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29 Luglio 2022
7:30

L’utilizzo dei dissalatori a osmosi inversa in Europa e in Medio Oriente

In Europa si parla sempre più spesso di impianti di dissalazione. Abu Dhabi e Dubai sono tra le città che convertono più acqua salata in acqua dolce. Scopriamodi più!

A cura di Arianna Izzi
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L’utilizzo dei dissalatori a osmosi inversa in Europa e in Medio Oriente
dissalazione mondo

I dissalatori a osmosi inversa vengono utilizzati per convertire l’acqua salata in acqua dolce. Se in Europa il numero degli impianti di dissalazione è cresciuto negli ultimi anni, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano da decenni un caso studio molto importante, perché sono tra gli Stati che hanno meno accessibilità a fonti di acqua dolce naturali.
Vediamo in dettaglio cosa accade.

I dissalatori a osmosi inversa

I dissalatori a osmosi inversa sono dei grandi impianti che permettono di ottenere acqua dolce a partire da acqua salata. Nonostante esistano diverse tecniche, una tra le più diffuse è quella dell'osmosi inversa per cui l’acqua, prelevata da oceani e mari, è prima filtrata da una membrana semipermeabile e poi, una volta arricchita con sali minerali, immessa nel sistema idrico nazionale.
I primi impianti di dissalazione vennero costruiti a partire dal 1928: da allora le tecnologie per convertire acqua salata in acqua dolce sono migliorate costantemente e con la messa a punto degli impianti a osmosi inversa -il primo risale al 1965- si è riusciti a lavorare e migliorare sia l’efficienza energetica sia l’impatto ambientale delle strutture e degli scarti di dissalazione.
A Febbraio 2020 il totale degli impianti di dissalazione a osmosi inversa nel mondo era di 14.360, circa l’85% di tutti gli impianti di dissalazione esistenti.
Si trovano principalmente in tre aree del mondo: Asia Pacifico (APAC), Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e America.

osmosi inversa dissalazione

La situazione in Europa

In Europa si è cominciato a parlare di impianti di dissalazione solo a partire dagli anni Settanta, ma la capacità di estrazione dell’acqua salata ha cominciato a crescere dal 1990 in poi. Si è passati da 604.274 m³/giorno fino a 10.6 milioni m³/giorno nel 2019. [1]
Molto? Poco? Considerate che si tratta di circa il 10% della capacità di dissalazione globale.

Al primo posto troviamo la Spagna, con 765 impianti già installati, 1.6 milioni di m³/giorno [3] e un programma di costruzione di impianti di dissalazione molto importante che cerca di contrastare la forte crisi idrica presente soprattutto nella zona meridionale del Paese (Andalusia, Melilla, Ceuta, Isole Canarie), in alcune grandi città come Barcellona e nelle Isole Baleari.

Al secondo posto c’è l’Italia, con circa 200.000 m³/giorno. La presenza degli impianti di dissalazione a osmosi inversa nel nostro Paese, però, è ancora soggetta a forti limitazioni a causa delle politiche ambientali e dei rischi associati alla produzione di scorie di dissalazione. Il 25 giugno 2022 è entrata in vigore la cosiddetta legge “SalvaMare”, sul recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare e nel testo si legge che la costruzione di nuovi impianti è ammissibile solo in situazioni di comprovata carenza idrica e in assenza di alternative. Sempre in Europa, troviamo Cipro, con più di 100.000 m³/giorno, Malta e Grecia con più di 30.000 m³/giorno.

La situazione in Medio Oriente

Se in Europa la situazione degli impianti di dissalazione a osmosi inversa è ancora in divenire, in Medio Oriente la conversione di acqua salata in acqua dolce rappresenta ormai da decenni la tecnologia più utilizzata per l'approvvigionamento di acqua potabile.
La Saline Water Conversion Corporation (SWCC), in Arabia Saudita, detiene al momento la più grande capacità di dissalazione globale con più di 5.5 milioni di m³ di acqua potabile prodotti ogni giorno. Seguono la Abu Dhabi Water and Electricity Authority (ADWEA) e la Dubai Electricity and Water Authority (DEWA) con, rispettivamente, 3.9 milioni m³/giorno e 2.3 milioni di m³/giorno. [1]

Questo ingente bisogno di estrarre acqua potabile dal mare viene dalla difficile situazione idrica in cui versa il Medio Oriente e, in particolare, gli Emirati Arabi Uniti (EAU). Si tratta, infatti, di uno dei 10 Stati più aridi al mondo e dove il consumo di acqua, proprio a causa delle alte temperature e del periodo delle piogge molto limitato, è molto alto. Pensate che oggi, Abu Dhabi, capitale degli EAU, ospita nove impianti di dissalazione e produce ogni giorno 4.13 milioni di m³ di acqua potabile che poi viene immessa in una rete di tubazioni di 14.200 km!

impianto dissalazione deserto
Octal, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Bibliografia

  1. Eke, Joyner; Yusuf, Ahmed; Giwa, Adewale; Sodiq, Ahmed (2020). The global status of desalination: An assessment of current desalination technologies, plants and capacity. Desalination, 495(), 114633–. 
  2. Cabrera, E.; Estrela, T.; Lora, J. (2019). Desalination in Spain. Past, present and future. La Houille Blanche, (1), 85–92. doi:10.1051/lhb/2019011 
  3. Towards_efficient_use_of_water_resources_2.pdf
  4. Trapanese, Marco; Frazitta, Vincenzo (2018). [IEEE OCEANS 2018 MTS/IEEE Charleston - Charleston, SC, USA (2018.10.22-2018.10.25)] OCEANS 2018 MTS/IEEE Charleston - Desalination in small islands: the case study of Lampedusa (Italy).
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