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Da dove viene il marmo del Duomo di Milano?

Lo sapevate che l’azienda che si occupa del restauro del Duomo di Milano è la stessa dal 1387? O che i marmi provengono tutti da un’unica cava, quella di Candoglia, scavata appositamente per il Duomo? Oggi vi raccontiamo la storia di un monumento simbolo di Milano e dell’Italia intera: sua maestà il Duomo.

A cura di Videostorie
3 Novembre 2021
12:00
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Da dove viene il marmo del Duomo di Milano?
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Il Duomo di Milano, noto ufficialmente come Cattedrale metropolitana della Natività della Beata Vergine Maria, è la cattedrale dell'arcidiocesi di Milano. È la chiesa più grande d’Italia se si esclude la basilica di San Pietro che si trova nello Stato del Vaticano, e la terza al mondo per superficie con i suoi 11.700 m² interni.

La sua costruzione fu proposta nel 1386 dall'arcivescovo Antonio de' Saluzzi e fu sostenuta fortemente dal duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, che impose un progetto molto ambizioso che richiamasse lo stile delle grandi cattedrali europee. Incaricata dei lavori fu la Veneranda Fabbrica del Duomo, creata appositamente per l’occasione, che si sarebbe occupata dell’estrazione del materiale da costruzione, dell’intaglio e del trasporto. Come materiale di costruzione, invece del solito mattone laterizio, fu scelto il marmo di Candoglia, dal tipico colore biancorosa, così chiamato perché proveniente dalle cave di Candoglia, in Val d'Ossola.

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La facciata del Duomo di Milano

Da dove viene il marmo?

Quando parliamo di marmi parliamo di rocce metamorfiche. Il marmo del Duomo quando si formò non era un marmo, ma comune roccia calcarea: a causa di una antica collisione tettonica avvenuta circa 300 milioni di anni fa ha subito un processo di trasformazione arrivando a circa 750 °Celsius e a pressioni che si possono spiegare solo a circa 20-40 km di profondità. Praticamente i marmi del duomo, come la maggior parte delle rocce metamorfiche, è come se avessero fatto un tuffo nella crosta terrestre da comune roccia calcarea, per poi riemergere trasformate in marmo.

Il tragitto dei marmi del Duomo

Ma come arrivò il marmo fino a Milano? Una volta estratto, il marmo di Candoglia veniva poi trasportato via acqua lungo un percorso che dal lago Maggiore passava per il fiume Ticino, e attraverso il Naviglio Grande, giungeva fino ai piedi del cantiere. Questo metodo di trasporto è rimasto lo stesso fino al 1920, quando la grande urbanizzazione che ha investito la città di Milano ha costretto il passaggio al moderno trasporto su strada. La costruzione del Duomo di Milano è stata una delle più lunghe della storia: da quando si gettarono le fondazioni dei piloni, nel 1387, a quando fu completata la facciata, sul finire dell’800, sono passati ben 500 anni, seguendo tre diversi stili architettonici: Gotico Internazionale, Neoclassico e Neogotico.

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Il Duomo di Milano a fine Settecento

I numeri del Duomo

Il Duomo di Milano colpisce non solo per la sua bellezza ma anche per i suoi numeri: 3400 sono le statue che lo ornano, 135 le guglie, 108,5 i metri di altezza da terra della Madonnina, e ben 325.000 le tonnellate di peso dell’intero edificio. Oggi a occuparsi del restauro del Duomo è la stessa Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, che dal 1387 continua a estrarre e lavorare il marmo di Candoglia sostituendo le parti maggiormente colpite dall’erosione dovuta agli agenti atmosferici e all'inquinamento cittadino. Un restauro che è sempre preventivo e mai di emergenza, preceduto dal rilievo dello stato conservativo e dall'individuazione delle cause del degrado per un totale di circa 110 mila ore di restauro all’anno.

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