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13 Giugno 2026
13:00

Il viaggio della Pietra dell’Altare di Stonehenge trasportata da umani per 700 km dalla Scozia: lo studio

Uno studio rafforza l’ipotesi che la Pietra dell’Altare di Stonehenge provenga dalla Scozia nord-orientale, a oltre 700 km di distanza. Se confermato, il monolite sarebbe stato trasportato intenzionalmente, via mare, via terra e via fluviale, sottintendendo nel Neolitico britannico reti di contatto e capacità organizzative molto più estese di quanto ritenuto fino ad oggi.

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Il viaggio della Pietra dell’Altare di Stonehenge trasportata da umani per 700 km dalla Scozia: lo studio
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Veduta di Stonehenge. Credit: By garethwiscombe – https://www.flickr.com/photos/garethwiscombe/1071477228/in/photostream/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13278936

Per oltre un secolo l’origine della cosiddetta "Pietra dell'Altare" di Stonehenge ha rappresentato uno dei più grandi enigmi archeologici della Gran Bretagna: questo enorme monolite di arenaria, lungo quasi cinque metri e situato al centro del celebre complesso megalitico, è molto diverso dalle altre pietre che compongono il monumento. Ora un nuovo studio pubblicato sul Journal of Quaternary Science, con Anthony J. Clarke come capofila, propone una ricostruzione più precisa della sua provenienza e del lungo viaggio che la portò nella piana di Salisbury circa 4500 anni fa.

Da tempo gli studiosi sapevano che la Pietra dell'Altare non proveniva dal Galles occidentale, il luogo dal quale furono trasportate molte delle pietre di Stonehenge. Analisi geologiche recenti avevano invece suggerito un’origine molto più settentrionale, probabilmente in Scozia nord-orientale, trasportate sia via terra, sia via mare, sia attraverso fiumi. Il nuovo studio ha approfondito questa ipotesi attraverso un confronto dettagliato tra la composizione mineralogica della pietra e quella di numerosi affioramenti rocciosi della Gran Bretagna, con un'analisi dei minuscoli cristalli (zirconi, rutilo e apatite) incastonati nell'arenaria.

I risultati emersi hanno rafforzato l’idea che il monolite provenga dalle Highlands scozzesi o dalle regioni limitrofe: l'impronta geologica della pietra combacia con il Bacino Orcadiano, nel nord-est della Scozia. Se confermata, questa provenienza renderebbe la Pietra dell'Altare uno dei materiali trasportati per la distanza maggiore nell’intero complesso di Stonehenge: oltre 700 chilometri separano infatti il nord della Scozia dalla piana dell’Inghilterra meridionale.

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Provenienza delle pietre che costituiscono Stonehenge. Credit: Clarke et al.

La ricerca si è concentrata anche sulle possibili modalità di trasporto. Per molti anni si è discusso se la pietra potesse essere stata spostata da ghiacciai durante le glaciazioni. Gli autori ritengono però che le evidenze geologiche non supportino questa ipotesi. Al contrario, i dati suggeriscono un trasporto intenzionale da parte delle comunità neolitiche. Secondo lo studio, il percorso più plausibile avrebbe sfruttato una combinazione di vie terrestri, marittime e fluviali.

La pietra potrebbe essere stata movimentata lungo la costa orientale della Gran Bretagna, attraverso enormi zattere o catamarani di legno e pelle, e successivamente trasportata attraverso una rete di fiumi e percorsi terrestri fino alla regione di Stonehenge. Sebbene un’operazione del genere richiedesse un enorme sforzo organizzativo, non sarebbe stata impossibile per società che già dimostravano notevoli capacità ingegneristiche nella costruzione di monumenti megalitici.

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La pietra dell’altare. Credit: By The Stones of Stonehenge – http://www.stonesofstonehenge.org.uk, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=151586152

La scoperta contribuisce ancora una volta a modificare la nostra visione delle comunità neolitiche britanniche. Il trasporto di un monolite di tali dimensioni per centinaia di chilometri suggerisce infatti l’esistenza di reti di contatto molto estese, capaci di collegare regioni lontane tra loro.

Più che un semplice materiale da costruzione, la Pietra dell'Altare potrebbe aver avuto un forte valore simbolico, rappresentando legami culturali, politici o rituali tra gruppi distribuiti su gran parte dell’isola. Lo studio in sé non risolve definitivamente tutti gli interrogativi sull’origine della pietra, ma offre nuove evidenze a sostegno di una provenienza scozzese e sottolinea ancora una volta quanto Stonehenge sia il risultato di una complessa rete di relazioni che attraversava la Gran Bretagna già nel Neolitico.

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