
Per anni abbiamo immaginato il cervello di un neonato come una tabula rasa, una lavagna bianca che aspetta l'esperienza per imparare a distinguere il mondo. Si pensava che la capacità di classificare gli oggetti (capire cos'è un cane e cos'è un sasso) arrivasse solo dopo molti mesi di osservazione. Tuttavia, un nuovo studio condotto su oltre 100 neonati ha dimostrato che già a 2 mesi il cervello possiede categorie visive incredibilmente ricche e organizzate.
100 bambini e una risonanza magnetica: l’esperimento
Per molto tempo abbiamo pensato che i neonati vedessero il mondo come un insieme disordinato di forme e che solo dopo molti mesi imparassero a distinguere un gatto da un giocattolo. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Neuroscience ha però dimostrato che non è così: a soli due mesi, il cervello umano ha già dei "cassetti" mentali pronti per dividere ciò che vede in categorie.
Studiare il cervello di un bambino così piccolo è un'impresa titanica: bisogna convincerlo a stare fermo in una risonanza magnetica (fMRI) mentre è sveglio. Per riuscirci, i ricercatori hanno proiettato immagini "incombenti" (che si ingrandivano gradualmente) per catturare la loro attenzione.
I piccoli partecipanti (101 a due mesi e 44 a nove mesi) hanno osservato immagini di 12 categorie diverse, tra cui gatti, uccelli, sedie, alberi e persino papere di gomma.

Cosa hanno scoperto i ricercatori?
Analizzando l'attività della corteccia ventrotemporale (una zona del cervello fondamentale per il riconoscimento visivo), gli scienziati hanno trovato una struttura già "matura". Già a 2 mesi, il cervello risponde in modo nettamente diverso se lo stimolo è un essere animato o un oggetto inanimato.
Il cervello distingue anche gli oggetti in base alla loro dimensione reale nel mondo, capendo che un albero è "grande" e una tazza è "piccola", anche se nell'immagine appaiono delle stesse dimensioni.
La scoperta più incredibile è che queste categorie appaiono prima nella corteccia visiva "di alto livello" che in quella laterale, suggerendo che il cervello non impari solo un pezzetto alla volta partendo dai dettagli semplici, ma abbia già una visione d'insieme precoce.
Per confermare questi dati, il team ha confrontato le risposte neurali dei neonati con quelle di modelli di Intelligenza Artificiale (IA) di tipo Deep Neural Network.
Il risultato? Le reazioni dei bambini di soli 2 mesi sono allineate con quelle di un'IA completamente addestrata. Questo significa che il cervello dei neonati elabora le informazioni usando "regole" simili a quelle che le macchine usano per classificare gli oggetti con precisione.
Perché è una scoperta rivoluzionaria ?
Questa ricerca suggerisce che non nasciamo "al buio". Esiste un meccanismo biologico che prepara il cervello a riconoscere le categorie fondamentali della vita subito dopo la nascita. L'esperienza dei mesi successivi serve poi a "rifinire" e perfezionare questi cassetti mentali già esistenti.
In pratica, il cervello umano sembra progettato per dare un senso al mondo molto prima di quanto i test comportamentali (come i tempi di fissazione oculare) siano in grado di misurare.