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6 Ottobre 2026
17:00

Zanzare a ottobre: perché ce ne sono ancora così tante e cosa fare

Ormai siamo ad ottobre, eppure le zanzare pare non vogliano darci tregua. La loro presenza, infatti, dipende dalle condizioni ambientali: finchè le temperature resteranno miti e le giornate saranno abbastanza lunghe, questi insetti continueranno a riprodursi indisturbati.

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Zanzare a ottobre: perché ce ne sono ancora così tante e cosa fare
zanzara tigre autunno

È ottobre, le giornate si stanno accorciando e l’estate dovrebbe essere ormai un ricordo. Eppure, soprattutto in alcune zone d’Italia, le zanzare continuano a pungere. Non è un’anomalia: la loro presenza durante l’autunno dipende dalle condizioni ambientali e finché temperatura, luce e disponibilità d’acqua rimangono favorevoli, il loro ciclo vitale può proseguire anche dopo la fine dell’estate.

Per evitare la loro diffusione, l’ISS suggerisce di evitare il ristagno dell’acqua: svuotare regolarmente sottovasi, secchi e annaffiatoi, eliminare materiali all'aperto che possano raccogliere acqua, mantenere pulite e libere le grondaie e coprire adeguatamente i recipienti destinati alla raccolta dell’acqua piovana.

Se fa ancora caldo, le zanzare possono continuare a riprodursi

In Italia, una delle specie che contribuisce maggiormente alla presenza delle zanzare durante la stagione calda è la zanzara tigre (Aedes albopictus). Uno studio condotto in 21 comuni del Lazio ha seguito la sua attività per tre anni, rilevando deposizione delle uova da maggio fino a dicembre. Il 95% delle uova veniva deposto tra l'inizio di giugno e la metà di novembre, mentre l'attività raggiungeva il picco alla fine di agosto. La quantità di uova deposte era inoltre positivamente associata alle temperature accumulate nelle quattro settimane precedenti.

Anche gli studi condotti direttamente a Roma mostrano quanto possa essere lunga la stagione della zanzara tigre. In un monitoraggio effettuato nella capitale, gli adulti sono stati osservati da febbraio-marzo fino a dicembre, con un picco tra agosto e settembre. Gli autori hanno inoltre collegato la persistenza dell'attività autunnale alla presenza di temperature miti fino alla fine di novembre.

La temperatura, infatti, influenza direttamente l'attività delle zanzare. In uno studio condotto nel Nord Italia, la presenza delle femmine alla ricerca di un ospite era fortemente influenzata dalla temperatura minima: l'attività iniziava sopra una soglia di circa 13 °C, mentre tendeva a terminare quando le temperature minime scendevano intorno ai 9 °C. Anche le temperature delle settimane precedenti influenzavano l'abbondanza delle femmine adulte.

Questo significa che un ottobre particolarmente mite può mantenere le condizioni favorevoli ancora per diverse settimane. E non è necessario che faccia caldo come in piena estate: finché le temperature rimangono sopra le soglie che limitano sviluppo e attività, una parte della popolazione può continuare il proprio ciclo.

Il freddo e le giornate corte fanno scattare la modalità invernale

A determinare la fine della stagione delle zanzare, però, non è soltanto il termometro. Anche la durata del giorno è un importante segnale stagionale. Nelle popolazioni temperate di Aedes albopictus, infatti, l'accorciamento delle giornate induce le femmine a produrre uova destinate alla diapausa, una fase di sviluppo sospeso che permette alla specie di superare l'inverno.

Uno studio condotto su una popolazione mediterranea francese ha individuato una soglia critica di circa 13,5 ore di luce: quando la durata del giorno scende al di sotto di questo valore, aumenta rapidamente la percentuale di uova destinate alla diapausa. Interessante anche il fatto che questo processo inizi prima che le temperature crollino: è quindi un segnale anticipatorio che permette alla zanzara di prepararsi all'inverno.

Ma temperatura e fotoperiodo non agiscono necessariamente in modo indipendente. Nel Lazio, per esempio, l'attività di deposizione delle uova di Aedes albopictus diminuiva con la riduzione delle temperature accumulate e quando il fotoperiodo scendeva sotto le 10 ore di luce.

C'è un altro elemento interessante: il caldo può ritardare la preparazione all'inverno anche in altre specie di zanzare. Uno studio sperimentale su Culex pipiens, la zanzara comune, ha mostrato che temperature più elevate, simili a quelle associate all'isola di calore urbana, possono ostacolare l'ingresso delle femmine in diapausa, mantenendo più a lungo attività riproduttiva e comportamento di ricerca dell'ospite.

Culex_pipiens West Nile
Maschio di Culex pipiens. Credit: Volkmar Becher, CC0, via Wikimedia Commons

Quindi, se a ottobre ci sembra di essere ancora in estate ogni volta che sentiamo quel fastidioso ronzio, non è necessariamente un'illusione: se le temperature rimangono miti, le zanzare possono avere ancora condizioni sufficienti per restare attive. Il calendario dice che è autunno, ma per loro la stagione non finisce finché i segnali ambientali non diventano abbastanza sfavorevoli da far partire la vera preparazione all'inverno.

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