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14 Giugno 2024
20:23

Cos’è il colore “rosso Tiziano”? L’origine della particolare tonalità di capelli femminili

Quante volte ci è capitato di sentire che una particolare tonalità di rosso è "Tiziano"? Questa definizione deriva dall'omonimo pittore veneziano del '500, che ha usato questo colore rosso dorato per le vesti e i capelli dei propri soggetti.

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Cos’è il colore “rosso Tiziano”? L’origine della particolare tonalità di capelli femminili
rosso tiziano

Osservando alcuni dei più bei dipinti del mondo, potremmo notare nei capelli delle donne un particolare tipo di rosso che contiene in sé anche delle note dorate e aranciate. Questa splendida tonalità di rosso-biondo è nota come "rosso Tiziano". Ma qual è la storia di questa denominazione? Come suggerisce lo stesso nome, la tonalità cromatica deve la sua fortuna al pittore veneziano cinquecentesco Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576), autore di celebri dipinti come l'Amor sacro e Amor Profano o la Venere di Urbino. Grandissimo maestro del tonalismo, Tiziano ha spesso usato questo colore nelle proprie opere, e in particolare per i vaporosi capelli delle donne più altolocate o delle divinità. Ma come realizzava questo colore così ricco e sfumato e dall'aspetto quasi "morbido"?

Tiziano era un grande sperimentatore del colore, lo fu per tutta la vita. Con la colonizzazione delle Americhe, in quello che è stato definito scambio colombiano, nei più ricchi mercati d'Europa (e quindi anche a Venezia) arrivò la cocciniglia, un insetto che conteneva una grande quantità di acido carminico: una volta polverizzato, questo poteva essere usato come pigmento (appunto, di colore carminio). Mescolando questa polvere con quelle di origine minerale e vegetale disponibili all'epoca, cioè il cinabro, l'ocra e la robbia, Tiziano realizzò delle particolarissime sfumature di rosso che accostava ad altri rossi all'interno degli stessi dipinti. Ed ecco realizzato il cosiddetto "rosso Tiziano"!

Immagine
Venere di Urbino, 1538, olio su tavola, 119 x 165, Firenze, Galleria degli Uffizi

Ma da dove venne a Tiziano l'ispirazione per dare alle "sue" donne questo colore di capelli, non proprio comune nell'Italia del ‘500? A svelarlo è il biochimico americano di origine tedesca Konrad Emil Bloch, co-vincitore del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1964. Bloch, trasferitosi in Italia da giovane, notò che le dee e le dame dipinte da Tiziano, Tintoretto e Veronese avevano un po' troppo spesso questa tonalità di capelli: secondo lo scienziato, l'unica conclusione possibile era che si decolorassero/schiarissero i capelli bruni.

Studiando con uno storico dell'arte, Bloch scoprì così che al tempo esistevano già decine di ricette diverse per schiarire i capelli, tutte a base di estratti vegetali (per lo più di conifere, mirto, erbe aromatiche), a volte mescolati con sali inorganici come allume e carbonato di potassio. Lasciando gli estratti al sole, si produceva un agente ossidante: nasceva così un intruglio chiamato "acqua bionda", di cui si trovano numerosi riferimenti nella letteratura del tempo. Ancora oggi il "biondo ramato" è un colore molto popolare per la tintura dei capelli e ancora oggi fa somigliare almeno un po' alle dame di Tiziano.

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