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28 Agosto 2026
18:30

450 anni fa moriva Tiziano: il pittore del Rinascimento che rivoluzionò l’uso del rosso

Tiziano Vecellio è stato uno dei pittori italiani più importanti del Rinascimento e il massimo esponente della scuola veneziana: le sue opere, caratterizzate da un uso innovativo del colore, hanno avuto una lunga influenza sull'arte figurativa di tutta l'Europa. Ecco cinque punti chiave per conoscere il Maestro veneziano.

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450 anni fa moriva Tiziano: il pittore del Rinascimento che rivoluzionò l’uso del rosso
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Tiziano, Autoritratto, 1562 circa, olio su tela, 96 × 75 cm, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie. Pubblico dominio via Wikimedia Commons

Era la fine dell'estate del 1576, e la peste mieteva vittime a Venezia: esattamente il 27 agosto di 450 anni fa morì la più illustre di queste vittime, il grande pittore veneziano rinascimentale Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576), allora all'apice della fama. Un successo talmente fuori scala da superare le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, garantendogli un funerale in pompa magna a San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari. Ma come arrivò Tiziano ad avere un celebrità tale nell'arco della propria vita? Eco i cinque fatti fondamentali per avvicinarci al pittore ufficiale della Serenissima, la cui opera più famosa è la Venere di Urbino, dipinta nel 1538.

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Amor sacro e Amor profano, 1514–1515 circa, Roma, Galleria Borghese. Pubblico dominio via Wikimedia Commons

Era un grande sperimentatore col colore: il rosso Tiziano

Tiziano fu per tutta la vita fu un grande sperimentatore con il colore, di cui fece sempre un uso innovativo. La più famosa di questo sperimentazioni lo portò a realizzare delle particolari sfumature di rosso con la cocciniglia, un insetto proveniente dalle Americhe che conteneva una grande quantità di acido carminico: una volta polverizzato, poteva essere usato come pigmento. Tiziano contribuì, insieme a Giorgione, allo sviluppo della pittura tonale, arrivando alla fine della sua carriera a un uso quasi impressionistico del colore.

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Tiziano Vecellio, Ritratto di Carlo V, 1548, Alte Pinakothek di Monaco di Baviera in Germania. Pubblico dominio via Wikimedia Commons

Ha cambiato la pittura europea dentro le migliori corti: i capolavori

Tiziano ha rinnovato profondamente la pittura europea producendo con una grande varietà di temi e opere, dai ritratti ufficiali alle scene religiose, dagli autoritratti (molti di quali andati purtroppo perduti) alle opere di carattere pastorale, una profonda influenza sull'arte barocca che gli sarebbe seguita. Questo livello di influenza non sarebbe stato possibile se non avesse avuto accesso alle migliori corti d'Europa. Dalla straordinaria Assunta dei Frari (1516-1518), che segnò la sua affermazione nel panorama veneziano, fino ai celebri ritratti degli imperatori del Sacro Romano Impero Carlo V e Filippo II, per tutto il XVI secolo non ci sono state porte che non si siano aperte per Tiziano.

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Tiziano Vecellio, Orfeo e Euridice, 1510, olio su tavola, 39,6 x 53 cm. Bergamo, Fondazione Accademia Carrara. Pubblico dominio via Wikimedia Commons

Il paesaggio diventa protagonista

Stando ai maggiori esperti di Tiziano, con la sua opera il paesaggio smette di essere solo un elemento decorativo, come era abitudine nel Rinascimento, e diventa una componente visiva imprescindibile: figure e paesaggio si integrano pienamente. Questo nuovo concetto paesaggistico si sviluppa molto nella prima metà del Cinquecento (soprattuto in Veneto) anche grazie a due collaboratori di Tiziano, Giulio e Domenico Campagnola, diventando fino alla prima metà dell'Ottocento un modello per tutti i artisti paesaggisti europei.

Ha avuto una lunghissima carriera e non ha mai smesso di innovare

Non si può proprio dire che Tiziano si sia mai tirato indietro dal lavorare. Infatti ha continuato a dipingere fino alla morte, avvenuta all’età di circa 86 anni, coronando una carriera che copre gran parte del Cinquecento. Non solo: le sue ultime opere mostrano come abbia continuato a sperimentare, come la Pietà dell’Accademia (1576), realizzata con tocchi veloci e quasi non-finiti.

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Tiziano Vecellio, Pietà, 1576, Gallerie dell'Accademia, Venezia. Pubblico dominio via Wikimedia Commons

Nonostante il successo non dimenticò mai il paese da cui veniva

Nonostante il successo lo abbia portato nel corso della vita nelle più importanti corti europee, Tiziano non dimenticò mai la nativa Pieve di Cadore. Nel Breve compendio alla vita di Tiziano del 1622, il pittore Tizianello, suo discendente, ricorda la volontà del Maestro di essere sepolto nella cappella di famiglia. Purtoppo, come sappiamo, questo non fu possibile per via della pestilenza che attanagliava Venezia: a Pieve resta però la sua casa natale (oggi un museo).

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