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23 Settembre 2026
6:00

Chi sono gli arabi e perché non vanno confusi con i musulmani: storia del popolo che vive tra Medio Oriente e Africa

Sentiamo spesso parlare di “mondo arabo” o di “Paesi arabi”. Al mondo, del resto, esistono circa 500 milioni di arabi. Ma chi sono concretamente e perché, invece di costituire uno Stato unitario, sono divisi in numerose entità politiche e sono spesso in contrasto tra loro?

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Chi sono gli arabi e perché non vanno confusi con i musulmani: storia del popolo che vive tra Medio Oriente e Africa
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Per arabo in genere si intende chi parla la lingua araba. Si tratta di un insieme di popolazioni vasto ed eterogeneo, diffuso su un territorio compreso tra il Medio Oriente e l'Africa del Nord. Gli arabi sono molto diversi tra loro, ma condividono alcune caratteristiche. Le origini si collocano nella Penisola arabica nei secoli prima di Cristo. Il termine “arab” è attestato dal IX secolo a. C., l’alfabeto dal IV d. C. Tuttavia, solo con l’ascesa dell’Islam, nel VII secolo, gli arabi hanno assunto una fisionomia più definita e hanno dato vita all’espansione che li ha portati a dominare un vastissimo territorio. Oggi al mondo si stima che gli arabi siano circa 500 milioni. Non costituiscono, però, una entità politica, ma sono divisi in circa venti Stati.

Chi sono gli arabi

Per arabi si intende un gruppo etnico-linguistico, composto da circa 500 milioni di persone, che parlano la lingua araba e condividono alcune caratteristiche storiche e culturali. Gli arabi costituiscono la maggioranza della popolazione in un ampio territorio, che comprende la Penisola arabica (terra di origine del popolo), il Vicino Oriente, il Golfo persico e l’Africa settentrionale. Nel complesso esistono poco meno di venti Paesi abitati da una maggioranza araba:

  • Algeria
  • Arabia Saudita
  • Bahrein
  • Egitto
  • Emirati Arabi Uniti
  • Giordania
  • Iraq
  • Kuwait
  • Libano
  • Libia
  • Marocco
  • Oman
  • Palestina (non è uno Stato con pieno riconoscimento politico)
  • Qatar
  • Siria
  • Sudan (sebbene la maggioranza dei cittadini si identifichi come araba, la popolazione è composta da varie etnie)
  • Tunisia
  • Yemen

Della Lega araba fanno parte anche altri quattro Paesi africani, cioè Comore, Gibuti, Mauritania e Somalia, nei quali gli arabi non sono maggioritari.

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La mappa dei membri della Lega araba (Wikimedia Commons)

Persone di lingua araba sono emigrate anche in altri Paesi, inclusa l’Italia, nei quali costituiscono minoranze. In complesso, si stima che oggi gli arabi oggi siano circa 500.000.000 (esistono però anche stime diverse).

Gli arabi non sono un insieme unitario, ma popoli assai eterogenei, che condividono alcune caratteristiche, ma presentano tratti peculiari, diversi a seconda dei territori dove risiedono, per storia, tradizioni e cultura. In altre parole, non dobbiamo immaginare gli arabi come se tutti fossero vestiti con abiti tradizionali e la kefiah bianca sulla testa; al contrario, si trattata di popoli e culture molto eterogenei, anche nell’abbigliamento.

Anche la lingua cambia, giacché esistono numerose varianti dell’arabo, distinte per vocabolario, pronuncia e grammatica. Un marocchino e un iracheno, per esempio, incontrerebbero difficoltà a comprendersi parlando esclusivamente nelle rispettive varietà locali. Esiste però una lingua comune sovraregionale: l’arabo standard moderno, utilizzato nella scrittura, nei giornali, nei documenti ufficiali, nei telegiornali e nei contesti formali.

Va precisato che non tutti i popoli del Medio Oriente sono arabi: non lo sono i turchi, non lo sono gli iraniani e molti altri.

Gli arabi si definiscono anche “Gente del dad” a causa della lettera “dad”, peculiare della loro lingua.

Le origini degli arabi

I popoli arabi si sono sviluppati nella Penisola arabica. Le loro origini precedono di molti secoli la nascita dell’Islam. Più specificamente, il termine "arab" compare già nelle fonti assire del IX secolo a.C., riferito a popolazioni nomadi o tribali.

Nei secoli seguenti, nella Penisola si affermarono numerosi popoli e regni. Uno dei più importanti era quello dei Nabatei, famoso per la capitale Petra, nel sud dell’attuale Giordania. Molto importante era anche il regno di Saba, collocato nell’attuale Yemen e noto per la potenza commerciale.

Edificio a Petra (Wikimedia Commons)
Edificio a Petra (Wikimedia Commons)

Tra i popoli che abitavano la Penisola si sviluppò, a partire dall’aramaico, la lingua araba. La prima testimonianza certa di uso dell’alfabeto è una iscrizione, ritrovata però più a Nord, in Siria, e risalente al 328 d. C.

Dal punto di vista religioso, le tribù della Penisola professavano culti politeistici locali oppure varianti del cristianesimo e dell’ebraismo.

Oggi il periodo preislamico è noto come jahiliyya, cioè ignoranza (inteso come ignoranza della vera fede).

Gli arabi e l’Islam: perché non vanno confusi con i musulmani

A dare unità al popolo arabo fu l’Islam, affermatosi nella Penisola arabica, più precisamente nelle località di Mecca e Medina, a partire dall’anno 622 d. C. L’Islam fece sì che le varie tribù della Penisola divenissero un popolo. Inoltre, i musulmani diedero avvio a una poderosa espansione, conquistando prima l’intera Penisola e in seguito, dopo la morte di Maometto (632), un vastissimo territorio, spingendosi a ovest fino al Maghreb e alla Penisola Iberica, a est fino all’Asia centrale.

L'espansione islamica da Maometto al 750 d.C.
L'espansione islamica da Maometto al 750 d.C.

Gli abitanti dei territori conquistati non divennero immediatamente arabi (e nemmeno immediatamente musulmani), ma con il passare del tempo le nuove generazioni adottarono la lingua e la cultura dei conquistatori. In altre parole, gradualmente si arabizzarono. Per tale ragione, oggi i popoli arabi sono maggioritari in un vastissimo territorio compreso tra il Maghreb e il Golfo persico.

Tuttavia, nonostante l'Islam abbia avuto un importanza capitale nella storia araba, gli arabi non vanno confusi con i musulmani: l’Islam è una religione, gli arabi sono un’etnia. Non a caso, sebbene l’Islam sia la religione largamente prevalente, esistono anche arabi che professano altre religioni, come il cristianesimo (in totale, gli arabo-cristiani sono circa 15 milioni). L’Islam, inoltre, è diffuso in molti altri popoli e si stima che solo il 20-25% dei musulmani sia composto da arabi.

Diffusione attuale dell'Islam, molto più estesa rispetto agli Stati arabi
Diffusione attuale dell'Islam, molto più estesa rispetto agli Stati arabi (Wikimedia Commons)

Perché gli arabi sono divisi in tanti Stati diversi

I popoli arabi sono divisi in tanti Stati essenzialmente perché sono diversi tra loro. Nel corso dei secoli, non a caso, non hanno mai costituito una unità politica (se non nei primissimi tempi dell’Islam), ma sono stati sempre frammentati. Inoltre, sono stati spesso soggetti al dominio di altri popoli. La dominazione più lunga è stata quella dei turchi, che tra il XV e il XVI secolo, attraverso l’Impero ottomano, sottomisero pressoché tutto il mondo arabo e lo controllarono fino alla Prima guerra mondiale.
Dal punto di vista culturale, gli arabi hanno avuto grande importanza, contribuendo al progresso di tutto il mondo sia con le loro scoperte, sia perché hanno trasmesso molti elementi della cultura greca, che in Occidente erano andati perduti.

Impero ottomano (Wikimedia Commons)
Impero ottomano (Wikimedia Commons)

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con la cosiddetta “rinascita araba”, i popoli arabi iniziarono a prendere coscienza della loro identità. Dopo la Prima guerra mondiale  si sono liberati dalla dominazione ottomana, ma non hanno ottenuto subito l’indipendenza e hanno dovuto infatti fronteggiare pesanti ingerenze dei Paesi occidentali. Con il passare degli anni sono nati numerosi Stati arabi indipendenti.

Dopo la Seconda guerra mondiale è stata fondata anche un’organizzazione sovranazionale, la Lega araba (ufficialmente Lega degli Stati arabi), che ha sede al Cairo e mira a favorire la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri. In origine era composta da sei Paesi, oggi ne conta 22.

Tuttavia, nonostante l’esistenza della Lega, ciascuno Stato arabo mantiene la propria sovranità e segue una propria linea in politica interna ed estera. Non si contano i contrasti (o persino le guerre) tra i diversi Paesi arabi o all’interno di essi. I tentativi di imporre un’ideologia panaraba, cioè di ottenere se non l’unità politica, almeno la cooperazione di tutti i popoli arabi, non hanno avuto successo.

Inoltre, un popolo arabo, quello palestinese, è ancora in lotta per il riconoscimento del proprio diritto all’autodeterminazione. Anche su questo aspetto gli Stati arabi non riescono a essere compatti e a sostenere in maniera unitaria le rivendicazioni di indipendenza della Palestina.

Fonti
The Arabs World Bank Data – Arab World
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