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28 Agosto 2026
10:47

Muore Harald V, re di Norvegia, sul trono da 35 anni: in Europa esistono ancora 12 monarchie

La Norvegia ha confermato la morte del suo re, Harald V: aveva 89 anni e regnava dal 1991. Oggi l'Europa conta ancora 12 monarchie, di cui 8 parlamentari e solo una assoluta, Città del Vaticano. Sopravvissute rinunciando al potere politico, garantiscono la propria continuità con neutralità, assenza di scandali e, soprattutto, consenso popolare.

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Muore Harald V, re di Norvegia, sul trono da 35 anni: in Europa esistono ancora 12 monarchie
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In Europa esistono ancora 12 monarchie.

La famiglia reale di Norvegia ha da poco confermato che il re Harald V è morto: aveva 89 anni ed era il sovrano regnante più anziano d'Europa, sul trono da 35 anni. Gli è succeduto immediatamente il figlio, il principe ereditario Haakon, mentre la nipote Ingrid Alexandra diventa ora erede al trono.

La scomparsa di un re europeo nel 2026 ci ricorda una cosa che tendiamo a dare per scontata: in buona parte d'Europa la monarchia non è un reperto del passato, ma un'istituzione ancora viva e funzionante. Nel Vecchio Continente sopravvivono ancora 12 monarchie, di cui 8 monarchie parlamentari e solo una monarchia assoluta, quella di Città del Vaticano. Vediamo come è stato possibile che un sistema ereditario, nato nel Medioevo, sia riuscito a resistere dentro democrazie considerate tra le più avanzate del mondo.

In Europa sono rimaste 12 monarchie: 8 sono parlamentari e solo 1 è una monarchia assoluta

All'inizio del XX secolo, quasi ogni Stato europeo era una monarchia: le uniche eccezioni erano Francia, Svizzera e San Marino. Alla vigilia della Prima guerra mondiale, il quadro era ancora nettissimo: erano monarchie 20 delle 24 nazioni europee, cioè l'83%. Dopo la Grande guerra il numero scese di un terzo, arrivando a 16 (il 59% del continente), e nel 1945 restavano soltanto 11 monarchie, il 35% delle nazioni europee.

Oggi se ne contano dodici, una in più rispetto al 1945, dopo la restaurazione della monarchia spagnola. La direzione del continente europeo, insomma, è stata quella della Repubblica: oggi tre quarti degli Stati membri dell'Unione Europea sono repubbliche.

Eppure un gruppo di Paesi, quasi tutti affacciati sul lato occidentale del continente, ha resistito alla tendenza. E non si tratta di democrazie di secondo piano: nell'ultimo Indice di democrazia dell'Economist Intelligence Unit, tra le prime dieci democrazie al mondo ci sono anche delle monarchie parlamentari europee: si tratta di Norvegia, Svezia e Danimarca.

Norvegia: dal re Harald V al suo erede Haakon

La casa reale norvegese è relativamente giovane. La famiglia regnante è quella dei Glücksburg, la stessa dinastia che siede sul trono danese, il cui ramo norvegese fu fondato da Haakon VII, eletto re di Norvegia nel 1905 dopo lo scioglimento dell'unione con la Svezia. Harald V era salito al trono il 17 gennaio 1991, succedendo al padre Olav V. È anche una delle famiglie reali più piccole d'Europa, per scelta: il nucleo si è a lungo limitato a quattro persone, il re, la regina, il principe ereditario e la principessa, un tratto che gli studiosi considerano un punto di forza.

Danimarca: l'abdicazione di Margherita e la successione di Federico X

Danimarca e Norvegia condividono la stessa dinastia, i Glücksburg, e anche Copenaghen ha vissuto di recente un passaggio di corona. La regina Margherita II ha regnato dal 14 gennaio 1972, quando ereditò il trono dal padre Federico IX, ed è stata la prima donna a regnare in Danimarca dopo Margherita I, vissuta tra Trecento e Quattrocento. Il 31 dicembre 2023, durante il tradizionale discorso di fine anno, ha annunciato l'abdicazione, poi formalizzata il 14 gennaio 2024, motivandola con la sua età avanzata (83 anni) e con alcuni problemi di salute. Le è succeduto il figlio, Federico X (nato nel 1968): ha una formazione in Scienze politiche, è attento ai temi ambientali e ha sposato la regina Mary, nata in Australia.

Svezia: i Bernadotte, una dinastia di origine francese

La monarchia svedese custodisce una curiosità storica: l'attuale sovrano è Carlo XVI Gustavo, nato nel 1946 e salito al trono nel 1973 succedendo al nonno Gustavo VI Adolfo; è il settimo re della dinastia Bernadotte, di origine francese. La dinastia siede sul trono dal 1818 e fu fondata da Jean-Baptiste Jules Bernadotte, maresciallo dell'Impero napoleonico, scelto come erede dalla corte svedese. Anche qui si legge l'adattamento ai tempi: il Parlamento ha abolito la legge salica, permettendo alla figlia Vittoria di diventare erede, e nel 2019 ha tolto cinque nipoti dalla famiglia reale, sotto pressione politica e parlamentare, per rendere più snella la casata.

Regno Unito: la corona più famosa

Quella britannica è sicuramente una delle famiglie reali europee più famose, oltre ad essere la più grande. Nel 1936 Edoardo VIII fu costretto ad abdicare per poter sposare l'americana Wallis Simpson, una donna divorziata due volte. La Corona passò quindi al fratello Giorgio VI, padre della regina Elisabetta II: la sovrana più longeva del Regno Unito, quindi, non era inizialmente destinata a salire al trono. Dopo la morte di Elisabetta II, il trono è passato al re Carlo III, con il principe William attuale erede.

Spagna: la monarchia restaurata (e la più fragile)

La monarchia spagnola è considerata una delle più fragili a livello europeo, dopo essere stata fortemente indebolita dalla dittatura di Francisco Franco e di fatto restaurata solo alla sua morte, nel 1975. La scarsa visibilità è una delle ragioni della sua bassa popolarità ed è la meno popolare tra le monarchie europee. Sulla sua impopolarità pesano soprattutto gli scandali del re emerito Juan Carlos (che ha abdicato nel 2014 a favore del figlio Felipe, attuale re), accusato, tra le altre cose, di aver ricevuto 100 milioni di dollari dall'Arabia Saudita.

Belgio: la corona più giovane e il re "dei belgi"

La monarchia belga è una delle più giovani del continente: nasce nel 1830 con l'indipendenza, sotto la dinastia dei Sassonia-Coburgo-Gotha. Il sovrano si intitola «re dei belgi», non «re del Belgio», per legarsi al popolo più che al territorio. Oggi vi regna il re Filippo, dal 2013. Ma anche qui l'invadenza politica si paga: Leopoldo III, per la sua condotta nella Seconda guerra mondiale, finì in esilio e dovette abdicare.

Paesi Bassi: scandali e rigide regole di famiglia

La corona olandese porta il segno di due tensioni tipiche delle monarchie moderne. Da un lato gli scandali economici: il principe Bernardo fu costretto a dimettersi da ispettore generale delle forze armate per lo scandalo delle tangenti Lockheed, una delle principali aziende del settore della difesa. Dall'altro le rigide regole dinastiche, che hanno escluso dalla linea di successione alcuni principi e principesse a causa delle loro scelte matrimoniali.

Lussemburgo: il granduca e la legge sull'eutanasia

È l'unico granducato di questo gruppo e ha offerto uno dei casi di studio sui rapporti tra corona e politica. Nel 2008 il granduca Henri si rifiutò di firmare una legge sull'eutanasia: come conseguenza, il sovrano venne privato del suo ruolo legislativo. Come nel caso del Belgio, all'inizio del Novecento anche la granduchessa Marie-Adélaïde fu costretta ad abdicare per la sua condotta durante la Prima guerra mondiale.

Le monarchie dei microstati: Vaticano, Liechtenstein, Monaco e Andorra

Le altre quattro monarchie europee appartengono a una categoria a parte: sono microstati e, tre su quattro, hanno mantenuto un potere politico effettivo.

Il primo è il Liechtenstein, incastonato tra Svizzera e Austria, con circa 40.000 abitanti: la sua monarchia è insolitamente potente per gli standard europei. La costituzione, infatti, consente al principe di porre il veto sulle leggi, sciogliere i governi e indire referendum, poteri rafforzati da un voto del 2003. Il capo di Stato è formalmente il principe Hans-Adam II, che regna dal 1989, ma dal 15 agosto 2004 ha delegato la gestione quotidiana al figlio ed erede, il principe ereditario Alois, che governa come reggente. Un segnale di modernizzazione è recentissimo: nell'agosto 2026 il Liechtenstein ha modificato le proprie regole per consentire anche alle donne di ereditare il trono.

Il secondo di questi microstati è il Principato di Monaco, che custodisce invece un primato storico: la casata dei Grimaldi governa dal 1297, quindi da oltre sette secoli, il che ne fa la famiglia reale più longeva d'Europa. Il sovrano attuale è Alberto II, salito al trono nell'aprile 2005 in successione al padre Ranieri III, sposato con l'attrice Grace Kelly. Anche qui il potere non è solo simbolico: la costituzione del 1962 attribuisce al principe poteri sovrani reali (rappresenta Monaco all'estero, ha l'iniziativa legislativa, nomina il ministro di Stato). Nel 2011 Alberto ha sposato Charlene Wittstock e nel 2014 sono nati i gemelli, il principe ereditario Jacques e la principessa Gabriella.

Andorra è forse il caso più singolare in assoluto, perché ha ben due re: si tratta infatti di un co-principato, con due capi di Stato che regnano insieme, il vescovo di Urgell (in Spagna) e il presidente della Repubblica francese. L'assetto nasce da un trattato del 1278, il «paréage», tra il vescovo di Urgell e il conte di Foix ed è sopravvissuto pressoché intatto fino a oggi. Poiché nessuno dei due co-principi risiede ad Andorra, il loro ruolo è quasi interamente cerimoniale. Oggi i co-principi sono il presidente francese Emmanuel Macron e il vescovo Josep-Lluís Serrano Pentinat, in carica dal maggio 2025.

Infine la Città del Vaticano, la monarchia più anomala del continente. È l'unica monarchia assoluta, in cui il capo di Stato, il Papa, detiene la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma è anche l'unica monarchia elettiva d'Europa: il sovrano non eredita il trono, viene eletto dal collegio dei cardinali. Il sovrano attuale è Leone XIV, al secolo l'americano Robert Francis Prevost, eletto nel 2025 dopo la morte di papa Francesco; come in ogni monarchia, il potere viene in parte delegato e dal 2025 il governatorato è guidato da Raffaella Petrini, prima donna a ricoprire l'incarico.

Come ha fatto la monarchia a sopravvivere in Europa

Arriviamo alla domanda centrale. Se la maggior parte delle corone europee è caduta, perché queste 12 sono riuscite a sopravvivere? La risposta di fondo è duplice: le monarchie superstiti sono sopravvissute lasciando che il proprio potere politico si riducesse quasi a zero e mostrandosi molto sensibili all'opinione pubblica.

Svuotate del potere, queste istituzioni hanno trovato una nuova funzione. Ciò che una monarchia moderna offre è un Capo dello Stato collocato al di sopra della lotta politica quotidiana e in grado di prestare un sostegno disinteressato alla società civile, fuori dalla portata della politica di parte. A questo si aggiunge un ruolo di «soft power» nelle visite di Stato, dove i membri della famiglia reale possono coprire un numero e una varietà di impegni all'estero superiori a quelli di un singolo capo di Stato.

Ma la sopravvivenza non è automatica: dipende dal rispetto di alcune regole non scritte, che gli studiosi hanno provato a mettere in fila.

La prima è restare neutrali. I sovrani troppo interventisti incontrano resistenza e perdono la loro reputazione di imparzialità: lo dimostra la «crisi di Pasqua» del 1920 in Danimarca, quando re Cristiano X licenziò il primo ministro e l'intero governo, scatenando manifestazioni che misero a rischio la monarchia e costringendolo a fare marcia indietro. La seconda è evitare gli scandali e ogni sospetto di corruzione, come mostrano i casi di Juan Carlos in Spagna o del principe Andrea nel Regno Unito.

La terza è tenere la squadra piccola: più la famiglia reale è numerosa, maggiore è il rischio che qualcuno finisca nei guai e attiri critiche sui costi, un equilibrio delicato tra il rimanere snelli e il non diventare invisibili.

C'è poi una quarta regola, spesso trascurata: capire e gestire la condizione dei membri minori della famiglia, che vivono in un enorme privilegio ma sono privi di libertà fondamentali, come il diritto alla riservatezza, la libera scelta della carriera e la libertà di sposare chi vogliono. Il caso più celebre di «uscita» dalla famiglia resta quello di Harry e Meghan.

La regola più importante, però, è l'ultima. Pur essendo ereditaria, la monarchia è responsabile del proprio operato esattamente come qualunque altra istituzione pubblica: i sovrani che superano il limite rischiano di perdere il trono, come mostrano le abdicazioni di Edoardo VIII, Leopoldo III e Juan Carlos. Le monarchie moderne sono inoltre sottoposte a un controllo continuo: i finanziamenti pubblici possono essere ridotti, la stampa ne indaga le spese e le amicizie e vengono commissionati sondaggi regolari sul loro gradimento.

Ed è qui che si chiude il cerchio, con il vero motore della sopravvivenza: il consenso. Nel corso del Novecento si sono tenuti diversi referendum sulla monarchia: attraverso il voto popolare, questa forma di governo è finita in Italia e in Grecia, mentre è stata confermata in Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Norvegia.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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