
Siamo abituati a vederle ovunque, accese tra le dita di milioni di persone o schiacciate sui marciapiedi delle nostre città. Che le sigarette facciano malissimo alla salute è un fatto noto a tutti: non serve certo Geopop per ricordarlo. Eppure, dietro a questo oggetto si nasconde un livello di complessità chimica che in pochi conoscono davvero. Dal ruolo degli zuccheri aggiunti al tabacco, passando per la vera origine del catrame e le reazioni tossiche che si innescano a quasi 900°C, fino ad arrivare a svelare i retroscena della cartina e la grande illusione storica del filtro. In questo articolo faremo un vero e proprio viaggio all'interno della sigaretta smontandola pezzo per pezzo per sfatare le false credenze più diffuse e capire la fabbrica di composti nocivi che si mette in moto quando viene accesa.
Nel tabacco viene aggiunto lo zucchero
Non è tabacco e basta. Se guardate gli ingredienti dichiarati dai produttori (Philip Morris lo riporta sul proprio sito) trovate saccarosio o altri zuccheri aggiunti, nell'ordine del 3% in peso. La motivazione dichiarata dal produttore? "Ridurre l'irritazione e rendere il gusto più delicato".
Il problema è quello che succede allo zucchero quando raggiunge le temperature elevatissime della sigaretta. Secondo quanto riportato dal Comitato scientifico sui rischi sanitari emergenti e di nuova identificazione (SCENIHR), gli zuccheri sottoposti a pirolisi generano aldeidi, e in particolare acetaldeide. La combinazione di acetaldeide e nicotina sembra essere più assuefacente della sola nicotina. In poche parole: lo zucchero aggiunto al tabacco potrebbe potenziare la dipendenza.
Il filtro non serve praticamente a nulla
È vero che il filtro, fatto di fibre di acetato di cellulosa intrecciate, trattiene le particelle più grandi presenti nel fumo. Ma le particelle più piccole, le cosiddette ultrafini, che sono anche le più dannose, sono talmente piccole da non venire intrappolate dalla rete di fibre. Per non parlare di tutti i gas tossici e cancerogeni, che passano indisturbati.
Eppure, il filtro esiste da decenni e copre praticamente il 100% del mercato. Come mai? È una questione di marketing. Prima degli anni '50, tutte le sigarette erano senza filtro. Poi, attorno al 1950, uscirono i primi studi che stabilivano un legame forte tra fumo e cancro ai polmoni. Le compagnie del tabacco avevano bisogno di una risposta. E la risposta fu il filtro: non perché qualcuno avesse dimostrato che funzionasse, ma perché dava l'impressione di proteggere. In un decennio la quota di mercato delle sigarette con filtro negli Stati Uniti passò da meno dell'1% a oltre il 50%.
Le righette sulla cartina non sono catrame
È una delle credenze più diffuse. In realtà quelle righette sono semplicemente zone in cui la carta è più sottile. Se si guarda la cartina in controluce si vede chiaramente. La loro funzione è far bruciare la sigaretta in modo uniforme, evitando che si spenga da un lato, il fenomeno che i fumatori chiamano "unghia".

Il problema non è la combustione
Tecnicamente, la combustione completa produce solo anidride carbonica e acqua, due gas innocui. Se nelle sigarette avvenisse solo combustione, si aspirerebbe vapore acqueo e CO2, e non si formerebbe fumo tossico.
Il problema è che a temperature tra i 600 e i 900 °C, che si raggiungono durante il tiro, avvengono tutta un'altra serie di trasformazioni chimiche: combustione incompleta, pirolisi, pirosintesi, decomposizione termica e molte altre reazioni. Ed è da queste trasformazioni che si formano le oltre 5.000 sostanze chimiche presenti nel fumo, di cui oltre 70 classificate come cancerogene. E questo vale anche per il tabacco puro, senza additivi: a quelle temperature, qualsiasi materiale vegetale va incontro alle stesse reazioni.
Il catrame non viene aggiunto: si forma
Quando si parla di catrame nelle sigarette si pensa spesso a qualcosa di aggiunto, o addirittura al bitume dell'asfalto. Non è né l'uno né l'altro. Il catrame delle sigarette è il residuo appiccicoso formato dall'insieme di tutte le parti solide e semisolide del fumo, una volta tolti l'acqua e la nicotina. Non è nel tabacco prima di accenderlo: si forma durante la combustione e le altre trasformazioni chimiche, e poi si deposita nei polmoni.
Questi sono cinque dei tanti dettagli che emergono quando si analizza una sigaretta dal punto di vista chimico. Tutti gli approfondimenti, con esperimenti pratici e spiegazioni nel dettaglio, sono nel video completo in sovraimpressione.