La truffa delle foto su WhatsApp si presenta principalmente in due forme: il ricatto con foto a visualizzazione unica e l'Image Scam (in cui un malware viene nascosto nelle immagini). Se doveste ricevere un messaggio su WhatsApp da un numero non salvato in rubrica, contenente una foto impostata sull’opzione “Visualizza una volta” dell’app, quella che per la cronaca vi permette di vedere l’immagine una volta soltanto, cancellandola in automatico subito dopo la sua apertura, cosa fareste? Aprireste la foto in questione? Se avete risposto in modo affermativo perché siete per natura persone curiose, potreste essere il tipo di vittima a cui alcuni truffatori stanno puntando in queste ultime settimane. Aprendo la foto in questione, infatti, potreste ritrovarvi di fronte a un’immagine pornografica – o persino pedopornografica – e, subito dopo, potreste ricevere un messaggio intimidatorio che vi ricatta con l’intento di spingervi a effettuare verso chi vi ha contattato un bonifico istantaneo di 1.000 euro o più con cui comprare il suo silenzio. Non a caso questo tentativo di scam è stato ribattezzato da alcuni media come truffa del ricatto. Vediamo come riconoscerla e poi come difendersi.
Come riconoscere la truffa del ricatto con foto (a visualizzazione unica)
Come vi abbiamo anticipato nell’introduzione dell’articolo, la truffa inizia sostanzialmente nel momento in cui si riceve da parte di un numero non salvato nella rubrica telefonica del proprio smartphone un contenuto, in genere una foto di tipo pornografico. Non aspettandovi un messaggio con un allegato visualizzabile una volta soltanto potreste essere tentati di aprirlo per pura curiosità. È proprio questa curiosità a rendervi potenziali bersagli da colpire.
Secondo le segnalazioni relative a questo tipo di raggiro, l’immagine potrebbe contenere materiale particolarmente delicato, e potrebbe persino ritrarre minori. Una volta aperta la foto, potreste poi ricevere un messaggio dal mittente che sostiene di averla inviata per errore e che quel materiale fosse privato o non destinato a voi.
A quel punto, la conversazione potrebbe cambiare rapidamente tono e il mittente di questi messaggi potrebbe intimarvi di denunciarvi per aver visualizzato contenuti vietati oppure potrebbe sostenere che diffonderà la chat tra i vostro amici, familiari e conoscenti vari. Subito dopo potrebbe proporvi una soluzione apparentemente semplice: pagare una somma di denaro per chiudere la faccenda in quattro e quattr’otto ed evitare così la gogna pubblica.
Questo comportamento rientra perfettamente nel perimetro della sextortion, cioè in quel tipo di scam con cui un criminale informatico tenta di estorcere denaro basando il suo raggiro sull’uso di materiale dai contenuti intimi e a sfondo sessuale. Il ricatto può fare leva, come già detto, anche sulla vergogna e sul timore di essere coinvolti in una situazione potenzialmente compromettente. La pressione psicologica può essere così asfissiante da indurre, soprattutto chi è più fragile dal punto di vista psicologico, a cedere pur di non veder macchiata la propria reputazione.
Cosa fare per non cadere nella trappola e difendersi
Per non cadere nella truffa bisogna avere la forza di resistere alla curiosità di aprire una foto non destinata a noi. Non aprendo l’allegato, bloccherete di conseguenza il tentativo di scam sul nascere. La prima precauzione è quindi quella di non aprire contenuti inaspettati provenienti da numeri che non conoscete, soprattutto quando non è chiaro chi li abbia inviati o perché.
Evitate anche di rispondere al mittente per chiedere spiegazioni: interagire potrebbe offrirgli l’occasione di esercitare ancor più pressione psicologica. Se il messaggio appare sospetto, potete bloccare il numero e segnalare l’account attraverso gli strumenti disponibili in WhatsApp.
Se doveste aver aperto l’immagine, totalmente ignari del possibile contenuto e iniziate a ricevere minacce, non pagate alcuna somma di denaro. Versare denaro non garantisce che il ricatto finisca, anzi potrebbe rappresentare solo il primo pagamento di una lunga serie.
Per contribuire a fermare questa truffa, piuttosto, non dimenticatevi di segnalare l’accaduto alle autorità e, in modo particolare, alla Polizia Postale. Dovreste fare ciò soprattutto se doveste essere caduti vittima del raggiro pagando la somma richiesta.
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