioni estetiche, per rendere la nave più imponente. Aveva comunque una funzione secondaria: serviva alla ventilazione dei locali sottostanti.
I due grandi pali visibili sulla nave sono gli alberi, usati per sostenere antenne radio e bandiere. Verso la prua si trova la coffa: il punto sopraelevato da cui la vedetta avvistò l'iceberg nella notte del naufragio, purtroppo con pochissimo anticipo. La zona rialzata anteriore è il castello di prua, dove si vedono anche le enormi catene collegate alle ancore. A poppa, invece, c'è il castello di poppa, con il ponte di comando per l'attracco usato quando la nave entrava in porto.
Sotto la linea di galleggiamento si trovano le 3 eliche, mosse dai motori della nave. E poi c'è il timone, che permette di governare la direzione.
I ponti del transatlantico
Il ponte più alto del Titanic era il Ponte delle Lance, a cui seguivano gli altri identificati con le lettere dalla A alla G.
Il Ponte delle Lance era diviso in aree per le diverse classi: i passeggeri di seconda classe spesso avevano la vista sull'oceano parzialmente bloccata dalle scialuppe, mentre per la prima classe gran parte del ponte era libera e senza ostacoli (non vennero aggiunte altre scialuppe di salvataggio che invece avrebbero potuto salvare molte vite durante il naufragio). Ogni scialuppa era appesa a un sistema di argani: al momento del bisogno, l'argano veniva ruotato verso l'esterno, i passeggeri salivano a bordo e la scialuppa veniva calata lentamente in mare.
Il Ponte A, detto Ponte della Passeggiata, era dominato dagli spazi di prima classe: ampie aree coperte, bagni separati per uomini e donne, saloni, sala lettura, sala fumatori. A poppa c'erano il Veranda Café e il Palm Court, pensati per il relax e i rinfreschi.
Scendendo al Ponte B (Ponte della Passeggiata) si raggiungeva il massimo del lusso. Qui si concentravano le cabine di prima classe con bagno privato, le suite salone con passeggiata privata, l'ingresso d'imbarco di prima classe, gli ascensori, le cucine, il Ristorante à la Carte e il Café Parisien. A poppa invece si trovavano gli spazi di seconda classe, e il ponte di poppa fungeva da passeggiata per la terza classe. In questo modo ogni classe aveva la propria passeggiata sui ponti superiori.
Il Ponte C, detto Ponte Riparo, è il più alto a estendersi senza interruzioni dalla prua alla poppa. Ospitava cabine di prima classe, aree dell'equipaggio, un barbiere, spazi per i domestici dei passeggeri, la biblioteca di seconda classe e, verso poppa, le aree comuni di terza classe. All'estremità posteriore si trovavano anche l'ingranaggio del timone e i motori di governo.
Il Ponte D, il Ponte Salone, era il livello in cui la vita di bordo diventava più comunitaria. Qui si trovava il grande salone da pranzo di prima classe, le aree di preparazione del cibo, l'ospedale di bordo e il salone da pranzo di seconda classe. Verso prua c'erano le stanze dei vigili del fuoco e una scala che scendeva direttamente fino alle caldaie.
Il Ponte E, chiamato Coperta Superiore, era prevalentemente dedicato alle cabine dell'equipaggio e di terza classe. Era anche il livello più basso raggiungibile dalla Grande Scalinata e dagli ascensori. In questo ponte si trovava la cosiddetta Strada della Scozia, il corridoio principale utilizzato dall'equipaggio per muoversi da prua a poppa senza interferire con i passeggeri.
Il Ponte F, il Ponte Medio, riservava alcune sorprese: qui si trovava una delle prime piscine mai installate su un transatlantico, il bagno turco riservato alla prima classe, la sala da pranzo di terza classe con cucine e dispense, e altre cabine di seconda classe.
Il Ponte G, il Ponte Inferiore, era l'ultimo sopra la linea di galleggiamento ad avere spazi abitabili. Ospitava cabine dell'equipaggio e di terza classe, l'ufficio postale — ricordate? Il Titanic era prima di tutto una nave postale reale — il deposito bagagli di lusso, e persino un campo da squash. Un campo da squash, su una nave del 1912. Non è un dettaglio banale: dà l'idea di quanto si puntasse sull'esperienza dei passeggeri di prima classe.
Il Ponte Orlop, presente solo a prua e a poppa, era dedicato al carico, ai bagagli, alla posta e ai macchinari.
Le caldaie, la sala macchine e i motori del Titanic
Sotto il Ponte G si entra nelle zone tecniche. E poi si scende alla stiva, il livello più basso del Titanic, dove la nave rivela la sua vera natura di macchina industriale straordinaria.
Il Titanic aveva 6 sale caldaie, numerate da uno a sei, per un totale di 29 caldaie. La prima sala caldaie ne aveva cinque a singola estremità, alimentate da un lato solo. Le sale dalla due alla sei avevano caldaie a doppia estremità, alimentate da entrambi i lati. Tra una sala e l'altra si trovavano i carbonili, riempiti di carbone prima della partenza. Lavorare qui era durissimo: caldo estremo, umidità, fatica continua. I fuochisti avevano il compito di mantenere costantemente alimentate le caldaie, spalando carbone senza sosta. Il meccanismo è semplice nel principio: il carbone bruciava nelle caldaie, il fuoco scaldava l'acqua e produceva vapore. Il fumo passava attraverso i tubi e poi saliva nei condotti che portavano ai primi tre fumaioli. Per avviare la produzione di vapore servivano fino a 24 ore, quindi la preparazione iniziava molto prima della partenza.
Il vapore prodotto dalle caldaie raggiungeva la sala macchine, dove si trovavano due enormi motori a vapore alti tre piani. Ogni motore aveva 4 cilindri con pistoni che si muovevano su e giù grazie alla spinta del vapore. Questo movimento faceva girare l'albero motore, che usciva dal retro della nave e azionava le due eliche laterali.
La terza elica, centrale, era invece azionata da un motore a turbina a bassa pressione, che utilizzava il vapore residuo già usato dai motori alternativi. Un sistema intelligente per sfruttare ogni briciola di energia disponibile. Dopo aver fatto il suo lavoro, il vapore passava ai condensatori, dove veniva raffreddato e trasformato di nuovo in acqua, pronta per essere riutilizzata nelle caldaie. Un ciclo chiuso, efficiente per gli standard dell'epoca.
L'acqua dolce veniva immagazzinata in grandi serbatoi e distribuita in tutta la nave come acqua potabile. C'era anche la sala macchine elettriche, con 4 generatori che producevano l'elettricità per l'intera nave, e due motori di riserva. Durante la notte del naufragio, questa zona fu tra le ultime ad allagarsi: gli elettricisti rimasero al loro posto fino alla fine per mantenere accese le luci della nave, con un coraggio che è rimasto nella storia.
Le paratie stagne
Il Titanic era dotato di 15 paratie stagne, che dividevano la nave in 16 compartimenti stagni. Il principio era semplice e, sulla carta, geniale: se uno di questi compartimenti si fosse allagato, l'acqua non sarebbe passata agli altri, e la nave sarebbe rimasta a galla. Tra un compartimento e l'altro c'erano porte stagne, normalmente aperte ma chiudibili rapidamente in caso di emergenza, azionate dal ponte di comando.
Erano questi compartimenti a far credere il Titanic inaffondabile. La nave era stata progettata per galleggiare anche con quattro compartimenti allagati contemporaneamente. Il problema è che quando la nave colpì l'iceberg, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, i compartimenti anteriori che iniziarono ad allagarsi furono cinque, non quattro. Uno in più di quanto il sistema potesse gestire. Questa circostanza, insieme a molte altre, provocò l'affondamento della nave.