L’Etna è diventato più alto di circa 31 metri dopo gli ultimi fenomeni eruttivi stando alle ultime misurazioni dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Ci avete chiesto in tanti: come mai accade questo?

Perché l'Etna è cresciuto

Normalmente i vulcani aumentano la loro sommità a ogni eruzione: la lava emessa dal cratere in parte scorre verso valle ma, in parte, resta in prossimità del cratere, accumulandosi verticalmente e solidificandosi. Alla successiva eruzione nuova lava si solidificherà sopra quella della volta precedente, facendo aumentare così l’altezza del vulcano. La stessa cosa è successa all’Etna: dal 16 febbraio 2021 si sono verificati circa 50 eventi parossistici, cioè un evento eruttivo esplosivo, e ciascuno ha contribuito a depositare materiale piroclastico e strati di lava sul cono del Cratere a Sud-Est. Questo, tra i quattro crateri che si trovano sulla sommità dell’Etna, è quello più giovane, attivo e, dalle ultime misurazioni, quello più alto. Ora la cima dell’Etna raggiunge quindi 3357 metri di quota, con il precedente primato che apparteneva al Cratere Nord-Est che, dopo i parossismi degli anni 1980-81, raggiunse l’altezza di 3350 metri. Questo valore è poi diminuito negli anni a causa dei ripetuti crolli, attestandosi ad un valore di 3326 metri sul livello del mare nel 2018.

La differenza di altezza dell’Etna in una rilevazione dell’INGV
in foto: La differenza di altezza dell’Etna in una rilevazione dell’INGV

Come vengono fatte le misurazioni?

L’altezza del vulcano si ottiene solitamente tramite i DMS, cioè i modelli digitali della superficie: in altre parole si parte da una serie di immagini satellitari  e, rielaborandole con un software, si ottiene un modello tridimensionale del vulcano. Queste misure vengono condotte nell’ambito dell’iniziativa internazionale Geohazard Supersites and Natural Laboratories che si pone come obiettivo lo studio di zone geologicamente pericolose. Le immagini sono state raccolte il 13 e il 25 luglio dal satellite Pléides e confrontate poi con quelle del 2015, prese come riferimento. Per ciascuna data sono state raccolte triplette di immagini, e questo ha permesso di risolvere problemi legati alla nuvolosità e alla presenza di pennacchi di fumo sulla sommità del vulcano. Durante le misurazioni del 25 luglio, infatti, diverse aree erano coperte da nubi e gas e, per sopperire alla mancanza di dati, in quelle zone sono stati integrati i dati raccolti il 13 luglio. Queste analisi hanno permesso di ricavare un’altezza di 3357 metri con un’incertezza di soli 3 metri, segnando ufficialmente un nuovo record per il colosso siciliano.

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