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28 Gennaio 2026
10:30

Scoperta sotto le Bermuda un’enorme struttura rocciosa che le mantiene “a galla”: è unica al mondo

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha scoperto che nel mantello terrestre al di sotto delle Bermuda è presente una sorta di struttura a “cuscinetto” rocciosa che, grazie alla sua bassa densità, esercita una spinta verso l’alto sulla crosta oceanica impedendo alle isole di sprofondare.

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Scoperta sotto le Bermuda un’enorme struttura rocciosa che le mantiene “a galla”: è unica al mondo
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Sotto le Bermuda, l’arcipelago dell’Atlantico settentrionale al largo delle coste statunitensi, il mantello terrestre nasconde una struttura rocciosa anomala: poco densa e spessa oltre 20 km, agisce come un "cuscinetto" mantenendo sollevate le isole e facendole emergere dal mare. È questa struttura a spiegare perché le Bermuda non siano sprofondate quando il magma del mantello ha smesso di alimentare la loro attività vulcanica. Un enigma geologico rimasto a lungo irrisolto in un’area già celebre per la leggenda del Triangolo delle Bermuda. A trovare la soluzione sono stati dei ricercatori statunitensi, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters.

Il mistero geologico delle Bermuda

Le isole che nascono all’interno di una placca litosferica, e non ai suoi margini, si originano quando nel mantello sottostante la crosta oceanica è presente una colonna di materiale caldo in risalita, detta "pennacchio". Risalendo, questo materiale provoca un rigonfiamento nella crosta e alimenta un vulcano sul fondale oceanico che, a poco a poco, può emergere dalla superficie dell’oceano formando un’isola. Nel corso del tempo la placca litosferica si muove sopra il pennacchio, trasportando lontano l’isola vulcanica che, non più alimentata dal magma, è destinata a sprofondare insieme al fondale. Nel frattempo, sempre in corrispondenza del pennacchio sorge una nuova isola vulcanica, e poi un’altra quando questa si sposta, finché si forma un intero arcipelago come quello delle Hawaii.

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Schema semplificato che illustra la formazione di un arcipelago a partire da un pennacchio del mantello. Credit: USGS.

Le Bermuda costituiscono un’eccezione a questo meccanismo comune: nonostante l'attività vulcanica si sia esaurita 31 milioni di anni fa, queste isole emergono ancora dalla superficie del mare. I ricercatori hanno così chiarito che cosa le mantenga sollevate: una massa rocciosa, dello spessore di 21 km, che si estende sotto la crosta oceanica, all'interno del mantello litosferico, in corrispondenza dell'arcipelago. La sua presenza ha permesso al fondale di conservare un rigonfiamento anche dopo la cessazione della risalita del magma; questo strato, particolarmente leggero, agisce come una sorta di "cuscino" che spinge verso l’alto la crosta.

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In verde chiaro la massa rocciosa anomala che sostiene le Bermuda. Credit: Geophysical Research Letters 2025

Com’è stata scoperta la struttura rocciosa sotto le Bermuda

I ricercatori hanno individuato questa atipica struttura analizzando i dati raccolti da una stazione sismica, installata presso l’arcipelago, e relativi ai centinaia di terremoti di magnitudo elevata avvenuti anche a grandi distanze. Le onde sismiche generate da questi eventi, la cui velocità varia in base ai materiali attraversati, hanno permesso di ricostruire la struttura interna della Terra. In questo modo è emersa la presenza di una massa rocciosa anomala, insolitamente spessa, meno densa e più leggera rispetto alle rocce circostanti. Secondo i ricercatori si tratta di magma che non è riuscito a raggiungere il fondale oceanico e che si è solidificato sotto della superficie di separazione tra crosta e mantello, formando appunto una massa a bassa densità capace di esercitare una spinta verso l’alto sulla crosta sovrastante e di impedire alle Bermuda di sprofondare. Questa eccezionale scoperta dimostra come strutture sommerse, antiche e stabili, possano mantenere emerse le isole oceaniche anche dopo la cessazione dell’attività vulcanica; e sebbene le Bermuda rappresentino il primo esempio documentato di questo tipo, sul pianeta potrebbero trovarsi altri casi analoghi.

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Batimetria dell’Atlantico occidentale. Credit: NOAA
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