Sfondo burger-menu

I segni precursori delle eruzioni vulcaniche

Si possono prevedere le eruzioni vulcaniche? La risposta è no. Ci sono però dei fenomeni precursori che spesso anticipano una nuova attività dei vulcani soprattutto a condotto chiuso. Si tratta dell'aumento delle fumarole, del cambiamento del loro chimismo e della deformazione del suolo dell'edificio vulcanico. Per i vulcani a condotto aperto, come Etna e Stromboli, il discorso è un po' diverso.

A cura di Andrea Moccia
2 Novembre 2021
19:00
477 condivisioni
I segni precursori delle eruzioni vulcaniche
Immagine

Oggi non possiamo prevedere le eruzioni vulcaniche però esistono dei segni precursori, ovvero dei fenomeni che possono "annunciare" la ripresa dell'attività vulcanica, soprattutto per i vulcani a condotto chiuso. Tra i diversi tipi di osservazioni condotte per verificare lo stato di un vulcano vi sono l'aumento delle fumarole, la deformazione del suolo e i tremori vulcanici.

In questo video vi spieghiamo quali sono i segnali precursori di un'eruzione e quando si manifestano.

Aumento delle Fumarole

Per «fumarola» s’intende l’emanazione di un miscuglio di gas composto essenzialmente da vapore acqueo e da altri gas vulcanici, come anidride carbonica, anidride solforosa, acido solfidrico, acido cloridrico e altri componenti in minor quantità.
I gas emessi hanno temperature che possono oscillare da circa 100 °C fino a oltre 500°C. Nel momento in cui fuoriescono dal suolo vengono a contatto con un ambiente la cui temperatura è enormemente inferiore (temperatura ambiente) e condensano, formando i caratteristici «fumi», da cui deriva il nome del fenomeno.

Immagine

Quando il magma inizia la sua risalita e tende ad avvicinarsi alla superficie terrestre, la diminuzione della pressione favorisce il rilascio dei gas, i quali, attraverso i pori e le fratture delle rocce del basamento del vulcano, arrivano in superficie, dando vita alle fumarole, dal tipico colore biancastro. Tendenzialmente più il magma risale, più il fenomeno delle fumarole tende a intensificarsi.
Inoltre un altro segnale importante è dato dalla chimica dei fluidi, che prima di un'eruzione mostrano dei cambiamenti composizionali dei dovuti all'aumento della componente magmatica.

Deformazioni del suolo e tremori vulcanici

Prima di un’eruzione vulcanica l’ascesa del magma può provocare una piccola variazione della pendenza delle pendici del vulcano, rilevabile con uno strumento chiamato «tiltmetro».

Immagine

In altri termini, il suolo può localmente deformarsi, creando spesso anche delle fratture. Questo fenomeno è spesso accompagnato da terremoti, solitamente deboli e localizzati nell’intorno dell’edificio vulcanico. Queste oscillazioni continue del suolo (chiamate «tremore vulcanico»), a differenza dei terremoti tradizionali, possono durare anche per ore.

Quanto tempo prima dell’eruzione si manifestano i fenomeni precursori?

La risposta non è semplice e non può essere universale perché ogni vulcano (ricordiamo, a condotto chiuso) dev’essere considerato come singolare, unico e, in quanto tale, con delle caratteristiche e un’evoluzione diversa dagli altri. In altri termini, ogni vulcano ha una storia a sé.
Per vulcani a condotto aperto, come l’Etna e lo Stromboli, il discorso dei fenomeni precursori è da prendere ancor più con le pinze; si tratta di apparati vulcanici diversi da quelli chiusi per cui si comportano in maniera molto differente. Le riattivazioni, in linea di massima, sono raramente precedute (salvo casi recenti e ben documentati, come l’eruzione del Vesuvio del 1944) dai segnali precursori appena descritti. In altri termini, quelli a condotto aperto possono essere imprevedibili e sbottare come una bottiglia di Coca-Cola con dentro un pacchetto di Mentos.

Immagine

A differenza dei fenomeni idrogeologici (frane, alluvioni, inondazioni) che si possono prevedere, limitare e potenzialmente evitare, i terremoti e le eruzioni vulcaniche non possono essere impediti né ridotti di magnitudo. Davanti a un sisma o a un’eruzione vulcanica siamo impotenti.
L’unica cosa che la scienza può fare è tentare di limitare il rischio con la prevenzione e ciò significa essenzialmente due cose:

  • Conoscere la probabilità d’insorgenza di un fenomeno per poter predisporre in tempo utile le difese;
  • Intraprendere delle politiche di prevenzione guidate dalla consulenza scientifica, alla scala comunale, regionale e nazionale.

Nel nostro Paese questi compiti rappresentano due tra gli obiettivi chiave del Dipartimento della Protezione Civile e INGV.

Avatar utente
Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?