
La lucina verde che lampeggia nel buio del corridoio o del salotto è diventata una presenza costante nelle nostre case, e forse anche voi vi sarete chiesti almeno una volta, guardandola, se ci siano dei rischi di qualche tipo nel tenere il Wi-Fi acceso tutta la notte, mentre dovremmo dormire beatamente. Per capire se spegnere il modem di casa durante la notte ha senso oppure no dobbiamo analizzare i pro e i contro usando diverse “lenti”: quella della comodità d’uso e della sicurezza informatica, quella degli effetti dei campi elettromagnetici sulla nostra salute e, ultima ma non per importanza, quella del risparmio energetico. Come potrete apprendere terminata la lettura dell'articolo, non c'è una risposta giusta e valida per tutti. Per cui, considerate la vostra specifica situazione e traete le vostre conclusioni.
Comodità d’uso e sicurezza informatica
Addentrandoci nel cuore della questione prettamente tecnologica, è inutile nasconderci dietro un dito: lasciare il Wi-Fi sempre acceso è la soluzione che strizza l'occhio alla comodità d'uso. In fin dei conti i modem-router sono stati pensati per operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Se lasciamo il router attivo, garantiamo che qualsiasi esigenza improvvisa di connettività, fosse anche causata da un episodio di insonnia, venga soddisfatta immediatamente senza i fastidiosi tempi di attesa necessari al suo riavvio. Quando riaccendiamo un modem spento, infatti, il dispositivo deve eseguire una serie di autodiagnosi hardware, agganciare la portante della linea e negoziare la connessione con il nostro fornitore di servizi Internet (ISP), un processo che può lasciarci isolati per una manciata di minuti, sufficienti a farci spazientire se abbiamo necessità di un collegamento a Internet istantaneo.
Ancora più critico è lo scenario in cui la nostra abitazione sia dotata di un ecosistema di videosorveglianza basato sul cloud o di sensori smart per la sicurezza: in questo caso, spegnere il router significa creare dei “buchi neri” temporali nella registrazione delle immagini, rendendo la casa vulnerabile proprio nel momento di maggior rischio, la notte. Non il massimo, soprattutto per i più fanatici della smart home.
Tuttavia, mantenere il dispositivo sempre operativo espone il fianco a rischi di natura diversa, primo fra tutti la sicurezza informatica. Un router acceso è visibile e potenzialmente attaccabile: finché il segnale viene trasmesso, un malintenzionato (sia esso un hacker remoto o qualcuno fisicamente abbastanza vicino da intercettarne il segnale) potrebbe tentare di violare la nostra rete. Se riesce a superare le barriere di protezione, avrebbe libero accesso a tutti i dispositivi collegati, dalla smart TV al nostro smartphone. Spegnere il modem, quindi, ci rende momentaneamente invisibili e inattaccabili. Per questo, se decidiamo di lasciarlo acceso, la nostra prima linea di difesa deve essere una configurazione robusta: l'utilizzo di protocolli di crittografia avanzati come il WPA2 o, meglio ancora, il più recente e avanzato WPA3, uniti alla modifica delle password predefinite di fabbrica, ci offre un livello di protezione generalmente sufficiente per dormire sonni ragionevolmente tranquilli (almeno lato cybersecurity) anche con il Wi-Fi attivo la notte.
La dibattuta questione della salute
Esiste poi il dibattito, spesso acceso, sugli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute. Dopo decenni di studi, la comunità scientifica, rappresentata dalla IARC (International Agency for Research on Cancer), ovvero l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza nel Gruppo 2B. Questo significa che sono «possibilmente cancerogeni», una definizione che indica una limitata evidenza di rischio negli esseri umani e un'evidenza insufficiente negli animali da esperimento; per intenderci, è la stessa categoria in cui troviamo sostanze comuni come l'estratto di aloe vera o l'aspartame. Ad oggi non esiste una prova del nesso causa-effetto tra l'esposizione ai livelli domestici di Wi-Fi e l'insorgenza di patologie tumorali, poiché si tratta di radiazioni non ionizzanti, ovvero prive dell'energia necessaria per spezzare i legami del DNA nelle nostre cellule. Nonostante ciò, per chi desidera applicare il principio di precauzione, spegnere il router (o allontanare lo smartphone dal cuscino) riduce l'esposizione a zero, anche se le emissioni di un modem sono già estremamente basse, spesso inferiori a quelle di un cellulare in chiamata.
A questo riguardo, il Dott. Francesco Bochicchio, dell'Istituto Superiore di Sanità, ha rassicurato al Corriere della Sera:
Questi apparecchi [tablet, computer e modem Wi-Fi, NdR] hanno una potenza di emissione simile o inferiore ai telefoni cellulari, per cui non ci sono rischi per la salute (per quanto riguarda i campi elettromagnetici) nel tenerli accesi di notte.
Risparmio sulla bolletta ed energetico
Nel decidere se tenere o meno acceso il Wi-Fi di notte bisogna guardare anche alla questione portafoglio e ambiente che, visto il periodo storico che stiamo vivendo, è assolutamente centrale. In media un modem Wi-Fi può consumare qualcosa come 8-10 watt. Possono sembrare pochi, ma con un funzionamento ininterrotto per 365 giorni all'anno porta a un consumo di svariati kilowattora. Spegnendolo per circa otto ore a notte, potremmo risparmiare una cifra modesta, nell'ordine di pochi euro all'anno, che però, se moltiplicata per milioni di famiglie, rappresenta un risparmio energetico collettivo non trascurabile. Se l'idea vi stuzzica e non volete stare lì a dovervi ricordare di staccare fisicamente la spina ogni sera, potete ingegnarvi con qualche soluzione smart, come l'uso di prese temporizzate.