
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.9 è stata localizzata tra il Golfo di Napoli e Capri oggi, 10 marzo, alle ore 00:03. Secondo quanto registrato dall’INGV, l’epicentro è stato localizzato in mare, a 10 km dalla costa di Capri. L’ipocentro, invece, è stato rilevato a 414 km di profondità, ben al di sotto delle comuni profondità sismogenetiche dei terremoti italiani, che avvengono prevalentemente nella crosta superiore.
La magnitudo della scossa è stata particolarmente elevata: per intenderci, nell'area dei Campi Flegrei il sisma più forte mai misurato in epoca strumentale (e registrato lo scorso 30 giugno 2025) ha avuto una magnitudo di 4.6, mentre il terremoto dell'Irpinia – che nel 1980 devastò Campania e Basilicata con oltre 3.000 vittime – è stato di magnitudo 6.9.
Ciononostante, l'estrema profondità del sisma ha fatto sì che il terremoto non sia stato avvertito a Capri, né tantomeno a Napoli e nel resto della provincia.
Questa mattina, infatti, è stata confermata l'assenza di danni a persone o edifici, anche se la circolazione dei treni – ora tornata regolare – è stata rallentata in via precauzionale nelle prime ore del mattino per consentire la verifica dello stato della linea.
Da un punto di vista geologico, il sisma non è legato al bradisismo dei Campi Flegrei né al Vesuvio, ma come evidenziato dall'INGV si tratta di un evento abbastanza raro da ricondurre a un processo geologico tipico del Tirreno meridionale per la presenza nel mantello terrestre di uno “slab” (una placca) di litosfera oceanica che sta sprofondando da alcuni milioni di anni al di sotto del Mar Tirreno.
Non a caso, questo fenomeno è accompagnato da una sismicità frequente lungo la costa calabrese e siciliana – e meno abituale al largo della costa campana –, con terremoti che negli ultimi 40 anni hanno raggiunto magnitudo fino a 5.8, rilevati il 28 e 29 ottobre 2016 a profondità comprese tra 221 km e 481 km.