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La conquista del polo sud di Amundsen il 14 dicembre 1911 e l’esplorazione dell’Antartide

Come e quando l'essere umano ha raggiunto per la prima volta il punto più meridionale del Pianeta. Storia della spedizione di Amundsen e di un’impresa che sembrava impossibile: la conquista del polo sud.

A cura di Erminio Fonzo
15 Dicembre 2022
18:30
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La conquista del polo sud di Amundsen il 14 dicembre 1911 e l’esplorazione dell’Antartide
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L’esplorazione dell’Antartide prese avvio nella prima metà dell’Ottocento e meno di un secolo dopo, il 14 dicembre del 1911, 111 anni fa, cinque uomini guidati dal norvegese Roald Amundsen raggiunsero per la prima volta il polo sud, conquistandolo. Da quella spedizione le esplorazioni sono continuate e oggi al polo sud esiste persino una stazione scientifica permanente. Scopriamo la storia di questa impresa straordinaria.

Le esplorazioni geografiche

A partire dalle scoperte geografiche dei secoli XV e XVI, l’uomo aveva fatto grandi progressi nella conoscenza del Pianeta, ma ancora nell’Ottocento restavano vasti territori non esplorati. Tra le aree meno accessibili vi erano l’Artide e l’Antartide, perché le condizioni ambientali rendevano molto difficile, con i mezzi dell’epoca, addentrarsi nei territorio.

esplorazione antartide

Tuttavia, le esigenze politiche e commerciali dei governi, insieme al desiderio di scoperta di alcuni scienziati ed esploratori, fecero sì che tra Otto e Novecento fossero condotte numerose spedizioni nei territori polari.

Scoperta e prime esplorazioni dell’Antartide

L’Antartide fu avvistata per la prima volta nel 1820 da due spedizioni, una inglese e una russa. La perlustrazione del territorio appariva molto difficile, ma alcuni esploratori tentarono ugualmente l’impresa e nel 1841 l’inglese James Clark Ross riuscì a spingersi fino alla latitudine di 78° 10’, il punto più meridionale mai raggiunto dall’uomo fino a quel momento.

La barriera di Ross
La barriera di Ross, così chiamata in onore dell’esploratore James Clark Ross, che fu il primo ad avvistarla

Dopo l’impresa di Ross le spedizioni si interruppero e l’interesse per l’Antartide si riaccese solo nell’ultimo decennio del secolo, quando vari Paesi europei inviarono missioni alla scoperta del continente. Le motivazioni erano diverse. Anzitutto, era un periodo di ascesa dei nazionalismi e le esplorazioni erano considerate importanti sia per ragioni di prestigio nazionale, sia perché arrivare per primi in un territorio poteva consentire di avanzare rivendicazioni territoriali.

Non a caso, le spedizioni erano spesso finanziate, o almeno sostenute, dai governi, sebbene contribuissero alle spese anche le società scientifiche e talvolta delle sponsorizzazioni private. Le esplorazioni, inoltre, erano motivate da ragioni scientifiche e da interessi commerciali. Nel caso dell’Antartide lo scopo economico principale era la caccia alle balene, che nell’area erano molto numerose.

amundsen polo sud

L’epoca eroica dell’esplorazione

Tra gli anni ’90 dell’Ottocento e gli anni ’20 del secolo successivo furono organizzate numerose spedizioni in Antartide, nonostante mancassero mezzi a motore adeguati e gli esploratori dovessero muoversi soprattutto a piedi, con gli sci o su slitte trainate da cani e pony. Gradualmente le spedizioni spinsero sempre più avanti il farthest south, il punto più meridionale mai raggiunto dall’uomo. Una missione inglese degli anni 1901-1904, guidata da Robert Falcon Scott, superò l’82° parallelo; pochi anni più tardi un’altra spedizione britannica si spinse oltre l’88°, a meno di 200 km dal Polo.

Slitta trainata da cani
Slitta trainata da cani

Negli stessi anni altri vari esploratori si indirizzarono verso l’Artide e due americani, Frederick Cook nel 1908 e Robert Peary nel 1909, sostennero di aver raggiunto il Polo nord. Sebbene non sia mai stato dimostrato che i due, o anche uno solo di loro, avesse realmente raggiunto la meta (il polo nord fu ufficialmente raggiunto in dirigibile negli anni '20), le loro imprese provocarono una corsa alla conquista del polo sud. Due esploratori erano particolarmente desiderosi di fregiarsi del titolo di primo essere umano a essere giunto nel punto più meridionale del pianeta: il norvegese Roald Amundsen, che aveva preso parte a numerosi viaggi nei territori polari, e il già citato Robert Falcon Scott.

La spedizione di Amundsen

Nel 1909 Amundsen stava pianificando una spedizione nell’Artico, con l’intenzione di arrivare al Polo Nord, ma la notizia (in seguito smentita) che l’obiettivo era stato raggiunto da Peary lo spinse a cambiare meta e a dirigersi al polo sud.

mappa polo nord e polo sud

I preparativi

Amundsen partì a bordo della nave Fram, tenendo inizialmente nascosta la meta anche ai membri dell’equipaggio. La spedizione giunse in Antartide nel gennaio del 1911 e allestì il campo base, battezzato Framheim, presso la Baia della balene, a circa 1.700 km di distanza dal Polo.

Nei primi mesi Amundsen e i suoi compagni iniziarono a esplorare la zona e predisposero alcuni depositi di provviste lungo il percorso verso il Polo. Il gruppo scelto per raggiungere l’obiettivo, composto da cinque persone, partì da Framheim il 19 ottobre, muovendosi su slitte trainate da cani e con gli sci. In novembre i cinque raggiunsero l’altopiano antartico, la vasta zona attorno al Polo alta circa 3.000 metri sul livello del mare.

L'altopiano antartico (credit Stephen Hudson)
L’altopiano antartico (credit Stephen Hudson)

L’arrivo al polo sud

Faticosamente gli esploratori riuscirono ad attraversare l’altopiano e il 14 dicembre 1911, dopo quasi due mesi di viaggio, giunsero finalmente al polo sud, battendo Scott e la squadra inglese: la missione era compiuta. Amundsen e compagni si trattennero poco al Polo e, dopo aver piantato la bandiera della Norvegia e lasciato una tenda e una lettera per testimoniare il loro arrivo, intrapresero il viaggio di ritorno, giungendo a Framheim il 25 gennaio 1912. Il viaggio era durato 99 giorni e aveva coperto una distanza complessiva di oltre 3.400 km. Nel corso del cammino gli esploratori avevano abbattuto buona parte dei cani da slitta per usarli come cibo per loro e per gli altri cani.

Amundsen e compagni al Polo Sud
Amundsen e compagni al polo sud

Amundsen annunciò il suo successo al mondo il 7 marzo, quando la spedizione, lasciata l’Antartide, arrivò in Tasmania (un'isola a sud dell'Australia) ed ebbe accesso a una linea telegrafica. In quei giorni, però, il polo sud era particolarmente frequentato.

La spedizione di Scott

Una spedizione britannica guidata da Scott e composta di 65 uomini era giunta in Antartide negli stessi giorni di quella norvegese. Gli esploratori avevano piazzato il campo base a Capo Evans, più distante dal Polo, e prevedevano di spostarsi non solo con l’ausilio dei cani, ma anche con slitte trainate da pony e con tre slitte a motore. Questi mezzi, però, si rivelarono inadatti e i preparativi per l’“assalto” al Polo furono più lunghi di quelli di Amundsen.

Gli esploratori inglesi
Gli esploratori britannici

La spedizione fu comunque coronata da successo: Scott e altri tre uomini raggiunsero il polo sud il 17 gennaio 1912, ma sul posto trovarono la bandiera e la tenda lasciata dai norvegesi, scoprendo così di essere stati preceduti. Si misero quindi in marcia per tornare al campo base ma, a causa del peggioramento delle condizioni climatiche e dell’esaurimento delle provviste, morirono di stenti e di freddo nel corso del viaggio. I loro resti, compreso il diario di Scott, furono ritrovati successivamente da una spedizione di ricerca.

Le spedizini di Amundsen e Scott
Le spedizini di Amundsen e Scott

Il polo sud e l’Antartide negli anni successivi

La conquista del Polo non comportò la fine delle missioni in Antartide, perché il continente restava in gran parte inesplorato. Negli anni ’20, terminata la cosiddetta età eroica, iniziò la fase dei viaggi con i mezzi a motore e alla fine del decennio il polo sud fu sorvolato per la prima volta dall'aereo dello statunitense Richard Evelyn Byrd. Negli anni successivi le esplorazioni, rese più agevoli dai progressi tecnologici, sono proseguite e nel 1957 gli Stati Uniti hanno costruito al Polo una stazione scientifica permanente, la base Amundsen-Scott.

La Base Amundsen-Scott (credit Daniel Leussier)
La base Amundsen–Scott (credit Daniel Leussier)

Dal punto di vista politico, però, l’Antartide e il Polo non appartengono a nessuno. Nel corso degli anni vari Paesi hanno rivendicato il possesso di porzioni del continente, ma le rivendicazioni non sono state riconosciute dalla comunità internazionale. Nel 1959, inoltre, i Paesi interessati hanno sottoscritto il Trattato antartico, tuttora in vigore, in base al quale non possono essere avanzate nuove rivendicazioni territoriali e non si possono condurre operazioni militari nel continente.

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